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Nessun rimborso dell'energia elettrica dovuto al Comune, l'ex sindaco di Casalnuovo Palmieri vince in appello: "Nei miei confronti cattiveria"

All’origine della intricata vicenda c’è il pagamento dei consumi di energia elettrica, pari a circa 38.000 euro, del depuratore del centro dei Monti Dauni, il cui pagamento il Comune di Casalnuovo chiedeva venisse addebitato all’ex sindaco, in seguito ai lavori di rifacimento e adeguamento del sistema fognario

Con sentenza n.1108 del 14.7.2021, la Corte d’Appello di Bari ha scritto la parola fine su una lunga controversia giudiziaria che ha opposto il Comune di Casalnuovo Monterotaro al suo ex sindaco, Armando Palmieri, accogliendo l’appello che questi aveva presentato contro la sentenza di primo grado.

All’origine della intricata vicenda c’è il pagamento dei consumi di energia elettrica, pari a circa 38.000 euro, del depuratore del paese dei Monti Dauni, il cui pagamento il Comune di Casalnuovo chiedeva venisse addebitato all’ex sindaco.

La storia trae origine dai lavori di rifacimento ed adeguamento del sistema fognario, il cui finanziamento era stato ottenuto dall’amministrazione guidata da Palmieri su fondi della Comunità Europea. Nella fase finale dei lavori si rendeva necessario intervenire sul depuratore, di proprietà comunale, ma gestito, come nel resto dei Comuni pugliesi, dall’AQP, che riscuote direttamente dai cittadini gli oneri per la gestione e la manutenzione.

Ad aggiudicarsi l’appalto dei lavori di ristrutturazione è stata la ditta Gazebo. Dovendosi ottemperare a quanto dispone la normativa sulla sicurezza sul lavoro in materia di interferenze, l’amministrazione Palmieri chiese all’AQP di consegnare temporaneamente al Comune l’impianto, in modo che potesse venire consegnato e provvisoriamente affidato all’impresa Gazebo.

Ciò rese necessaria anche la voltura del contratto per l’energia elettrica che non poteva essere più intestato all’AQP, non essendo più il depuratore sotto la sua gestione. Il contatore venne così volturato direttamente al Comune, mentre l’AQP si impegnava a versare al Comune i canoni di depurazione che riscuoteva direttamente dai cittadini.

Tutta l’operazione non ha comportato oneri aggiuntivi per il Comune, nelle cui casse l’AQP ha versato, nell’arco di tempo dei lavori di ristrutturazione, circa 80.000 euro.

Come hanno stabilito i magistrati della Terza Sezione Civile della Corte d’Appello di Bari (Ancona, presidente; Prencipe, consigliere; Chiarelli, giudice ausiliario relatore), le amministrazioni che si sono succedute a quella guidata da Palmieri, avrebbero dovuto dedurre da questa somma gli oneri per il pagamento delle bollette elettriche, il che invece non è avvenuto. Tutti i proventi dei canoni girati dall’AQP al Comune di Casalnuovo sono stati versati alla ditta appaltatrice, e gli amministratori comunali hanno chiesto ad Armando Palmieri il pagamento delle bollette.

Il giudice di primo grado aveva dato loro ragione, condannando Palmieri al pagamento delle bollette e delle spese legali, per un totale di circa 70.000 euro.

La Corte d’Appello ha integralmente accolto il ricorso presentato dall’ex sindaco (difeso dagli avvocati Emanuele Vocino e Livia Palmieri), stabilendo che, come si legge nella sentenza, “ingiusta sarebbe la sua condanna al rimborso in favore del Comune già da lui rappresentato, che ne aveva sopportato i costi, delle somme di 38.000 euro, oltre interessi. Se la spesa per l’energia elettrica ha gravato sui bilanci comunali, lo si deve non di certo all’operato del sindaco Palmieri, che non può essere chiamato a risponderne, per cui la domanda del Comune di Casalnuovo Monterotaro dei suoi confronti va rigettata”.

Tanto rumore per nulla? Non proprio. Perché l’infruttuosa azione giudiziaria promossa dal Comune è costata un bel po’ di soldi pubblici: l’amministrazione è stata condannata al pagamento delle spese legali (pari a circa 25.000 euro), oltre al contributo unificato, cui vanno aggiunti gli onorari versati in questi anni ai legali che hanno difeso l’Amministrazione.

Armando Palmieri non nasconde la sua soddisfazione: “È stata una controversia amara e lunga, che mi è costata anche qualche notte insonne, perché 70.000 euro sono tanti. Quello che mi ha più colpito è stata la cattiveria mostrata dall’amministrazione nei miei confronti. Sono arrivati perfino all’iscrizione ipotecaria dei miei beni personali, che adesso comporterà ulteriori spese per il Comune, che dovrà provvedere alla cancellazione. Pur di colpirmi non hanno esitato a spendere i soldi dei cittadini, che avrebbero dovuto essere usati per una causa più nobile”.

Risolta la situazione di contenzioso con il Comune che lo avrebbe esposto al rischio di incompatibilità, Palmieri – che ha un lungo passato amministrativo non solo a Casalnuovo ma anche alla Provincia di Foggia, di cui è stato presidente e vicepresidente – ha deciso di tornare nell’agone politico. È candidato alla poltrona di primo cittadino nelle elezioni che si svolgeranno il 3 e 4 ottobre, nella lista civica 'Rilanciamo Casalnuovo'.

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