La Provincia soffre, Casarella provoca: “Miglio impacchetti e mandi la fascia a Renzi”

Il Consiglio provinciale ha licenziato il Bilancio di Previsione. Casarella sul maltempo: “L’intervento della Provincia è stato tardivo ed insufficiente”. La Torre: “Dimettiamoci tutti”

Gianvito Casarella

“La Provincia non riesce a dare risposte nei settori per i quali ancora esiste, quali scuole e strade”. È questa la sintesi dell’intervento di Gianvito Casarella, ieri, durante l’intervento in Consiglio provinciale, dove era in corso la discussione sul Bilancio di Previsione 2015 e gli adempimenti connessi. Documento approvato con sette voti favorevoli (Miglio, Cusmai, Bocola, Cassitti, Cusenza, Danaro e Russo) e i quattro contrari di Forza Italia e Nuovo Centrodestra (Camporeale, Casarella,La Torre e Venditti).

Nel corso del Consiglio provinciale è stato altresì approvato all’unanimità, dopo la relazione del consigliere delegato ai Lavori Pubblici, Pasquale Russo, l’accapo relativo ai lavori di sistemazione e messa in sicurezza della strada provinciale 101 nel tratto compreso tra il quadrivio di Candela e l'incrocio con la SP 137. Completamento tra i Km 11+600 e 18+800 per un importo di 540.086,80. E, dopo le relazioni del di Cusmai e Cusenza, anche gli accapi relativi alla Scuola di Protezione Civile della Provincia di Foggia. Revoca deliberazione commissariale n. 110 del 23 ottobre 2015 e al Riordino in materia di funzioni esercitate dalla Provincia di Foggia.

Il consigliere provinciale azzurro ha posto l’accento sul quadro normativo che ha umiliato le province ad enti di secondo livello e svuotato le casse. “Il Governo ci chiede una relazione programmatica 2015/2017 dimenticando che queste strutture sono liquidazione entro il 2016, salvo sconvolgimenti di leggi. Conoscevamo la situazione un anno fa, quando ci siamo candidati, ed addentrandoci man mano abbiamo solo verificato quanto sia peggiore di quanto si immaginasse”.

In un Ente di secondo livello, ciascun eletto è anche amministratore nel proprio Comune. Incalza Casarella: “Conosciamo già in casa nostra i problemi creati dagli ultimi governi agli enti periferici. Ogni giorno affrontiamo i tagli verticali prima del tecnocrate Mario Monti, poi del sindaco d’Italia Matteo Renzi, già immemore di essere stato massimo amministratore di Firenze e della sua Provincia. Ci saremmo aspettati che conoscesse ed avesse a cuore le sorti degli enti locali. Invece no”.

In una situazione simile, tra resa e protesta, restano “le occasioni fornite dai bandi europei”, stilando “le priorità”. “Questa Provincia di recente si è preoccupata di dubbie operazioni immobiliari di incerto futuro e tuttora confuse anche nell’esito. Ma ha dimenticato anche solo un comunicato stampa di solidarietà ai comuni colpiti dalle violente piogge. Ben vengano le adesioni ai progetti di promozione turistica, ma nei fatti i nostri siti turistici sono spesso inaccessibili a cittadini e turisti”

E ancora: “I sindaci sono scesi in strada sul Subappennino a spalare il fango dalle strade e rimuovere gli alberi con propri mezzi. L’intervento della Provincia è stato tardivo ed insufficiente, con uno 0 euro nel capitolo delle somme urgenze. Inaccettabile, in un territorio purtroppo soggetto a fenomeni di questo genere, anche a causa dei noti problemi di dissesto idrogeologico”.

Quindi, la provocazione: “Se non si riesce a programmare - a partire dalle priorità delle scuole e delle strade e con uno sguardo attento all’Europa - non resta che impacchettare la fascia blu e mandarla dimostrativamente al signor Renzi” conclude l’esponente forzista di Cerignola.

Qualche giorno prima, l’altro consigliere e capogruppo di FI, Francesco Paolo La Torre aveva invitato il presidente e il Consiglio provinciale a rassegnare le dimissioni: "Se da un lato è visibile il fallimento della scelta del governo Renzi sulla riforma degli enti intermedi, dall'altro il centrosinistra alla guida di Palazzo Dogana ha da tempo smarrito la bussola delle priorità amministrative e degli interventi necessari in Capitanata. Per questo motivo suggerisco al presidente Francesco Miglio e a tutti i colleghi di dimetterci in massa dal Consiglio provinciale, sia a causa della riforma Delrio che sta creando più danni che benefici alle Province, ma soprattutto per l'immobilismo di questa Amministrazione, che non ha saputo fornire le risposte adeguate al territorio, confezionando anche clamorosi pasticci amministrativi come la partecipazione ad un'asta giudiziaria per l'acquisto di una parte di un impianto di compostaggio".


 

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