Augusto Marasco 'passa il testimone' a Cavaliere: "Io in curva a tifare per una Foggia migliore"

Il saluto e il ringraziamento alla città dell'ex candidato sindaco. "In Cavaliere riconosco le stesse ragioni che mi spinsero ad accettare di svolgere le funzioni di Assessore prima e di candidato poi"

Ci ha creduto Augusto Marasco che potesse tornare ad essere lui il candidato sindaco del centrosinistra. La mancata vittoria per poche decine di voti fu difficile da metabolizzare cinque anni fa. Un risultato che il capogruppo del PD ha sempre ricordato, anche di recente, quando è tornato a mettere a dispozione del partito la sua volontà di scendere in campo. Nulla da fare. A Marasco viene preferito Pippo Cavaliere. Una scelta particolarmente dolorosa evidentemente per l'architetto, che così si commiata dalla città, benedicendo al contempo il nuovo candidato.

"Uscire dal privato e impegnarsi per la propria città è una prova di amore e dedizione alla comunità da incoraggiare e custodire con cura. Da cittadino foggiano, prima ancora che come Capogruppo del Partito Democratico e candidato sindaco di Foggia nel 2014, non posso che apprezzare l’impegno annunciato da parte di chi oggi si candida a guidare e a tenere unito un fronte largo ed eterogeneo che, cinque anni fa, con fatica colse l’importanza della sfida che Foggia aveva di fronte.Riconosco le stesse ragioni che mi spinsero nel 2012 ad accettare di svolgere le funzioni di Assessore all’Urbanistica, con l’esperienza e la cultura di cui ero portatore quale Presidente dell’Ordine degli Architetti, fermamente convinto che ogni mio gesto dovesse essere ispirato a contribuire, anche solo per una piccola parte, a migliorare la città in cui sono nato, sono cresciuto, sono diventato un professionista, mi sono sposato e visto diventare grandi i miei figli.
Questa motivazione “di servizio” ha ispirato la mia esperienza da candidato Sindaco del 2014 e i successivi cinque anni di attività quotidiana da consigliere comunale, che ho onorato partecipando attivamente ai lavori dell’Assemblea e delle Commissioni consiliari. 
Ho denunciato dalla primissima ora, anzi da quando le urne consegnarono un sindaco eletto per soli “366 voti” i rischi e le già evidenti derive che, adesso, sono in molti a riconoscere.
Foggia non va soltanto salvata, ma va proiettata con energia verso un futuro che, oggi, è rabbuiato dalle azioni e dalle omissioni che ne stanno ipotecando le potenzialità.
Farò il tifo dalla tribuna anzi dalla curva affinché si affermi lo schieramento di centrosinistra, con la consapevolezza che lo spazio della politica attiva va lasciato a protagonismi nuovi e che, fuori dalle istituzioni, non manchino occasioni e necessità di impegno non meno rilevanti per costruire una Foggia migliore.
Ringrazio gli amici e colleghi consiglieri comunali del mio partito che hanno condiviso con me tante battaglie nell’unico luogo deputato: l’assise consiliare, benché i detrattori di professione abbiano affermato che in questi anni non ci sia stata opposizione da parte nostra. 
Ringrazio anche tutti gli altri consiglieri, le donne e gli uomini che lavorano a Palazzo di Città, ma soprattutto torno a ringraziare e a salutare con affetto tutti i 27.473 foggiani che, cinque anni fa, mi onorarono del loro voto e che si riconobbero in quel progetto ambizioso che oggi più che mai è ancora possibile realizzare anche senza quel “sognatore” di allora. 
Ma un ringraziamento lo rivolgo anche all’altra metà dei foggiani che non mi onorarono del loro consenso ma che ho servito interpretando la mia funzione nell’interesse generale. E adesso tutti insieme #perunaFoggiamigliore".

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