Canoni di locazione, i soldi ci sono ma le famiglie devono aspettare: “Ecco perché”

Canoni di locazione e politiche abitative a Foggia: il commento di Giorgio Cislaghi

Giorgio Cislaghi

Ancora una volta Giorgio Cislaghi affronta il tema della politiche abitative e sociali. L’esponente del circolo Che Guevara pone l’attenzione sui ritardi nell’erogazione del sostegno ai canoni di locazione a 848 famiglie e sugli interventi messi in campo per affrontare “l’emergenza abitativa” “che non hanno portato benefici significativi” sottolinea.

Canoni di locazione a 848 famiglie

"Per il terzo anno consecutivo le famiglie foggiane che vivono in difficoltà economica dovranno aspettare ancora per poter fruire dei contributi derivanti dal “Fondo Nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione”, soldi messi a disposizione da Regione Puglia sin dal mese di dicembre ma ancora stipati nelle casse del Comune di Foggia. E’ sempre una “serie di sfortunati eventi” che impedisce alle famiglie di disporre dell’aiuto regionale prima delle feste di Natale come era consuetudine tempo fa.

I motivi che portano al ritardo nell’erogazione del contributo sono i più vari. Si comincia con la voce in bilancio mancante, cosa riscontrata negli anni scorsi, o di capienza insufficiente per poter aderire al bando regionale. Poi si deve verificare che sia disponibile, e congrua, la “quota comunale prevista per il cofinanziamento che permette di avere più soldi dalla Regione (il 10% dell’importo previsto da Regione Puglia). Per questi motivi si deve aspettare una sessione del Consiglio Comunale per poter fare la “variazione di bilancio” e  avviare l’iter amministrativo. Poi ci sono le lungaggini nell’emanare il bando, le difficoltà nel procurarsi i documenti richiesti per chi intende accedere ai fondi perché durante il mese di agosto molti CAF chiudono per ferie. Pervenute le domande si deve compilare la graduatoria e attendere l’esito dei ricorsi degli esclusi. Infine, e siamo alle porte del mese di dicembre, inviare il tutto agli uffici regionali e aspettare la messa a disposizione dei soldi.

Finito l’iter burocratico, arrivati i soldi (siamo alla fine di dicembre) si deve mettere in conto la chiusura dei conti comunali di fine anno che blocca qualsiasi possibilità di erogare il contributo cui, quest’anno, si aggiunge l’esito favorevole dell’ennesimo ricorso accolto con determina dirigenziale il 19 gennaio 2018. Questa è la cronaca succinta del perché, anche quest’anno, le 848 famiglie che hanno diritto al sostegno regionale dovranno aspettare “ancora qualche giorno” per festeggiare.

Le politiche abitative a Foggia

Resta da capire perché ci vogliono più di sei mesi per concludere un bando regionale a cui il Servizio delle Politiche Abitative dovrebbe essere preparato visto la routine del bando con poche, e poco significative, differenze tra un anno e l’altro. Si può parlare solo di “sciatteria amministrativa” o c’è altro? C’è altro perché, a ben guardare, l’efficacia delle “politiche abitative” degli ultimi 15 anni si può tranquillamente affermare che gli interventi messi in campo per affrontare “l’emergenza abitativa” non hanno portato benefici significativi visto che le uniche case popolari, degne di questo nome, consegnate alla città sono quelle derivanti dai “piani ex Gozzini”, acquisizione di siamo stati i promotori riuscendo a superare non poche resistenze. Il conto delle case popolari che dovevano arrivare dai vari “accordi di programma” non hanno portato nulla, a fronte delle centinaia di alloggi previsti, come non hanno portato nulla i vari interventi di riqualificazione urbana.

I container del Campo degli Ulivi sono ancora al loro posto al pari dei container di via San Severo. Inalterata la situazione delle famiglie che vivono nei “prefabbricati” dell’ex Cara di Arpinova. Cambiata, forse in peggio, la situazione delle baraccopoli di via De Petra, via Lucera e Borgo Croci. Al conto, sempre a causa di “sciatteria amministrativa”, mancano anche i 32 alloggi che deve consegnare il Consorzio Unitario Coop Casa e si è sempre in attesa che sia sbloccata l’assegnazione dei 72 appartamenti di IACP su via Lucera.

Di come si stia pensando di risolvere la “fame di case popolari” abbiamo testimonianza dal piano di recupero, in esecuzione, alle “piastre” del Candelaro dove saranno recuperate volumetrie con la “riqualificazione” degli androni dei palazzi trasformandoli in piccoli appartamenti.

Se è questa la qualità degli interventi previsti non ci stupiamo delle lungaggini nell’erogare sussidi economici a chi fa fatica a pagare fitti a prezzi di mercato come non ci stupiamo se continua a imperversare il fenomeno dell’autocostruzione di alloggi impropri, ossia di baracche. E’ ora che i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, chiedano conto all’Amministrazione Comunale del suo operato perché così non si può continuare".

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