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Matteo Agnusdei

Matteo Agnusdei

Giunta Mongelli: l’Ing. Matteo Agnusdei sarà il 12esimo assessore

Fu assessore ai Lavori Pubblici nel primo mandato Agostinacchio. Il sindaco terrà la Cultura. L'UdCap spinge per il vicesindaco. Anche Boccia tra i superconsulenti. Si tenta Mario Pazzaglia

Si sale a 12. Nella giunta Mongelli arriva anche l’ingegnere Matteo Agnusdei, già assessore ai Lavori Pubblici nel primo mandato Agostinacchio. E’ questa l’ultima new entry targata Unione di Capitanata. E che si aggiunge agli 11 già trapelati. 4 conferme: Pasquale Russo per il Pd; il socialista Federico Iuppa, PSI; Pasquale Pellegrino e Nando Frattulino per l’unione di Capitanata. In pratica, gli eletti.

Quindi - come promesso dal sindaco - gli altri 7 tecnici, 4 uomini: il presidente dell'Ordine degli Architetti Augusto Marasco; l'ingegnere Alfredo Ferrandino; il commercialista Rocco Lisi; il presidente della Fondazione anti-usura, Pippo Cavaliere. E 3 donne: il vicequestore aggiunto, Alfonsina De Sario; la dirigente scolastica dell'istituto "Notarangelo" Maria Aida Episcopo e Giusy Albano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Dovrebbe essere questa la nuova giunta del Comune di Foggia che sarà presentata domattina alla stampa. 12 assessori, due in più rispetto al precedente esecutivo.

Ma nulla esclude altre novità possano esserci in corso d’opera e a cui  il Palazzo ha abituato, reduce com’è da una vera e propria guerra intestina tra le forze politiche che hanno fatto sudare al sindaco le proverbiali sette camicie per mettere su la nuova squadra di governo. Tempo speso: 140 giorni. Non meraviglia, dunque, oggi, che le deleghe ancora non siano state definite ed assegnate. Si contratterà fino all'ultimo momento utile.

La partita con le forze politiche non è ancora chiusa. Unica certezza in queste ore la Cultura, che il sindaco dovrebbe mantenere per sé. Resta al palo anche il nodo vicesindaco sul quale l’Udcap aveva lanciato l’opa e che difficilmente oggi mollerà, dopo aver dovuto fare un passo indietro su Morlino e sul consigliere Enzo Perulli, che i centristi avrebbero fortemente voluto in giunta e per i quali avrebbero lottato fino alle fine senza riuscirvi.

Certo che, se così fosse - se, cioè, l’Udcap incassasse anche il vicesindaco (in pole position sempre Pasquale Pellegrino) - i centristi avrebbero fatto bingo, uscendo dalla “contrattazione” con un discreto bottino. E pazienza se gli assessori, seppur di ottima caratura e competenza, siano lontani anni luce da quel ricambio generazionale (assieme a quello della discontinuità, sigh!) che pare costituisse l’indirizzo originario della linea centrista e più in generale dell’intera maggioranza.

L’esecutivo sarà affiancato, infatti, da due superconsulenti: Francesco Boccia per il bilancio e Raphael Rossi, per la vertenza rifiuti. Intanto si perde l’occasione di rinnovare la tecnostruttura: Mongelli probabilmente, tenterà di rimediare con la nomina di un city manager dentro il Palazzo.

Il nome più accreditato che circola in queste ore è quello di Mario Pazzaglia, padovano d’adozione e nel cui curriculum compare il Comune di Taranto, dove Pazzaglia ha lavorato a stretto contatto con Boccia per portare fuori l’ente dalle secche del dissesto.
 

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