Aumento IMU e Bilancio: crisi a Palazzo di Città, Lisi pronto a dimettersi

L'assessore chiede massima condivisione delle forze politiche sull'aumento dell'IMU sulla prima casa. Il PSI gradirebbe un secondo assessorato. Mongelli: "Chi c'è, c'è"

L'assessore al Bilancio, Rocco Lisi

Nubi cupe si stagliano sul futuro dell’amministrazione Mongelli. All’indomani della proposta di aumento dell’IMU sulla prima casa deliberata in giunta per chiudere il bilancio di previsione 2012, se non è crisi, ufficiale, poco ci manca nel centrosinistra che governa la città di Foggia.

Di certo le spaccature che attraversano la coalizione sembrano più serie di quel che si poteva immaginare qualche giorno fa, accentuate nelle ultime ore dalle cattive notizie che arriverebbero da Roma sul decreto salva-città: Foggia nel decreto anti-dissesto non vi rientrerebbe in prima battuta, potrebbe solo sperare in eventuali modifiche in sede di conversione (comunque posteriore alla sessione di bilancio il cui termine è fissato il 31 ottobre).

Un’involuzione politico-finanziaria che in Corso Garibaldi non ci si aspettava e preoccupante a tal punto da spingere il titolo del Bilancio, Rocco Lisi,  a minacciare in queste ore le dimissioni qualora sull’aumento IMU – unico strumento al momento per mettere al riparo i bilanci - non vi sia la massima condivisione delle forze politiche.

L’inasprimento fiscale, com’è noto, ma il bilancio in generale, magro e parco di spesa, provoca non pochi mal di pancia, con i partiti convinti che quelle risorse possano racimolarsi su altri capitoli di spesa. Ma sullo sfondo soffiano di nuovo richieste di rimpasto, come da copione ad ogni vigilia di bilancio.

Un primo smarcamento ufficiale è stato quello del PSI, che ben gradirebbe un secondo assessorato: il suo niet lo ha annunciato in aula nell’ultimo consiglio comunale e lo ha materializzato la settimana scorsa in giunta quando, all’approvazione del nuovo regolamento sull’imposta municipale unica che porta da 4 a 5,5 il peso dell’imposta sulla prima casa, il vicesindaco Federico Iuppa risultava unico assente. Né il vicesindaco si è presentato alla seduta di bilancio dell’esecutivo convocata per questa mattina, costringendo il sindaco ad aggiornare i lavori a questa sera.

E in corso Garibaldi non sono pochi quelli che temono in queste ore di vedere un film già visto un anno fa: lo strappo Lambresa, anch’essa vicesindaco all’epoca, consumato anche in quel caso sull’incremento di una imposta, la Tarsu. Solo che in questo caso lo strappo sarebbe ancora più robusto: forti del sostegno dei due indipendenti Laccetti e Leone, i socialisti Benvenuto e Piarullo farebbero mancare alla maggioranza ben quattro voti. E con un centrosinistra a 20 (21 col sindaco) e i malumori che pure imperversano a giorni alterni negli altri partiti (Unione di Capitanata, Moderati e Popolari, “ribelli” del Pd, etc…), Mongelli non avrebbe vita facile in questo scorcio di fine mandato.

Lisi, che ieri col sindaco ha incontrato tutte le forze di maggioranza ed i segretari di partito, si sarebbe detto ancora disposto a variazioni ma, ben chiaro, “a saldi invariati”, passando così il cerino nelle mani dei partiti, obbligati ora a presentare entro questa sera (e non oltre) proposte reali e concrete. Sul tavolo Lisi, come detto, avrebbe il suo stesso mandato.

Tranchant il sindaco a Foggiatoday: “Questa amministrazione oggi ha due priorità: chiudere il bilancio di previsione e presentarsi alla Corte dei Conti il 7 novembre con un misure chiare per uscire dal debito. E’ il momento delle scelte: chi c’è, c’è”. Quindi la giunta, che non si tocca. “Per quanto mi riguarda, non c’è più spazio per alchimie politiche, né i foggiani le capirebbero”.

 

 

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