Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

La Regione fa melina: il futuro della 'Casa Divina Provvidenza' nelle mani dei privati

La maggioranza vota l’emendamento proposto da Emiliano. Di Bari del M5S: “Ennesima farsa della politica”. Di Fonso e Nicastro dell’Usppi: “Un’occasione persa”

Michele Emiliano

Emendato e svuotato. E’ l’ordine del giorno relativo alla Casa Divina Provvidenza discusso questa mattina in consiglio regionale, con il quale si chiedeva di prorogare il termine ultimo del 10 ottobre per presentare le manifestazioni di interesse a valutare l’acquisizione diretta della struttura da parte della Regione Puglia. Su richiesta del presidente Emiliano, invece, la maggioranza in via Capruzzi si è limitata a chiedere un impegno da parte della giunta a vigilare sulle procedure di vendita.

Commenta l’accaduto il consigliere M5S Mario Conca: “Mi chiedo quale senso abbia chiedere alla giunta di impegnarsi a vigilare sulle procedure di vendita dal momento che questo dovrebbe avvenire d’ufficio, visto che la Regione Puglia eroga a Casa Divina Provvidenza 66 milioni di euro all’anno in convenzione. Il consigliere del Movimento 5 Stelle è quindi intervenuto in aula leggendo una lettera ricevuta nei giorni scorsi da una paziente dell'ortofrenico. “La lettera è commovente e mi è stata inviata da una paziente rinchiusa tra quelle mura da 61 anni. Ho deciso di leggerla in aula nella speranza che la maggioranza potesse desistere. Purtroppo così non è stato e anche questa volta, nello scegliere da che parte stare, il presidente Emiliano non ha dato il giusto peso all'anello più importante della catena: i pazienti.”

Sempre per i cinquestelle, Grazia Di Bari l’ha definita l'ennesima farsa della politica a danno dei cittadini, lavoratori, ammalati e loro famiglie che avevano riposto le loro ultime speranze nel senso di responsabilità di chi comodamente siede su queste poltrone. L’impegno del presidente prevedeva la possibilità da parte della Regione di acquisire direttamente o attraverso altro soggetto pubblico, la proprietà delle strutture, nonché la classificazione delle patologie degli ortofrenici: “Questa melina ha il solo fine di prolungare un’agonia di un ammalato che da troppo tempo richiede soluzioni e quindi azioni. Infatti, ancora una volta, i partiti della vecchia politica hanno deciso di abdicare a quelle che sono loro precise responsabilità, decidendo di mettere le due strutture, quella di Bisceglie e Foggia, in mano a privati svendendo di fatto un patrimonio immobiliare oltre che  esperienze e professionalità degli operatori che sono state faticosamente coltivate e accumulate, in vista di un futuro migliore che purtroppo non vedrà mai la luce.”

La maggioranza ha quindi votato l'emendamento del presidente Emiliano. Così i segretari provinciali Usppi Di Fonso e Nicastro: “Ci aspettavamo un `colpo di tacco’; l'errore della Regione è quello di non aver compreso che il costo per l'acquisizione delle strutture ospedaliere del Don Uva sono pari a 28 milioni di euro, a fronte degli 80 che sborsa per gli accreditamenti. Un'occasione persa per la Regione Puglia”.

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