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La politica non va in vacanza, da destra a sinistra si lavora per il dopo Mongelli

Il sindaco vorrebbe ricandidarsi, ma Bordo storce il naso e Piemontese scalda i motori. Lucia Lambresa sarà della partita. Sel e Pdl hanno un’idea. Leo Di Gioia avrebbe già deciso di non correre per la fascia tricolore

AUTUNNO CALDO. Sarà un autunno caldo quello che si prospetta per il Comune di Foggia al rientro delle ferie estive. Sarà quello, infatti, l’ultimo scorcio di mandato Mongelli prima delle amministrative 2014. E dunque quello in cui il primo cittadino cercherà di capitalizzare quanto più possibile quanto seminato in questa consiliatura per provare a garantirsi la volata verso la ricandidatura.

MONGELLI BIS. Che il sindaco uscente voglia tornare in campo non è un mistero. E’ stato proprio lui, Mongelli, ad aprire a questa possibilità in tempi non sospetti; una fuga in avanti che ha sorpreso, e non poco, chi per primo ha voluto l’ex numero uno di Confindustria alla guida del capoluogo dauno: quel Partito democratico che oggi, secondo rumors (e neanche tanto velati, di fronte ad un Mongelli-bis storcerebbe il muso preferendogli un nome organico al partito (scalda i motori il presidente del consiglio comunale, Raffaele Piemontese).

SCONTRO MONGELLI-BORDO. Che i fatti stiano così lo avrebbe fatto chiaramente intendere il deputato manfredoniano e deus ex machina del PD foggiano, Michele Bordo, in una intervista al Corriere del Mezzogiorno: “Il salto di qualità sperato non c'è stato per alcuni limiti di impostazione di governo. Occorrevano segnali di maggior forza, cambiare qualche dirigente per superare incrostazioni. Abbiamo dato l'impressione molte volte di non avere la forza necessaria ad affrontare le emergenze. Che ci sia una percezione non molto favorevole, sì lo avverto. Per questo c'è l'esigenza di comprendere se la ricandidatura del sindaco è sufficiente per riconquistare la città».

Dichiarazioni dure e tranchant del candidato alla segreteria regionale del partito che, raccontano, non hanno fatto per niente piacere a Mongelli. Dopo essersi affannato a risanare i conti, a “risolvere numerose situazioni incancrenite che la gestione politica passata mi ha lasciato”, non ci sta a ricevere un simile ben servito (“io sono alla prima esperienza amministrativa, il PD no” affonda) e sfida Bordo sul terreno delle cose fatte: “Ho cambiato il volto della città” rivendica Mongelli, che affonda: “Dubito che mi si possa tacciare di debolezza. Peraltro se c’è stata, è stata anche debolezza della coalizione che mi ha sostenuto”.

Parole di fuoco che confermano che Mongelli ci sarà, con o senza Pd. E se Bordo sarebbe pronto a lanciare Raffaele Piemontese alla guida di Palazzo di Città, sa però che una campagna antimongelli potrebbe ritorcersi contro. Il presidente del consiglio comunale avrà più di qualche problema a condurre una campagna contro il sindaco uscente, dovendo sconfessare, con Mongelli, anche l’operato del Pd stesso.  

Ci ha provato di recente, criticando la gestione della vicenda del mercato di via Pinto. Il risultato, una scarica di rimbrotti sul web contro un intervento ritenuto “tardivo e fuori luogo”. Il nodo sarà evidentemente sciolto a suon di primarie.  Ieri, intanto, lungo colloquio tra Mongelli ed il numero uno della ex democrazia cristiana, Franco di Giuseppe.

SEL. E mentre tra i democrats va in onda l’ennesimo epilogo da fratelli coltelli, la SEL lavora al nuovo cantiere del centrosinistra. Prove generali di città futura nell’aula consiliare del Comune di Foggia mercoledì scorso.

Sul podio, tra i sellini, ci sarebbe il rettore uscente Giuliano Volpe che, dopo aver tentato invano la scalata verso Roma ed una volta terminata, ad ottobre prossima, la guida dell’ateneo dauno, il prossimo ottobre, potrebbe lanciarsi nella corsa alla fascia tricolore, potendo contare (in virtù di antiche amicizie) anche sul placet di Vendola.

PDL. Non se la passa meglio il centrodestra alle prese con le voglie ormai notorie del consigliere Pdl “mister preferenze” Franco Landella e del capogruppo De La Destra Bruno Longo, ma anche quelle dell’ex consigliere provinciale Paolo Mongiello.

In orbita azzurra si attendono, come sempre, le decisioni dell’ex ministro Raffaele Fitto, che giocheranno sul doppio scenario regionali-amministrative, nel tentativo di accontentare più o meno tutti. Pesa, poi, e non poco, in questa parte dello schieramento, la ricandidatura già annunciata dell’ex vicesindaco ed ex aennina di ferro, Lucia Lambresa.

SILENZIO DI GIOIA. Silenzio al momento sul versante centrista e montiano. In calo le quotazioni di candidatura dell’assessore al Bilancio, Leonardo Di Gioia che, pur essendo ritenuto trasversalmente (tanto a destra quanto a sinistra) il candidato “ideale” e potendo contare su un pacchetto di voti del mondo cattolico non indifferente, potrebbe rinunciare alla partita comunale preferendole via Capruzzi e da lì stare guardare l’evolversi degli scenari tanto nazionali quanto regionali.

A RISCHIO LE 5 STELLE. Nubi si addenserebbero, intanto, sul Movimento 5 Stelle dove solo una intesa tra i tanti meetup up sorti in città,  antagonisti tra loro, potrebbe consentire la certificazione di una lista e l’ottenimento dell’uso del simbolo da parte di Beppe Grillo.

Insomma, tutto è ancora in fieri. Si muove anche la società civile ed i tanti movimenti socio-culturali e politici nati di recente, alle prese con la scelta di un candidato “nuovo, pulito, trasparente”. Una cosa sembra essere certa: alle prossime urne i foggiani potrebbero trovarsi una lenzuolata di nomi. Se non altro al primo turno. Non male per un ente in semidissesto.

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