Il Prefetto 'censura' la politica che fa propaganda sulle bombe: consiglieri e candidati richiamati a non alimentare psicosi e paure

Landella 'richiama all'ordine' il consiglio comunale. Consiglieri e candidati invitati dal primo cittadino ad abbassare i toni, su richiesta della Prefettura di Foggia

Il Comune di Foggia

Se “gli organi inquirenti stanno lavorando bene e conoscono scenari e soggetti, che saranno presto consegnati alla giustizia” rassicura il Prefetto di Foggia Mariani all’indomani delle bombe, la politica locale è in panne, cammina in ordine sparso, non ha alcuna contezza delle questioni e delle sue soluzioni, fa gara a chi la spara più grossa, mischia temi delicati con la propaganda elettorale, si muove tra le urla e la retorica. In una parola: sta preoccupando non poco il Palazzo accanto.

Tant’è che ieri, nel Comitato per l’Ordine Pubblico e la sicurezza, il Prefetto avrebbe espresso tutte le sue perplessità e rimostranze al sindaco Franco Landella (l'unico del quale Mariani ha apprezzato il comportamento di queste ore), invitandolo a farsi promotore di un incontro con tutti i consiglieri finalizzato a far giungere il forte il messaggio che i toni vanno abbassati, le “fantasie” populistiche e propagandistiche archiviate, e va adottata una un’unica voce in tema di sicurezza.

Una sola. La sicurezza fuori dalla campagna elettorale, in poche parole. Imperativo che ha portato Landella a convocare i consiglieri in tutta fretta oggi, a Palazzo di Città, per metterli al corrente dell’irritazione degli ambienti istituzionali e inquirenti: “Abbassate i toni” avrebbe detto loro, “le uniche parole vanno spese in direzione dei cittadini, per rassicurarli e invitarli a fidarsi e a denunciare”. Anche perché è una delle strade maestre, diversamente, come ha detto Mariani ieri anche ai nostri microfoni, “se ne esce comunque perché abbiamo investigatori di altissimo profilo, ma ci vuole più tempo”.

E non è un caso se ieri il Prefetto a Foggiatoday abbiamo voluto sottolineare come Foggia abbia “uomini e mezzi sufficienti”, bollando altre soluzioni come “fantasiose”. “Sento in queste ore delle cose abbastanza…” ha dichiarato Mariani senza terminare la frase per garbo, lui che il peso delle parole lo conosce. Ed ha continuato: “Pensare che si possa militarizzare una provincia, vabbè può essere una cosa piacevole a pensarsi e anche abbastanza affascinante per chi l’ascolta, però, per chi come me da moltissimi anni lavora su questi temi, sa bene che non è così”. Insomma, una sorta di stigmatizzazione - deduciamo-  degli atteggiamenti e dei contenuti utilizzati in queste ore, anche da chi è in campagna elettorale. 

Chi si è esposto di più sul tema sicurezza in questi giorni, facendone argomento quasi unico di propaganda, è Luigi Miranda, candidato della Lega, che nei suoi video su Facebook si è spinto addirittura ad ipotizzare uno pseudo nucleo di Polizia antiracket per risolvere il problema. E non sono mancate seduzioni di esercito, di militarizzazione della città.

Seduzioni che, in verità, hanno continuato a proliferare anche oggi in aula consiliare, mentre uno stupito Landella si chiedeva se i suoi interlocutori avessero compreso il "monito" che stava giungendo loro dalla istituzione accanto. Ed ha faticato non poco, il sindaco, per veicolarlo. Anche perché vi è un automatismo tra spararla troppo grossa e fantasia al potere. E Prefetto e forze inquirenti non gradirebbero. Che la campagna elettorale per battere Landella si faccia su altri temi. E se proprio si vuol far qualcosa, si cominci a rassicurare la gente e a dirle che lo Stato c’è e devono denunciare. 

Infatti il sindaco avrebbe ottenuto che nelle prossime ore, più che lanciarsi tutti in improbabili passerelle consiliari, ci si muoverà sul fronte della comunicazione collettiva, al fine di lanciare un messaggio unitario. La formula è al vaglio. Né serve promettere interventi del Ministero dell’Interno, c’è già il Prefetto ad essere in continuo contatto. Mariani conferma.

Insomma, una magra figura  della nostra politica, da cui ne uscirebbe bene solo il primo cittadino, che non ha mai debordato su questi argomenti, consapevole della necessità di tenere fuori populismo e propaganda quando si parla di sicurezza, e dando, pertanto, dimostrazione di maturità politica. E si è fatto carico oggi di spiegarlo anche agli altri. Sarà stato compreso?

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