Primarie a tre per l’assalto alla Regione: i retroscena e la mappa politica in Capitanata

Michele Emiliano pesca dappertutto, Dario Stefàno seduce parti del Partito Democratico, mentre con Guglielmo Minervini ci sono Marino, Cusenza e Arena. Le primarie il 30 novembre

Emiliano, Minervini, Stefàno

Primarie del 30 novembre, c'è fibrillazione nei partiti di Capitanata. La posta in gioco è altissima, la scelta del candidato presidente un appuntamento cruciale per le sorti del centrosinistra e dei suoi protagonisti interni. E che il clima sia rovente lo conferma il vertice di maggioranza convocato in tutta fretta 48 ore fa dal presidente Vendola per chiedere ai partiti ed ai candidati di "tenere fuori le istituzioni dalla contesa" e di "spostare il confronto sui programmi" piuttosto che sulle accuse ed offese personali, degenerate nelle ultime ore. Appello raccolto dalla triade in corsa. A parole. Nei fatti, si vedrà.

Il segretario regionale del PD, Michele Emiliano, resta il candidato più quotato ma la partita, dicono gli analisti, è tutt'altro che chiusa. Si sta muovendo bene il senatore di SEL, Dario Stefàno, che più incarna la continuità col governo Vendola, di cui difende "le tante cose buone fatte". Si smarcano Emiliano ("tra me e Vendola c'è una fortissima affinità ma non continuità in senso tecnico") ed il terzo candidato, sempre di marca PD, Guglielmo Minervini, assessore uscente, per il quale "bisogna andare oltre Vendola". E' proprio questo il discrimine tra i tre candidati: la continuità/discontinuità col loro predecessore, Nichi Vendola. La vertenza sanità, in particolare, il tema dal quale più si tentano smarcamenti visto il risultato più ombre che luci delle politiche vendoliane.

La Capitanata è terra molto battuta in queste ore dai tre. Fece la differenza nel 2005 e nel 2010. Potrebbe farla anche oggi. Il PD provinciale è schierato più o meno unanimemente col candidato più quotato, Emiliano, salvo qualche scheggia pro Minervini: l'assessore uscente pesca poco in Capitanata. E lo fa soprattutto in chiave anti-Emiliano. Trova consensi a San Severo, nell'area facente riferimento a Dino Marino, reduce da una frattura profonda col suo segretario regionale dopo il voto amministrativo, ed in qualche centro del Gargano: a San Giovanni Rotondo, supportato dal consigliere provinciale Gaetano Cusenza, a Vico del Gargano con Nicola Sciscio, quindi in qualche pezzo PD di San Marco in Lamis, nell'area di Antonio Cera. A Foggia a schierarsi con Minervini è il dirigente PD Massimiliano Arena. Il resto lo fanno i giovani dei Bollenti Spiriti e qualche frangia SEL sui Monti Dauni, Troia in particolare col già candidato sindaco vendoliano Giuseppe Beccia.

Più alto il consenso per Dario Stefano che, però, resta indietro di parecchio rispetto ad Emiliano. Se non altro rispetto a ciò che si vede. Secondo fonti interne, infatti, buona parte della base Pd ex Margherita (partito di provenienza del senatore prima del suo approdo al fianco di Vendola) nell'urna lo voterà. Ma non può esporsi. Il che ha portato il senatore nelle ultime ore a tuonare contro un "vincolo di partito incomprensibile": "cosa si fanno a fare le primarie di coalizione se poi ciascuno deve votare secondo le indicazioni di partito?" il quesito posto ai cronisti nel corso del suo incontro in fiera. Una sorta di assist anche per l'europarlamentare Pd Elena Gentile, finita nel tritacarne dem per un suo presunto sostegno a Stefano, poi però smentito dalla stessa. "Ma non è detto che parecchi a Cerignola non votino per Stefano" racconta una gola profonda che agita anche endorsement importanti da rappresentanti nazionali. Chi si è schierato apertamente con lui è invece l'assessore della giunta Riccardi a Manfredonia e già consigliere provinciale Antonio Angelillis. Per il resto, il lavoro pancia a terra lo stanno facendo in queste ore ciò che resta della Sel (che però si sta riorganizzando, aperta la fase congressuale) e Socialismo Dauno col consigliere uscente Pino Lonigro. Stefàno fa breccia nel mondo agricolo che, dicono, è prevalentemente con lui come dimostrerebbe il bagno di folla alla fiera di Foggia alla tavola verde sull'agricoltura (anche se Emiliano gli strappa Copagri, il segretario provinciale Luigi Inneo dovrebbe essere candidato alle regionali in una delle due/tre liste che Emiliano andrà ad allestire per il voto di marzo ). Con lui anche qualche pezzo, minoritario, di Confindustria (tra le sue più fervide sostenitrici Giusy Albano, già presidente dei Giovani di Confindustria e già assessore al Comune di Foggia). 

