"Sarà la lista più forte", con Piemontese-Campo c'è De Rossi (che cita Il 'Che'): "Mi gioco l'ultimo frammento di cuore"

Piemontese, Campo e De Rossi

"La lista del Partito Democratico sarà la più forte. Sarà frutto della massima condivisione, espressione e volontà dei territori". La segretaria provinciale del PD di Capitanata Lia Azzarone interpreta così il comune sentire e lo spirito del partito. La lista per le Regionali sarà pronta nel giro di una settimana. "Cinque anni fa la completammo due giorni prima della presentazione ufficiale - ricorda il deputato Michele Bordo - stavolta siamo in abbondante anticipo". È lui a riferire che c'è ancora indecisione tra due date: si vota il 24 o il 31 maggio, più probabilmente nella penultima domenica.

La rosa dei nomi della provincia di Foggia è quasi al completo. All'appello ne mancano solo due. Cinque candidature sono state validate pubblicamente dallo stato maggiore del PD di Capitanata. Sarà la Direzione regionale a ratificarle definitivamente, dopo il voto dei gruppi dirigenti provinciali. La lista prende forma e il deputato Michele Bordo si accolla l'onere di conferire per primo il crisma dell'ufficialità alle indiscrezioni: "Per le connotazioni che sta assumendo, secondo me è molto più competitiva della lista di cinque anni fa". 

Blindati e scontati gli uscenti Raffaele Piemontese, attuale assessore regionale al Bilancio, e Paolo Campo, oggi capogruppo del PD in Consiglio regionale, hanno presenziato alla prima uscita ufficiale di Guido De Rossi, espressione del PD di San Severo e dell'Alto Tavoliere. Matteo Masciale, primo dei non eletti nel 2017 (3.503 voti), segretario cittadino del PD e consigliere comunale di San Giovanni Rotondo, il 12 febbraio scorso ha aperto la campagna elettorale con Michele Emiliano. A Cerignola la consigliera comunale Teresa Cicolella farebbe le scarpe a Elena Gentile: oggi è partito il preavviso di sfratto all'ex europarlamentare ("è un'autocandidatura"). Non è stata menzionata, ma sarebbe ormai fatta per Isabella Damiani, di Vico del Gargano. Per chiudere la lista, mancherebbero così solo una donna su Foggia, che potrebbe essere pescata anche dalla cosiddetta società civile, e un uomo preferibilmente espressione dei Monti Dauni. Resta l'incognita Gentile che, se dovesse spuntarla, potrebbe sparigliare le carte. 

L'APPELLO AGLI SCISSIONISTI - Il parlamentare Michele Bordo rivolge un appello agli ex compagni migrati nel nuovo contenitore di Renzi perché facciano un passo indietro: "Bisogna utilizzare le prossime settimane per fare ogni sforzo affinché il centrosinistra largo che stiamo immaginando si ricompatti e arrivi unito all'appuntamento elettorale. E penso che anche gli amici di altre forze politiche che si definiscono di centrosinistra dovrebbero fare uno sforzo per stare dentro questo progetto politico. Una scelta diversa rispetto a quella naturale, per esempio degli amici di Italia Viva, sarebbe obiettivamente incomprensibile perché servirebbe solo ed esclusivamente al progetto dei nostri avversari". Ha partecipato alla presentazione anche Gigi Marino, capogruppo al Comune di San Severo e figlio di Dino Marino passato nelle fila di Italia Viva. 

IL REFRAIN DELLA SOCIETÀ CIVILE - "Quella di Guido De Rossi non è un'autocandidatura", ha precisato Raffaele Piemontese, evidentemente contrapponendola alle autonome iniziative. Non è un uomo di partito, non è iscritto al PD. Ha 67 anni, dal 2000 al 2007 è stato presidente dell'Ordine degli Avvocati. 

Si presenta alla stampa prima ancora che agli altri candidati perché è la vera espressione della società civile. Corteggiato dal PD (è stato Michele Bordo ad andare da lui a San Severo per chiedergli la disponibilità), ha accettato con entusiasmo: "L'obiettivo è scardinare la porta blindata di certi settori della politica, e non mi riferisco soltanto a Matteo Salvini. L'idea di fondo è recuperare il senso della comunità, i valori di quella che i greci definivano la Polis, la sensibilità condivisa, la passione civile".  

Per spiegare le ragioni del suo impegno cita Che Guevara:"Vale la pena rischiare quando sul piatto c'è il futuro del nostro territorio e della nostra comunità. E se vale la pena rischiare, mi gioco anche l'ultimo frammento di cuore. È quello che ho fatto quando ho rilevato il timone della classe forense di Capitanata: era una nave alla deriva, e con un nugolo di guerriglieri romantici. Abbiamo cambiato i destini dell'avvocatura di Capitanata e ne abbiamo fatto il centro gravitazionale dell'avvocatura d'Europa, perché Foggia è meravigliosa, può essere ai vertici, ed è li che vorrei riportarla".

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