“In Italia scenario di preoccupante confusione se vince il No"

Così Michele Bordo durante l’assemblea del Pd tenutasi a San Nicandro, dove si è parlato di Referendum: “Non possiamo permetterci, perciò, di darla vinta a Salvini e Grillo, che è impensabile possano essere un'alternativa credibile nel governo del Paese”

Si è tenuto lunedì scorso l’assemblea Pd di San Nicandro Garganico, argomento principale, ovviamente il Referendum: "Con la vittoria del NO al Referendum, si aprirebbe un preoccupante scenario di confusione, molto pericoloso per l'Italia". E' stata la conclusione con cui il deputato Michele Bordo, presidente della Commissione parlamentare Politiche UE, ha invitato tutti a spendersi affinché la Riforma costituzionale superi l'appuntamento del prossimo 4 dicembre.

"Bella partecipazione", scriveva sul suo profilo FB il segretario cittadino Matteo Vocale, che nella relazione di apertura ha fissato i due punti principali della Riforma: il superamento del bicameralismo "imperfetto", ideato nel '46 come compromesso unico al mondo nel suo genere e responsabile di troppe empasse legislative nella storia italiana dal Dopoguerra a oggi. E il rapporto stato-regioni, frutto di quella riforma del 2001 che si è rivelata sostanzialmente fallimentare, nel correre dietro i sussulti indipendentisti della Lega Nord.

Un'assemblea convocata a seguito della Direzione cittadina del 31 ottobre, dove quasi tutti i dirigenti locali avevano manifestato una scelta convinta a favore della Riforma Boschi. Un SI rafforzato, per alcuni, anche dall'impegno assunto da Matteo Renzi con Gianni Cuperlo sulla necessità di migliorare l'Italicum. Numerosi gli intervenuti, in una discussione di politica vera, una volta tanto lontana dalle "quisquiglie nostrane", come ha sottolineato il segretario Vocale e che ha accolto anche qualche intervento a favore del NO. Presenti, oltre a Bordo, altri tre nomi di rilievo del PD di Capitanata: Patrizia Lusi, Lia Azzarone e Tommaso Pasqua.

Apprezzamento per la posizione del presidente Michele Emiliano, che seppure non condivisa, "giudica la Riforma nel merito, dal punto di vista del presidente della regione più virtuosa del Sud, sottolineando chiaramente - ha dichiarato Vocale - che il 4 dicembre si vota per la Riforma non contro Renzi, al cui governo deve andare il sostegno di tutto il PD".

Interessante e ricca di contenuti la storia della Riforma Boschi, snocciolata da Michele Bordo a partire dal 17 febbraio 2014, quando Giorgio Napolitano conferì il mandato a Renzi con la mission principale di fare le riforme. Ben sei le votazioni parlamentari, in cui anche gli attuali sostenitori del NO votarono a favore. "Chi promuove il NO al referendum - ha dichiarato Bordo - vuole soltanto la testa del Governo e nulla interessa della Costituzione. Non possiamo permetterci, perciò, di darla vinta a Salvini e Grillo, che è impensabile possano essere un'alternativa credibile nel governo del Paese. A seguito del risultato delle elezioni USA - ha detto Bordo - mi aspettavo una presa di coscienza e un sussulto di responsabilità. Ma, evidentemente, l'interesse per un'Italia più stabile è secondario".

Molti gli interventi dei presenti, che si sono concentrati principalmente sulla necessità di non cedere a chi da fuori vuole spazzare via l'unico partito rimasto e a tenere unito il PD in una fase delicatissima come questa, in cui è necessaria più di ogni cosa la stabilità governativa garantita da quel passo in avanti che la Riforma, seppure per molti imperfetta, darà sicuramente al Paese. Una chiarezza di orizzonte necessaria, quella che verrebbe all'indomani della vittoria del SI, anche per avere delle solide linee guida sulle alleanze politiche che presto andranno a formarsi anche a San Nicandro, ha sottolineato Vocale, in vista delle amministrative che tra un anno e mezzo riporteranno i sannicandresi alle urne.

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