Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Cerignola

Atti criminali in Capitanata senza fine: “È una dichiarazione di guerra alle istituzioni”

La denuncia del senatore di Conservatori e Riformisti Lucio Tarquinio, dopo l'assalto al treno merci a pochi chilometri dalla stazione di Cerignola: "Tornerò a incalzare il ministro Alfano"

Ancora Cerignola, ancora un atto criminale. Dopo l’assalto al treno merci a pochi chilometri dalla stazione di Cerignola Campagna, prende la parola il senatore del Cor Lucio Tarquinio: “Nonostante il clamore suscitato pochi giorni fa dalla vicenda dell'assalto al bus, su cui ancora attendiamo sia fatta chiarezza, la notte scorsa l'ennesimo episodio criminale a Cerignola. La gravità dei fatti ci lascia sconcertati e dimostra, ove mai ce ne fosse ulteriore bisogno, l'urgenza di convocare a Foggia il Comitato nazionale per l'Ordine pubblico e la Sicurezza, come ho chiesto fermamente la scorsa settimana con un'interrogazione urgente al Ministro degli Interni”.

Ancora una volta la criminalità è arrivata prima delle istituzioni, fa presente il senatore foggiano: Quanto accaduto la notte scorsa è una dichiarazione di guerra manifesta alle istituzioni. Persino in un momento di massima attenzione, quando tutto il territorio è sotto i riflettori della cronaca, le organizzazioni della criminalità locale continuano a dimostrarsi più forti di noi e la loro arroganza trae forza dalla nostra debolezza. Tornerò ad incalzare il Ministro Alfano e il governo, da cui nessuna risposta è arrivata, per ribadire la necessità ormai improrogabile di implementare le risorse e l'organico a disposizione delle forze dell'ordine sul territorio. La situazione in cui versa tutta la provincia di Foggia con i Comuni dei dintorni precipita giorno dopo giorno”.

A pagar dazio secondo l’esponente del Cor sono le forze dell’ordine, a corto di risorse e personale: “Siamo ormai nel più totale Far West, tra illegalità e violenza. Alle forze di sicurezza va riconosciuto il merito di portare avanti, con coraggio e senza mezzi, il proprio compito nonostante le condizioni di difficoltà ma, per quanto encomiabile, il solo senso del dovere di questi nostri uomini non può essere l'unica arma, perché non basta più”.

Conclude Tarquinio: “Finché avrò un ruolo istituzionale per farlo, io non mi arrendo: mi batterò, e ove necessario alzerò la voce, perché Foggia, i Comuni della Capitanata e la Puglia tutta non diventino le nuove terre di nessuno, come tante altre nelle regioni del Sud, dove la violenza e la criminalità regnano sovrane”.

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