Aumento Tarsu: Conart Foggia prepara il ricorso

Nunziante contesta l’aumento “senza alcun servizio e senza un progetto industriale dell’AMICA che preveda una raccolta differenziata e la realizzazione di piattaforme logistiche per il conferimento dei rifiuti speciali”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Non possiamo pagare l’aumento della Tarsu quando poi c’è un disservizio totale come al Villaggio Artigiani dove c’è immondizia dappertutto”. Non le manda a dire Antonio Nunziante, presidente del Conart Foggia, nel corso dell’incontro svoltosi ieri sera presso la sede del ConarTeatro proprio a Villaggio Artigiani, una delle zone di Foggia maggiormente colpite dall’emergenza rifiuti. Con lui anche Bruno Maizzi, Presidente Provinciale del Movimento dei Consumatori, l’avvocato Giuseppe Potenza, Presidente dell’Adiconsum Foggia, e Francesco Severo della Commissione Regionale Artigianato. rifiuti-foggia_original-2

Con questo incontro il Presidente del CONART Antonio Nunziante non contesta l’aumento della Tarsu ma "l’aumento senza alcun servizio e senza un progetto industriale dell’AMICA che preveda una raccolta differenziata e la realizzazione di piattaforme logistiche per il conferimento dei rifiuti speciali". Il CONART si dice disponibile ad un incontro con l’Amministrazione per discutere sulla problematica e trovare i giusti rimedi e non lasciare il Villaggio Artigiani con assenza totale di servizio e farlo diventare la Pattumiera della Città di Foggia sia per il decoro della stesso che per l’igiene di una zona che Antonio Nunziante ribadisce essere il vero Polmone Produttivo della Città.

Associazioni dei consumatori e degli artigiani uniti per dire no alla decisione dell’Amministrazione comunale del capoluogo dauno di aumentare la tassa sui rifiuti del 30%. Una decisione che peserà non poco sulle tasche dei foggiani: chi lo scorso anno con un appartamento di 100 metri quadrati pagava 285 euro all’anno, ora dovrà sborsarne infatti 373. Poco sotto i 100 metri quadrati si è passati da 160 euro a 240 circa. Dopo questi aumenti il Comune incasserà 23 milioni di euro, 5milioni in più. Il tutto in un situazione paradossale a Foggia, dove la raccolta rifiuti è ferma in alcune zone della città. Dal centro alla periferia, è tutto un proliferare di immondizia. Come a Villaggio Artigiani, dove i rifiuti campeggiano dovunque, creando problemi igienici e a volte di traffico, con le auto costrette a “dribblare” l’immondizia.

L’aumento della Tarsu è illegale – afferma l’avvocato Giuseppe Potenza – non si può pagare un aumento del 30% quando poi il disservizio è del 100%. Stiamo facendo un ricorso al Tar, cui seguirà una lettera al Comune di Foggia in cui spiegheremo il perché non vogliamo pagare di più e consentiremo a ciascun foggiano di sapere quanto dovrà pagare esattamente”. Serve insomma una sollecitazione popolare, che finora però non c’è stata, come spiega Bruno Maizzi: “Finora abbiamo avuto poche adesioni dei cittadini, la gente foggiana deve imparare ad essere meno individualista, il problema è che non c’è coesione, non si possono pagare fallimenti altrui e soprattutto non si può giustificare un aumento di una tassa per pagare altri servizi che non riguardano solo i rifiuti”.

La battaglia però va avanti, il Conart invita tutti gli artigiani e i consumatori a rivolgersi presso i propri uffici per la presentazione del ricorso.

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