Cronaca di una buca annunciata: lavori eseguiti male, quali azioni di rivalsa?

Rizzi, Sciagura e Cislaghi incalzano il sindaco, il servizio ai Lavori Pubblici e l’assessore al ramo e chiedono un adeguato servizio di sorveglianza e controllo sui lavori di ripristino degli asfalti manomessi

L'asfalto in via Pepe

I consiglieri comunali Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura, insieme Giorgio Cislaghi, esponente di ‘Alternativa Libera’, incalzano l’amministrazione comunale e il servizio ‘Lavori Pubblici’ in merito alla situazione – per nulla incoraggiante – dell’asfalto in Corso Giannone all’angolo di via Pepe. Nella lettera gli esponenti dell’opposizione al governo Landella evidenziano una serie di perplessità sui lavori e su chi è tenuto a controllarli.

LA RICHIESTA. Era il 26 novembre 2014 e chiedevamo all’amministrazione Landella di controllare come venivano eseguiti i lavori di ripristino del manto stradale su via Pepe e corso Giannone. Ci era sembrato, infatti, che non fossero stati eseguiti rispettando le autorizzazioni comunali. Il 9 dicembre, riconfermando i nostri dubbi, sollecitavamo l’allora assessore ai Lavori pubblici a consegnarci i documenti relativi alle autorizzazioni alla manomissione di suolo pubblico rilasciate ad AqP e Telecom, richiesta evasa dopo alcuni giorni non senza “difficoltà”.

L’AMARA CERTEZZA. E’ passato meno di un anno e le “nostre perplessità” si sono tramutate in amare certezze perché dove denunciavamo che il ripristino non era stato fatto a norma, ora c’è una buca stradale in fasce, ossia l’asfalto si è sgretolato e, pioggia dopo pioggia, comincia ad aprirsi una buca. Questa storia la dice lunga sulle capacità di controllo che il “servizio lavori pubblici” è in grado di fare perché, se neanche una segnalazione pubblica ha effetto, figuriamoci cosa succede quando questo non avviene.

LAVORI FATTI MALE. E’ il caso dei lavori fatti, sempre da AqP, sulla strada per Castelluccio dei Sauri dove si evidenzia il cedimento della strada lungo quasi tutto il tratto interessato dai lavori, in modo particolare nel tratto esterno alla circonvallazione dove esistono anche pericolose trappole per i pneumatici delle auto a causa di tombini e aste di manovra sporgenti oltre il livello “della strada”. E’ il caso dei lavori fatti al comparto Biccari dove per coprire uno scavo in “minitrincea” è stato usato un asfalto “a scomparsa”, ossia si è disgregato lasciando solo poche tracce del suo passaggio. E’ il caso dei lavori di “camuffage” di uno scavo in “minitrincea” fatto su via Sbano dove, invece del ripristino dell’asfalto, è stata fatta una semplice colorazione del materiale di riempimento per ingannare l’occhio poco esperto dei cittadini.

LE DOMANDE. Altre “perplessità” sulla capacità di controllare chi manomette il suolo pubblico le destano le modalità con cui sono stati eseguiti i lavori da AqP su via Cerignola e nella zona del Salice perché gli scavi sono stati eseguiti in banchina e non, come in tutti gli altri casi, sulla sede stradale. Sono state rilasciate autorizzazioni diverse per questi scavi? Ricordiamo che negli anni passati quando si rilasciavano autorizzazioni allo scavo in banchina era richiesta una adeguata compensazione con il rifacimento di strade urbane per superfici equivalenti. E’ stato fatto anche in questo caso o sono state concordate altre compensazioni? Oggi la stessa situazione, scavi in banchina su via Cerignola, la rileviamo per “lavori e interventi sulla rete M.t. e B.t.” appaltati da Enel distribuzione all’impresa Satel, anche in questo caso è stata rilasciata un’autorizzazione diversa dal solito?

AUTORIZZAZIONI, LAVORI E BUCHE. Questi sono solo degli esempi di cosa succede in città, del perché spesso le buche si aprono dove era stato “manomesso” l’asfalto, del perché i ripristini delle buche spesso assomigliano a una cura con i pannicelli caldi dove, invece, sarebbe utile un’azione di rivalsa su chi ha eseguito i lavori. Ora, per la buca che si sta aprendo su corso Giannone all’angolo con via Pepe, ci aspettiamo che l’Amministrazione Comunale faccia valere i suoi diritti esigendo il corretto ripristino di tutto il tratto interessato dall’autorizzazione nel rispetto delle clausole contenute nell’autorizzazione o, passati inutilmente i 30 giorni, incassando la polizza fidejussoria e provvedendo in proprio all’esecuzione dei lavori. Purtroppo resta sempre senza risposta la domanda: ma cosa fa l’Amministrazione Comunale (il dirigente del Servizio lavori Pubblici, l’Assessore e il Sindaco) per garantire un adeguato servizio di sorveglianza e controllo sui lavori di ripristino degli asfalti manomessi?

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