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Migrante morto nell'incendio sulla 'pista', Arci Foggia: "Cosa è stato fatto? Ad ora solo morti e porti chiusi"

Domenico Rizzi, presidente provinciale ARCI - Foggia: "Facciamo appello alle più alte cariche dello Stato e del Vaticano affinché i rispettivi interventi producano una inversione di rotta per ridare dignità all’essere umano"

"Per l’ennesima volta, chiediamo che questi luoghi a pochi km dalle nostre case - dove non vigono né diritti né legge - siano superati da un programma di accoglienza che rispetti la Costituzione e i principi di umanità in cui ci riconosciamo tutti".

Così, Domenico Rizzi, presidente provinciale ARCI - Foggia, all'indomani della notizia della morte di un migrante, presumibilmente gambiano, deceduto la scorsa notte nel ghetto della 'pista', a Borgo Mezzanone, a seguito di un incendio che ha distrutto la baracca nella quale aveva trovato sistemazione.

"Finora questo nostro grido, questa nostra richiesta di aiuto, è rimasta inascoltata. Se si escludono riunioni e tavoli istituzionali, al momento i fatti stanno a zero. Prendiamo atto dell’ennesima propaganda del governo. Quando, invece, ci sembra doveroso ricordare e sottolineare che questo esecutivo è già in carica da un anno. E le azioni che sta producendo sono porti chiusi e morti. A questo punto facciamo appello alle più alte cariche dello Stato e del Vaticano affinché i rispettivi interventi producano una ineluttabile inversione di rotta con l’unica speranza di ridare dignità all’essere umano".

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