Pesca dappertutto invece Emiliano. Non solo Pd, che è tutto con lui (segreteria provinciale e segreteria cittadina a Foggia, strette in un patto in chiave anti-Scalfarotto, sono col segretario regionale, compreso il "ribelle" Sergio Clemente che spera nella riconferma per via Capruzzi), ma anche movimenti civici, tanti, animati in queste ore dall'assessore regionale uscente Leonardo Di Gioia e dal consigliere Cecchino Damone, già artefici della vittoria di Miglio alla presidenza della Provincia di Foggia. Guardando alle recenti elezioni provinciali, è con Emiliano (salvo smentite dell'ultim'ora) il sindaco di Lucera Antonio Tutolo ed il candidato sindaco di Cerignola Franco Metta col loro seguito di fuoriusciti dal Pd guidati, a Lucera, da Antonio Abate, a Cerignola dall'ex consigliere provinciale Rino Pezzano (da qui i malumori in casa dem che maldigeriscono una partita comune con gli ex compagni). Sono con Emiliano pezzi di Sanità (in chiave anti-Vendola), dalla Uil di Giorgione, potenziale candidato, all'ex dg Donato Troiano, anche questo in corsa per un posto in lista.

È con Emiliano l'ex sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, i socialisti di Lello Di Gioia, il fuoriuscito da Socialismo Dauno Luigi Buonarota, consigliere comunale pronto, anch'egli, a correre per via Capruzzi. Soprattutto dal capoluogo tanti, troppi possibili candidati consiglieri. Ci sarà posto per tutti in una lista di 7-8 concorrenti? E con le necessarie quote rosa da rispettare? Si vedrà. Non a caso Emiliano sta pensando a 2-3 liste civiche di supporto alla sua candidatura. Nel Pd, invece oltre a Raffaele Piemontese (potrebbe sciogliere la riserva qualora a Manfredonia Paolo Campo faccia un passo indietro), accarezza la candidatura il consigliere comunale e provinciale Pasquale Russo che potrebbe essere sostenuto dall'area Gentile. Unica voce fuori dal coro, al momento, il vicesegretario provinciale del partito, Iaia Calvio, che fa sapere di essere ancora in fase di riflessione: "Voterò Pd perché sono coerente ma dai candidati aspetto ancora parole chiare sui contenuti, in particolare su questioni bollenti come ambiente, sanità ed anticorruzione" dichiara a Foggiatoday l'ex sindaco di Orta Nova. "Non solo: mi si dica qual è il perimetro dell'alleanza, con chi facciamo accordi e se sono frutto di comunanza di programmi o di commistioni di altra natura" affonda la dirigente Pd, che resta per il momento alla porta.

Insomma, un ginepraio di questioni, accordi sopra e sottobanco promesse e nodi da sciogliere che troveranno soluzione ed assestamento solo dopo il 30 novembre, quando sarà certo il nome del candidato alla successione di Nichi Vendola alla Regione Puglia.

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