Francesco D'Emilio, il bilancio del biennio targato Mongelli

Il capogruppo al Comune di Foggia: "I primi due anni dell'amministrazione: tagli e promesse non mantenute". Asili nido, alienazioni e liquidazione Amica su tutti

In questi primi due anni di governo di centrosinistra, nonostante le garanzie di discontinuità rispetto all’era Ciliberti assicurate dal sindaco Mongelli, il quadro della città non è cambiato affatto e la comunità chiede risposte concrete ai problemi che, oggi come e più di ieri, attanagliano Foggia”. A dichiararlo è Francesco D’Emilio, capogruppo consiliare del Popolo della Libertà.

Sebbene sia troppo presto per tirare le somme ed emettere un giudizio sull’operato dell’amministrazione è evidente come quel poco che è stato fatto non lasci certo ben sperare: le manifestazioni di gioia palesate dai consiglieri di maggioranza all’indomani delle alienazioni dei beni comunali sono l’esempio di come l’amministrazione si sia ridotta ad esultare dopo una sconfitta perché quello di dover ricorrere alla vendita o, peggio, alla svendita degli immobili comunali è per un’amministrazione il segnale di una resa politica senza alibi".

In ogni caso -  prosegue D’Emilio -  “quello delle alienazioni è stato, paradossalmente, l’unico atto propositivo dell’amministrazione: per il resto l’attività di Mongelli e co. è stata finalizzata esclusivamente a collezionare tagli su tagli con notevoli contraccolpi sia sul piano occupazionale che su quello dei servizi alla comunità: i mancati rinnovi di contratto ai dipendenti delle cooperative sociali e la vertenza degli asili nido con licenziamenti del personale e 250 bambini ancora in attesa di sapere se potranno usufruire o meno del bonus sono soltanto alcuni degli esempi che evidenziano come l’amministrazione Mongelli sia stata fallimentare, in accordo con quella del suo predecessore: come se ciò non bastasse nonostante le sollecitazioni dell’opposizione, il sindaco continua a brancolare nel buio senza aver ancora tracciato le linee programmatiche del suo governo.

Ultimamente l’amministrazione di centrosinistra si rifugia nella messa in liquidazione dell’Amica come fosse la panacea di tutti i mali mentre la tanto millantata discontinuità con l’amministrazione Ciliberti non si è affatto verificata e, anzi, a breve ci sarà il completamento di un’azione intrapresa dall’ex primo cittadino ovvero la costituzione di un’unica holding nella quale andranno a confluire le tre ex municipalizzate, manovra che produrrà esclusivamente un’esternalizzazione di servizi centralizzati finalizzata più a fare clientela che a risolvere i problemi economici della città.
 

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