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Immagine di repertorio

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Emiliano tiri fuori la bozza del piano di riordino ospedaliero

I componenti della commissione aspettano che Emiliano fornisca chiarimenti e informazioni nell’audizione del 22 gennaio. De Leonardis sollecita il presidente con delega alla Sanità a discuterne

Il 22 gennaio – nel corso dell’audizione in commissione Sanità - potrebbe essere il momento di Michele Emiliano in cui fornire chiarimenti e informazioni circa il piano di riordino ospedaliero, attorno al quale girano voci circa chiusure e ridimensionamenti di alcuni ospedali pugliesi. In provincia di Foggia rischiano grosso Lucera e Manfredonia, con il ‘Lastaria’ principale vittima sacrificale del provvedimento che da qui al 28 febbraio dovrà essere deliberato.

I consiglieri cinquestelle Mario Conca e Marco Galante si aspettano che il governatore vada a riferire in merito alla rivoluzione che sta pianificando nella sanità pugliese. “Vogliamo che illustri dettagliatamente i contenuti del documento preliminare con il quale si è previsto il riordino ospedaliero e che ci dia contezza anche dei dati epidemiologici e delle liste d’attesa dei vari territori sui quali ha dichiarato di essersi basato per la stesura dello stesso. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa accade nel loro territorio e la politica ha il dovere di dare delle risposte concrete”.

Vero è che l’azione del presidente con delega alla Sanità mira ad ottenere una ripartizione e distribuzione dei fondi per la sanità a livello nazionale più equa – essendo le regioni meridionali penalizzate dagli attuali parametri e quindi discriminate – ma per De Leonardis non è soltanto questa la causa “di una mobilità passiva che cresce in termini altrettanto esponenziali (217 milioni di euro solo nel 2014) e che pesa come un macigno sulle casse regionali, senza contare i disagi per i malati, per le persone bisognose di accertamenti diagnostici, cure e prestazioni che qui non riescono ad avere, e per le loro famiglie, con relativi, ulteriori costi da sostenere a loro carico”. Il consigliere regionale porta l’esempio della provincia di Foggia, dove “si è costretti spesso ad andare nel vicino Molise a causa delle lunghissime liste d’attesa, delle carenze di personale, di attrezzature diagnostiche e Unità specialistiche coordinate di ultima generazione, più che per sfiducia o insicurezza sulla qualità e quantità dei servizi erogati e delle professionalità operanti nelle varie discipline”.

Il capogruppo del Movimento Politico Schittulli conclude: “Per questo chiediamo e sollecitiamo un confronto e una discussione ampia e partecipata sulla bozza del Piano di riordino ospedaliero destinata a cambiare ancora una volta – in pochi anni - il volto della sanità pugliese, perché soltanto calandosi pienamente nelle rispettive realtà e individuando le vere criticità è possibile eliminare gli sprechi e rimodellare un sistema che va certamente migliorato ma non smantellato, senza discriminazioni e penalizzazioni tra territori che potrebbero comunque rivelarsi un boomerang: e i numeri della mobilità passiva sono appunto lì a inchiodarci alle nostre responsabilità e ai nostri compiti di amministratori chiamati ad operare insieme (e non accettare supinamente) scelte destinate a pesare sul presente e sul futuro della nostra collettività”.

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