Biblioteca provinciale, un suggerimento per salvarla: “Il trasferimento allo Stato”

E’ l’ordine del giorno votato al termine della discussione del consiglio comune e provinciale congiunto che si è svolto ieri nei locali di viale Michelangelo

Durante la riunione congiunta tra Comune e Provincia

Dopo tanto peregrinare, spuntano iniziative concrete a sostegno della ‘Magna Capitanata’ e dei suoi dipendenti. Al termine della discussione sul futuro della biblioteca provinciale che si è tenuta ieri nel corso della riunione congiunta tra Comune di Foggia e Provincia, è stato votato un ordine del giorno che suggerisce “il trasferimento allo Stato dei beni patrimoniali e strumentali, nonché del personale assegnato alla Biblioteca Provinciale, tramite accordo di valorizzazione ai sensi dell'articolo 112 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, tra lo Stato, la Regione e la Provincia”, e un “accordo di valorizzazione tra Stato, Regione, Provincia e Comune di Foggia” per salvaguardare il Sistema Museale Provinciale, “garantendo i livelli occupazionali attualmente assicurati”.

Alla vigilia dell’incontro i deputati di Capitanata, Michele Bordo e Colomba Mongiello, avevano fatto sapere di aver avviato un dialogo con il ministro Franceschini invitandolo a prendere in considerazione la possibilità di assegnare le competenze sulla biblioteca di viale Michelangelo al ministero dei Beni Culturali. Qualche settimana prima, pur non sapendo come, il governatore della Regione Puglia che avrebbe salvato la biblioteca provinciale di Foggia.

Per il presidente del Consiglio comunale di Foggia si tratta di “suggerimenti concreti, per mantenere al territorio la biblioteca ed i musei della Provincia, insieme a tutto il personale, che negli anni ha maturato esperienza e competenze altissime” decisi “in un momento di alta politica”

Luigi Miranda non ha dubbi: “I problemi della Biblioteca Provinciale, del Teatro del Fuoco e del sistema museale di Capitanata hanno una origine certa: la legge Delrio. E di fronte ad una legge dello Stato le opzioni devono essere chiare e l’impegno mirato. Il Consiglio Comunale di Foggia, che non ha competenze in materia, ha voluto dare il suo contributo in termini di disponibilità e proposte. Ora la questione passa su altri tavoli, ma con la consapevolezza che la Biblioteca è in cima all’agenda politica di tutti gli attori del territorio, e che i suoi dipendenti non sono soli”.

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