Giunta Mongelli, Longo: “Marasco silurato, morìa di assessori all’Urbanistica”

Bruno Longo: “Emerge in tutta chiarezza che Mongelli silura Marasco perché possibile competitor alle prossime primarie del centrosinistra”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

All’impressionante ritmo di circa un assessore all’anno, Mongelli diventa il sindaco più fantasioso e più prolifico, per la delega  ad un settore, quello dell’Urbanistica, a lui, tra l’altro, particolarmente caro. Infatti dopo Lo Muzio, Fiore e Marasco, ecco Cavaliere, che in poco più di due mesi dovrebbe portare a termine tutto ciò, che non è mai stato fatto in 5 anni.

A parte la sceneggiata assistita nel corso di una imbarazzante riunione in aula consiliare, martedì scorso, sull’irrisolvibile problema della zona Salice, con un assessore Marasco divenuto nel breve torno di un ora spettatore piuttosto che relatore, il colmo della singolare vicenda è che in apparenza, i cittadini di Foggia ancora non sanno se è stato Mongelli a sfiduciare Marasco, oppure se è stato Marasco a dimettersi, anche a causa dalle mielose ed ipocrite dichiarazioni di entrambi.

Nei fatti, tuttavia, emerge in tutta chiarezza che Mongelli silura Marasco perché possibile competitor alle prossime  primarie del centrosinistra, e non perché, ad esempio, nonostante i periodici annunci non sia stato in grado di concludere il procedimento per l’approvazione del PUG: dimostrando, quindi, di tenere più alla conservazione, sic et simpliciter, della poltrona e non tanto al “governo del territorio”.

In una città dove una mostruosa ipertrofia del piano di 167 ha prodotto, in barba al Piano benevolo, quartieri dormitorio, perché le aree a servizio sono state illegalmente “variate” in aree a residenza, nonché prodotto l’asfissia del mercato immobiliare; in una città dove vengono approvati 5 Prusst con la convenzione ministeriale abbondantemente scaduta; in una città dove vengono date concessioni edilizie per case per anziani e per studenti e professori universitari e vengono poi vendute al libero mercato; in una città dove, nonostante gli incarichi d’oro, manca il piano commerciale e cosa ancora più grave manca il Piano Urbanistico Generale.

In una città dove l’ufficio tecnico comunale è il più inquisito d’Italia, sarebbe stato auspicabile un sindaco attento non solo al governo, ma anche al controllo del territorio, ed un assessore, che tecnicamente e sociologicamente confezionasse moderni strumenti urbanistici per la regolamentazione ed ottimizzazione  della vita cittadina e non due soggetti che si azzuffassero per una improbabile poltrona da sindaco.

Piuttosto che assistere ad una sorda e immobilizzante guerra tra Mongelli ed il Partito Democratico, quest’ultimo, tra l’altro, dilaniato da una sanguinosa diatriba interna, sarebbe opportuno che il sindaco spiegasse in aula consiliare non solo la ulteriore ed  inopportuna girandola di deleghe, ma anche i motivi della lunga latitanza del PUG: è questa in sostanza la richiesta inviata, stamane, al presidente del Consiglio comunale ed al primo cittadino, a firma di tutta l’opposizione di centrodestra.

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