Longo al “distratto” De Pellegrino: “Ti racconto come il PD ha sgovernato Foggia”

La replica del consigliere di maggioranza Bruno Longo al capogruppo del Partito Democratico, Alfonso De Pellegrino

Bruno Longo

In merito al parere sfavorevole del collegio dei revisori dei conti al Rendiconto di gestione 2016 del Comune di Foggia, il capogruppo in Consiglio comunale e commissario provinciale del Movimento Nazionale per la Sovranità, Bruno Longo, replica al consigliere Alfonso De Pellegrino: “Al mio collega propongo un accordo: io mi impegno formalmente a raccontargli cosa è accaduto mentre il Partito Democratico governava Foggia e lui mi concederà in cambio qualche lezione di illusionismo, viste le sue straordinarie capacità di prestigiatore”

LA RISPOSTA DI BRUNO LONGO. “La pulce che cade nella farina si crede mugnaio. Occorre far ricorso alla saggezza dei detti popolari per commentare le considerazioni del consigliere comunale Alfonso de Pellegrino sul parere sfavorevole espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti al rendiconto di gestione 2016. Con un agonismo quasi calcistico, il capogruppo del Partito Democratico evidentemente pensa di incamminarsi a grandi passi verso la sua candidatura a sindaco di Foggia. Prospettiva quantomeno improbabile se si parte con così vistose amnesie politiche ed amministrative.

De Pellegrino doveva essere distratto quando, nella precedente consiliatura, il suo partito ed il centrosinistra hanno approvato numerosi bilanci in presenza del parere negativo dei Revisori dei Conti. Allora, però, tutto questo era un dettaglio, mentre oggi diventa uno scandalo. Lo strabismo è una brutta patologia in politica. Specie se ad esserne affetto è chi vorrebbe distribuire pagelle. Il sindaco Gianni Mongelli, assieme al quale il PD ha governato Foggia, era addirittura sprovvisto di una solida maggioranza in Consiglio, tanto da averci abituato per lungo tempo alle sedute di seconda convocazione, in modo da abbassare il quorum per l’approvazione degli argomenti iscritti all’Ordine del Giorno non avendo numeri sufficienti in Aula. De Pellegrino deve averlo dimenticato. Ma si sa, la gente dà sempre buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio.

Impegnato nelle elezioni primarie o nel coltivare il sogno di indossare la fascia tricolore, al consigliere del Partito Democratico deve essere anche mancato il tempo di leggere la relazione dei Revisori dei Conti. Se avesse dato una veloce sbirciatina a quel documento, avrebbe infatti scoperto che si tratta di un parere che ricalca il contenuto della deliberazione della Corte dei Conti, i cui rilievi, guarda caso, fanno tutti riferimento a quando a reggere le sorti del governo comunale era il centrosinistra, a cominciare dalla debitoria fuori bilancio. Non bastano tutti gli effetti speciali del mondo a nascondere la stratosferica massa di debiti che quella stagione amministrativa ha consegnato all’Amministrazione comunale in carica e alle tasche dei foggiani. Finora ne abbiamo pagati il doppio rispetto a quelli che il PD aveva certificato, forse sbagliando a far di conto. Altri 4 milioni e mezzo di euro di debiti fuori bilancio, risalenti all’era in cui il partito di De Pellegrino governava assieme ad Orazio Ciliberti, non sono neppure legittimi vista la carenza di documentazione. Era la stagione della finanza creativa democratica. Annuncio formalmente la mia volontà di illustrare in modo dettagliato al collega del PD genesi e caratteristiche di quella variopinta esperienza, perché è bene che qualcuno, finalmente, gli spieghi cosa è accaduto mentre il suo partito amministrava Foggia.

Qualcosa, però, De Pellegrino dovrebbe ricordarla. Ad esempio, non dovrebbe essergli sconosciuta la cessione di ‘Amgas Blu’ ad ‘Asco Piave’, dal momento che è proprio questo il soggetto che lo ha chiamato a svolgere compiti di direzione aziendale retribuiti economicamente in modo importante. Sulla qualità della vita, infine, desidero complimentarmi con il capogruppo del PD per le sue straordinarie capacità di magia. Ignorare l’emergenza rifiuti in cui il suo partito scaraventò Foggia, dimenticarsi di otto anni in cui il Teatro Umberto Giordano è rimasto chiuso, essere all’oscuro del fallimento dell’ex azienda speciale Amica e della montagna di debiti messi uno sull’altro sul groppone di Ataf, non avere alcuna conoscenza della distruzione finanziaria del Comune non è cosa da tutti. Persino i più abili prestigiatori non avrebbero osato tanto. Lo ammetto: sono invidioso di una tale sfrontatezza, coltivata con una passione ed una determinazione ammirevoli.

A De Pellegrino propongo un accordo: io mi impegno solennemente a raccontargli come il Partito Democratico ha sgovernato Foggia e lui, in cambio, mi concederà qualche lezione di illusionismo. Credo sia una proposta ragionevole. Al capogruppo del PD chiedo solo se sia possibile farlo dopo l’approvazione del bilancio consuntivo, permettendomi di provare prima a rimediare allo sfascio prodotto dal suo partito e dal centrosinistra. Dopo questo passaggio avremo tutto il tempo per dedicarci ai riassunti e ai segreti per avere successo nei giochi di prestigio”.

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