Sì a Campi Diomedei, ma c’è un problema: occorre un piano di sostenibilità economica

Dibattito tra il comitato pro Iriip, il governatore della Puglia e il consigliere regionale dei cinquestelle, Rosa Barone. Emiliano chiede a impresa, Comune e Regione, un briefing finale sul progetto

Il progetto Campi Diomedei

Il 19 dicembre 2015 Landella e Piemontese firmavano il protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Foggia e la Regione Puglia per la cessione delle aree dell’ex galoppatoio: 20 ettari e 2 milioni e 400mila euro per la realizzazione del parco urbano e archeologico ‘Campi Diomedei’. Dalla firma della cessione ad oggi il comitato pro Irip e i cinquestelle guidati da Rosa Barone, si sono sempre opposti alla realizzazione dell’importante azione urbanistica del professor Efisio Pitzalis, docente di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli e capo del raggruppamento di professionisti vincitore nel 2012 del concorso internazionale di idee bandito dal Comune di Foggia.

Questa mattina il governatore della Regione Puglia ha partecipato ad un dibattito pubblico organizzato dell’istituto regionale incremento ippico presso la Sala Rosa della villa comunale. “Sull’Iriip noi dobbiamo puntare e vogliamo fare in modo che la città comprenda sino in fondo come è fatto il progetto per il suo rilancio. L’Iriip è nella responsabilità della Regione ed io voglio avere una ulteriore garanzia che il progetto non porti l’istituto a una sorta di asfissia che non abbiamo certo intenzione di realizzare. Quindi è mia intenzione chiedere a impresa, Comune e Regione di fare un briefing finale sul progetto del parco, al fine di sciogliere tutte le perplessità”.

Michele Emiliano ha poi aggiunto: “Come Regione abbiamo messo l’area e il denaro per realizzare il parco, ma adesso è necessario verificare nel dettaglio venga rispettato il nostro desiderio di rilanciare l’Iriip, che custodisce alcune razze equine pugliesi di grandissima importanza, e trasformarlo nell’ispirazione attraverso la quale sia possibile mantenere il parco negli anni”.

PERCHE' DISTRUGGERE L'ISTITUTO IPPICO?

E sottolineato: “C’è bisogno che ci sia una fonte di guadagno nell’area perché poi con questi soldi si riesca a realizzare la manutenzione nel tempo del parco, una volta a regime. Altrimenti senza il denaro sufficiente si va presto in malora e questo non potremmo consentirlo. I foggiani oggi si sono mobilitati attorno a questo tema ed è interesse di tutti ascoltarli. Sono venuto qui personalmente per provare a fare in modo che questa vicenda si trasformi in un momento di unità della città”.

All’incontro è intervenuta anche la consigliera regionale del M5S, Rosa Barone:
“Il M5S fa propria questa battaglia non per favorire la posizione di un comitato o di altri soggetti che hanno preso parte al concorso di idee del 2009, bensì per contestare un progetto che è stato portato avanti, a nostro avviso, senza che fosse analizzato attentamente il futuro di un’area così importante dal punto di vista archeologico per la città di Foggia, e senza alcun piano di sostenibilità economica.”


L'intervento di Barone si è concentrato proprio sul fattore “sostenibilità” del progetto: "Ci preoccupa molto la futura manutenzione del parco urbano che, destinato alle cure di un comune dal bilancio precario come quello di Foggia, rischia di trasformarsi nella solita “cattedrale nel deserto”, un giorno abbandonata all’imperizia e al degrado. Non dimentichiamo per esempio che il teatro Mediterraneo, che si trova a ridosso del parco, dove peraltro è prevista la costruzione di un anfiteatro addirittura tre volte più grande del Mediterraneo, oggi è  completamente abbandonato a se stesso."

Per queste ragioni il M5S ha chiesto al Ministro di verificare la validità del progetto “Campi Diomedei” e di intervenire al fine di salvaguardare e valorizzare adeguatamente il patrimonio archeologico, culturale e ambientale della città di Foggia.

Rosa Barone ha concluso: “Ora continueremo a vigilare, anche alla luce delle dichiarazioni odierne del presidente Emiliano che ha appoggiato la nostra richiesta di modifica del progetto, perché lo stesso venga modulato in rapporto alla natura stessa del parco e alla conservazione quindi anche in rapporto alla sua sostenibilità per il bene delle casse comunali, oltre che per il futuro di un bene che deve poi tornare alla regione”

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