Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

Liste al giro di boa: i candidati foggiani più quotati nella corsa alle Regionali

Piemontese e Campo per il PD, Di Gioia e Damone per la lista Emiliano, Lonigro per la sinistra. Miranda, Gatta e Di Donna per il centrodestra. E poi De Leonardis e Rosa Barone

Otto "miseri" seggi. Tanti quelli che dovranno dividersi i concorrenti foggiani per via Capruzzi. I nastri di partenza si stanno più o meno definendo. E la guerra si preannuncia aspra, violenta. Complice una legge elettorale regionale che ha scontentato molti, alzando l'asticella dello scontro politico, e chiarendo, in linea di massima, rapporti di forza ed eletti in pectore.

PATRIZIA LUSI. Nel PD la "toppa" messa dal candidato presidente Michele Emiliano sulla magra figura fatta dai consiglieri regionali in tema di parità di genere rischia di essere pari al buco: a guardare lo scenario che si staglia sul territorio, il prestigioso incarico conferito a Patrizia Lusi di guidare i dem di Capitanata rischia di essere travolto (e sepolto) dalla valanga di voti in arrivo su nomi tutti rigorosamente maschili che gli exit poll piazzano in testa.

CAMPO-PIEMONTESE. Dall'ex sindaco di Manfredonia Paolo Campo, attorno al quale si è stretta la roccaforte rossa del Golfo, ed al momento quotato al primo posto, al segretario provinciale del PD, Raffaele Piemontese, che, forte di un asse che va dall'europarlamentare Elena Gentile al segretario di Foggia, Mariano Rauseo, tenterà di insidiare il primo manfredoniano, sogno sempre accarezzato dall'europarlamentare cerignolana nella lotta, storica, tra il Golfo e l'Ofanto.

CLEMENTE. La fotografia dei futuri eletti PD è tanto più realistica se si pensa che il foggiano Sergio Clemente, segretario regionale uscente ed altro mister preferenze, sembra sempre più fuori dai giochi: la guerra al doppio incarico da lui ricoperto (consigliere comunale e regionale), mai sanata dal dirigente di Areadem, lo pone in una situazione di incompatibilità rispetto allo statuto che i vertici provinciali e cittadini del partito intendono, questa volta, far rispettare. La lista dei candidati che il segretario Rauseo porterà in direzione domani non annovera il suo nome. Se passa, Clemente è con due piedi fuori. Da qui la ricerca frenetica in queste ore di un asse con i detrattori del duo Piemontese/Rauseo per provare a trovare quanti più voti a suo favore nell'assise: il più avvelenato in queste ore è sicuramente il consigliere provinciale, Pasquale Russo, col quale Clemente avrebbe preso contatti. Si vedrà. Certo, l'ultima parola spetterà poi a Michele Emiliano che alle segreterie ha chiesto liste forti. Ma che rispetto a Clemente non ha lesinato parole forti. Bisognerà anche capire se andrà in porto la seconda lista annunciata dal candidato presidente, quella di "sinistra". In caso contrario, al PD potrebbero bussare i socialisti, probabilmente non in grado di formare una lista propria ma sicuramente detentori di un pacchetto di voti inossidabile.

DI GIOIA, LISCIO, DAMONE. Gli altri tre seggi nella teoria assegnati alla coalizione di centrosinistra i bookmakers li dividono tra la lista (certa) di Michele Emiliano e quella di Vendola/Stefano. Due per la prima: qui, in pole, c'è sicuramente Leonardo Di Gioia, assessore regionale al Bilancio; il secondo posto se lo contenderebbero, secondo gli attenti conoscitori della materia elettorale, Gigi Damone, figlio dello storico Cecchino, e Pippo Liscio, dirigente Asl di Cerignola, ritenuto in grado di drenare un buon bottino di voti ma che dovrà vedersela con l'accordo che Damone padre, secondo indiscrezioni, pare sia riuscito a strappare ad Emiliano affinché nessun'altra insidia/candidatura arrivi da San Severo. Buona portatrice di voti viene considerata anche una delle donne scelte da Emiliano per la sua lista: Mattia Azzarone, giovanissima imprenditrice di Vieste che tra i tratti salienti ha certamente quello di essere cognata del più conosciuto Lucio Tarquinio, esponente storico di Forza Italia in Capitanata. Nessun imbarazzo per la giovane candidata, che pure in passato ha militato in Forza Italia, "un partito che l'ha delusa" e l'ha gettata nelle braccia, "più concrete e leali", di Emiliano.

LONIGRO. Per ciò che concerne il quinto seggio, la lista Vendola/Stefano dovrebbe riuscire a superare lo sbarramento del 4% imposto dalla legge elettorale per le coalizioni. Il che dovrebbe spianare la strada ad una rielezione di Pino Lonigro. La rosa dei cinque sarebbe così completata.

GIORGIONE, CERA. A meno di sorprese dell'ultim'ora da parte della quinta lista in gara che dovrebbe essere quella di sintesi tra le forze minori centriste: Udc, Centro Democratico, Realtà Italia. A tirare quest'ultima c'è il sindacalista della sanità Gino Giorgione, per l'Udc si schiererebbe in campo addirittura Angelo Cera, segretario provinciale e deputato, piuttosto che il figlio, Napoleone, ritenuto più "debole".

La fotografia scattata, come si nota, è tutta al maschile.

DI DONNA, GATTA. L'unica donna in pole la si trova dall'altra parte dello schieramento, nel centrodestra, dove viaggerebbe a vele spiegate sotto le insegne della dilaniata Forza Italia la cognata del sindaco di Foggia, Michaela Di Donna. Le quotazioni della vigilia la danno addirittura in grado di insidiare il mister preferenze di sempre tra gli azzurri, il manfredoniano Giandiego Gatta (penalizzato, peraltro, in questa tornata, dalla candidatura di Campo nel Golfo).

LUIGI MIRANDA. Ma la legge elettorale potrebbe riservare sorprese e dare l'assist anche ad un terzo eletto, secondo le previsioni più ottimistiche per i forzisti. In questo caso potrebbe piazzarsi il giovane presidente del consiglio Luigi Miranda, la cui candidatura nella lista azzurra sarebbe stata voluta direttamente da Berlusconi. Giochi che, naturalmente, dipenderanno anche dalla forza delle altre liste.

DE LEONARDIS. In caduta viene data NCD, il cui esponente di rilievo, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, potrebbe addirittura scegliere di candidarsi con la lista del presidente Francesco Schittulli, secondo indiscrezioni, pur di centrare il secondo mandato. Per tutte, però, c'è l'asticella del 4% da superare. Voci smentite dallo stesso De Leonardis, che fa sapere di restare saldamente nel Nuovo Centrodestra.

ROSA BARONE. Dell'8% invece per il Movimento 5 Stelle, che corre da solo. Un eventuale successo, qui, al momento giudicato "proibitivo", potrebbe mandare in via Capruzzi la foggiana Rosa Barone, che sarebbe così la seconda donna della pattuglia foggiana.  Eventuali modifiche, però, rispetto alla fotografia su descritta sono affidate esclusivamente al voto dei pugliesi nell'urna. 

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