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Bruno Longo: "Da Mongelli accuse gravi e generiche, chiediamo spiegazioni"

Il consigliere comunale: "dichiarazioni che colorano di grottesco una vicenda che, se risultasse vera, solleverebbe inquietanti interrogativi sulla gestione Ciliberti-Piemontese"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Che Mongelli voglia fare a tutti i costi il sindaco di Foggia, anche se inopportuna è cosa legittima. Ma che poi per realizzare tale desiderio si arrivi a screditare ed accusare di equivoche connivenze la stessa coalizione di sinistra, che ne ha permesso la elezione a sindaco 5 anni fa, colora di grottesco una vicenda che, se risultasse vera, solleverebbe inquietanti interrogativi sulla gestione Ciliberti-Piemontese e della sinistra in generale”.

A parlare è il consigliere comunale Bruno Longo che, in una lunga nota stampa, chiede “di quali fatti criminosi e di connivenze malavitose il sindaco Mongelli si sarebbe opposto e soprattutto chi della sua maggioranza avrebbe consentito alla malavita di ‘succhiare il sangue al comune’ e quindi ai cittadini e del perché queste gravi affermazioni siano state fatte ancora adesso e taciute, invece, per 5 lunghi anni". E anche perchè - a fronte delle innumerevoli richieste dei cittadini, di associazioni e della opposizione di centrodestra di convocare il consiglio comunale a seguito di attentati da parte di organizzazioni malavitose - il sindaco abbia tentennato senza accogliere l'invito.

“Lo affermano a chiari lettere le indagini nazionali – spiega - che la città è preda inerme della macro e micro criminalità, dove a parte le lodevoli attività delle forze dell’ordine e della magistratura, il sindaco Mongelli è il primo responsabile del degrado civile cittadino, non avendo avuto neanche la capacità di organizzare seriamente i Vigili urbani nella repressione dei reati di competenza.  Se poi il criptico riferimento è rappresentato dalla vicenda Amica – DauniAmbiente – Amiu di cui parlano i sindaci Emiliano e Mongelli, la cosa non può che riassumersi in una ridicola e provocatoria farsa, dal momento in cui tutte il personale  delle due partecipate fatte fallire, è stato riassunto, ad eccezione, per motivi politicamente discriminatori, di un sindacalista dell’Ugl laureato ed incensurato”.

“E’ sconfortante ammettere che l’unico elemento vero ed acclarato della  poco edificante vicenda è che, a parte le generiche e speriamo infondate accuse ai membri della sua maggioranza, il sindaco Mongelli dimentica di dire che la sua stessa gestione di Amica - in quanto socio unico e quindi unico responsabile - è pesantemente indagata  dalla Procura della Repubblica di Foggia, per le gravissime accuse di Falso in bilancio e Bancarotta fraudolenta. A distanza di giorni dalla maxi inchiesta della magistratura foggiana, il sindaco Mongelli non ha ancora dato uno straccio di giustificazione alle specifiche accuse dei giudici, che indagano per accertare chi con scienza e coscienza ha determinato un fallimento da circa 80 milioni di euro a danno di fornitori, lavoratori e cittadini che vedono riversarsi nella cartella esattoriale i comportamenti criminosi addebitati alle gestioni Ciliberti-Mongelli”.

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