Bilancio a Manfredonia, i 5 Stelle pungolano il Prefetto: “Si affronti la situazione con il giusto rigore”

Gli esponenti del Movimento chiedono risposte celeri al Prefetto di Foggia perché “il perdurare di tale stato aggraverebbe i danni alla comunità” e attaccano ancora l’Amministrazione Riccardi

A Manfredonia tiene banco ancora la questione bilancio, dopo l’ammonimento della Corte dei Conti al Comune. Sul caso tornano a parlare gli attivisti del Movimento Cinque Stelle di Manfredonia, che già nei giorni scorsi avevano ferocemente attaccato la giunta Riccardi, auspicando le dimissioni dell’Amministrazione, a loro dire la principale “causa di questo disastro”.

Nella nuova nota i pentastellati si rivolgono al prefetto di Foggia Maria Tirone, già sollecitata dopo il parere della Corte dei Conti, affinché si attivasse tempestivamente e adottasse i necessari interventi di competenza: “Ma a seguito del nostro esposto il Prefetto, alla scadenza dei termini per l’approvazione del Rendiconto Finanziario 2016 (il 30 aprile, ricordiamolo), invece di avanzare giusta diffida al Comune di Manfredonia (a tutt’oggi non risulta), ha ritenuto di dover rispondere a noi del Movimento 5 Stelle – e di questo la ringraziamo. Questa risposta è stata divulgata dal sindaco Riccardi a tutte le testate giornalistiche ed a tutti i consiglieri comunali, col chiaro intento di coglierci in fallo e far dimenticare le sue pesanti responsabilità”.

Prosegue il Movimento 5Stelle: “Ringraziamo il sindaco Riccardi, perché con questa divulgazione ha mostrato ai cittadini che noi del Movimento 5 Stelle lavoriamo e ci impegniamo nella denuncia di situazioni che riteniamo illegittime; ci ha fornito un prezioso assist col quale possiamo dimostrare che noi studiamo i documenti che promuoviamo e possiamo ribattere punto su punto ai rilievi che ci vengono mossi; e ha innescato un circolo virtuoso di trasparenza di atti pubblici che vorremmo fosse sempre rispettato”.

I grillini tornano anche sulla risposta del Prefetto: “In essa sono riportate le disposizioni del Tuel, peraltro a noi note in quanto presenti nel nostro esposto. Nel seguente passaggio: ‘Ciò posto, si precisa che, per il Comune di Manfredonia, destinatario, unitamente a numerosi altri Comuni della provincia della diffida a provvedere all’approvazione dei rendiconti degli anni 2011,2012,2014,2015 non è stata, a differenza di quanto affermato dalle SS.LL., avviata la procedura di scioglimento avendo il Comune approvato il rendiconto di gestione nei termini assegnati con la diffida’.”

“Il Prefetto ci addebita un’affermazione che, per quanto contenuta nel nostro esposto, in realtà è della Corte dei Conti ed è riportata a pag. 3 della nota n.62328965 del 3/2/2017 (copia allegata al presente comunicato, con le parti evidenziate) che dice testualmente: ‘Il Comune di Manfredonia HA AMMESSO (lettera n.40193 del 25 ottobre 2016) che, a causa del suddetto ritardo, in virtù di quanto disposto dal menzionato art. 227, co.2-bis, del D.lgs.n.267/2000, la prefettura di Foggia ha avviato la procedura di scioglimento del Consiglio Comunale in tre diverse occasioni (come da noi correttamente riportato nell’esposto) – prima e dopo lo svolgimento delle elezioni amministrative – con note n.11796 del 13 aprile 2016, n.15802 del 12 maggio 2015 e n.28414 del 27 agosto 2015…Non sono note le ragione che hanno indotto la Prefettura di Foggia a non portare avanti la procedura di scioglimento AVVIATA con la prima nota n.11796 del 13 aprile 2015 e, invece, ad avviare, con successiva nota n.15802 del 12 maggio 2015, poco prima delle elezioni amministrative, una seconda procedura di scioglimento’. Quello che il Prefetto ci contesta nella sua risposta è stato scritto, nero su bianco, dal Magistrato Istruttore della Corte dei Conti, dott. Cosmo Sciancalepore. Ci dispiace per il sindaco Riccardi ed i suoi collaboratori che speravano in un nostro errore”.

“I cittadini devono anche sapere – rincarano – che la tardiva approvazione di tali rendiconti comporta anche la tardiva trasmissione del relativo certificato al Ministero dell’Interno. La conseguenza di tutto questo è che il ‘Ministero dell’Interno, applicando quanto disposto dall’art.161, comma 3, del D.Lgs.n.267/2000, sospende il pagamento delle risorse finanziarie a qualsiasi titolo dovute, ivi comprese quelle a titolo di fondo di solidarietà comunale’. Il Ministero dell’Interno, cioè, non ci trasferisce le somme di denaro che ci sono dovute. Naturalmente questa mancanza di liquidità porta al frequente ricorso alle famigerate anticipazioni di cassa (l’ultima è di oltre quattro milioni di euro con delibera di giunta n.77 del 8/5/2017), con tutto quello che ne comporta (interessi alle banche ecc.), ma la cosa più grave è che il Comune di Manfredonia, a seguito di queste mancanze, viene equiparato agli enti strutturalmente deficitari, subendone controlli e conseguenze”.

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Concludono gli esponenti del Movimento: “È chiaro, ormai, quali sono i problemi e coloro che li hanno causati. Siamo certi, che questa situazione verrà affrontata con il giusto rigore e competenza dal Prefetto Tirone. Il perdurare di tale stato, infatti, aggraverebbe i danni a carico della comunità”.

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