menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Provincia: Santaniello resta al suo posto. Bocciata la mozione di sfiducia

A Palazzo Dogana in 17 bocciano la mozione di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio. In aula clima infuocato. Mongiello (Pdl): "Stupro delle istituzioni". Confermate le dimissioni di Rino Pezzano e Michele Augello

Che la seduta di oggi del consiglio provinciale non sarebbe stata di quelle al cardiopalma era chiaro fin dalle prime battute della soap “Santaniello” a Palazzo Dogana. Nessuna sfiducia per il presidente del consiglio provinciale: la maggioranza, come preannunciato, si presenta in aula compatta e con 17 voti contrari, 9 favorevoli e un astenuto (Santaniello) boccia la mozione presentata dalle opposizioni all’indomani della crisi lampo provocata dallo stesso presidente del consiglio (contro la sfiducia, da sottolineare, anche il consigliere di opposizione Gaetano Cusenza, ex Pd oggi Api, che ha bollato la mozione come <>, confermando il suo essere di fatto “in mezzo al guado”). Certo è, però, che il clima ballottaggi ha influito non poco sull’andamento dei lavori, che hanno fatto registrare l’ennesimo duro scontro politico-istituzionale tra centrodestra e centrosinistra.

Il capogruppo Pdl, Paolo Mongiello non usa mezzi termini e accusa il centrosinistra di aver strumentalizzato oltremodo la vicenda “con l’unico obiettivo di riequilibrare le posizioni al suo interno” e macchiandosi così di “stupro delle istituzioni”. Mentre il centrosinistra, dal canto suo, abbandona ben presto le buone intenzioni con cui era giunto in aula - vale a dire facilitare nuove nomine al suo interno dopo le dimissioni, oggi confermate, di Rino Pezzano (Pd) e di Michele Augello (gruppo Misto), rispettivamente dalla vicepresidenza del consiglio e dalla presidenza della commissione di garanzia - e rinuncia alle due cariche, che pure spettano alle minoranze per Statuto.

Al centrodestra - forte dei numeri - non resta dunque che correre ai ripari rinviando i due punti all’ordine del giorno al consiglio del 10 giugno (dopo i ballottaggi). Ma è scontro aperto ormai tra maggioranza ed opposizione. Quest’ultima non riconosce più la funzione super partes di Santaniello e ribadisce la volontà di prender parte alle commissioni consiliari “solo quando - dichiara Antonio Prencipe, capogruppo Pd - la nostra presenza non sarà determinante per il regolare svolgimento della seduta”. E giù l’affondo contro Santaniello e centrodestra: il primo reo di aver “strumentalizzato la minoranza quando, scaricato dal centrodestra e sfiduciato di fatto dal Pdl, ha chiesto ed ottenuto - dice Prencipe - la nostra solidarietà istituzionale“; il secondo giunto in aula compatto “solo per salvare la faccia, mentre ancora nulla - conclude l’esponente Partito Democratico - si sa dell’ormai mitico vertice che avrebbe chiuso l’emergenza istituzionale”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

"Compro 3mila dosi del vaccino Sputnik con la mia indennità"

Attualità

L'impianto di compostaggio di San Severo si farà: ha vinto Saitef, il Consiglio di Stato certifica il 'pasticcio' del Comune

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FoggiaToday è in caricamento