San Marco in Lamis, amministratori si aumentano indennità. Il PD torna all’attacco per saperne di più

La controreplica del Partito Democratico al presidente del Consiglio comunale, l’avv. Pasquale Spagnoli

Palazzo Badiale

Il circolo del Partito Democratico di San Marco in Lamis torna a farsi sentire dopo la risposta dell’avv. Pasquale Spagnoli in merito agli aumenti delle indennità degli assessori e del presidente del Consiglio comunale: “Avevamo educatamente posto alcune domande e, come al solito, invece di rispondere nel merito e in una “lingua” comprensibile ai più, o si usa l’“avvocatese” stretto, oppure si mettono una dietro l’altra parole senza senso compiuto, il tutto accompagnato dalla solita, falsa e stantia accusa su “ambito sociale” e dissesto finanziario”.

I democratici sammarchesi rilanciano: “Senza voler tediare nessuno (men che meno gli anonimi che fanno proposte già messe in pratica da amministratori precedenti, a partire dal 2007: decurtazioni generali che ad un risparmio di circa 100mila euro all’anno, poi riprese dall’attuale amministrazione con qualche differenza che si vorrebbe comprendere meglio) torniamo a fare le stesse domande del manifesto ultimo scorso. E, cioè: nel 2014 vi è stato il mancato rispetto del “Patto di Stabilità Interno”; la L. 183/2001, art. 31, c. 26 prevede misure sanzionatorie che vanno dal divieto di assumere personale sotto qualsiasi forma, all’impossibilità a contrarre mutui, oltre a misure nei confronti degli amministratori. Tra queste la riduzione del 30% delle indennità”.

E chiedono: “Se il vicesindaco che nel 2014 ha percepito 728,58 euro, nel 2015 con il 30% in meno per la sanzione sopra richiamata avrebbe dovuto percepire 510,00 euro, perché ne ha percepito 1.007,93 (Determina Dir. N. 65 del 30/09/2015)? La stessa domanda gli assessori con lavoro autonomo che nel 2014 hanno percepito 566,12 euro, e che, decurtati del 30%, avrebbero dovuto percepire 396,29 euro invece degli 819,20 euro a loro liquidati nel 2015, almeno stando alla determina dirigenziale su richiamata.

Prosegue il PD: “Infine, per quel che riguarda il presidente del Consiglio noi abbiamo chiesto, e continuiamo a farlo, se San Marco debba ritenersi comune sotto i 15mila abitanti o no; il censimento 2011 dice di sì, quindi il 10% dell’indennità che spetterebbe è di 269,59 euro; pare che, invece, fino al dicembre 2014 avrebbe percepito circa 600,00 euro, quindi più del doppio: è vero?

E poi ancora: “Tutto sta nel capire se le “misure sanzionatorie” previste per i comuni che non rispettano il cosiddetto Patto di Stabilità Interno siano state applicate oppure no (Sentenza Corte dei Conti della Sardegna). Semplice! Ancora più semplice, per i cittadini, sarebbe la pubblicazione delle buste paga di tutti gli amministratori, atto dovuto anche per le norme sulla trasparenza amministrativa.

Il Partito Democratico di San Marco in Lamis chiosa: “Il sindaco che rinuncia all’indennità, infine, la prendiamo solo come una “battuta”, in fondo ne fa tante! Il fatto è che la legge sulle cariche elettive non consente di percepirne più di una. E, l’onorevole è perfettamente a conoscenza della norma per averla sperimentata al tempo della Regione e della Provincia. Per concludere: chi “chiarisce” cose già “chiare” perde tempo e ne fa perdere!

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