Bilancio ok, ma Alfredo Grassi tuona: “Ci fanno rimpiangere Ciliberti”

Alfredo Grassi UdCap potrebbe dichiararsi indipendente. Se Sparta piange Atene non ride: guai anche a Cerignola perché il Comune non ha soldi

FOGGIA | Il sindaco Mongelli e l’assessore al Bilancio Rocco Lisi si apprestano domani a raggiungere il palazzo della Corte dei Conti (nuova adunanza sul piano di rientro) con un altro risultato in tasca: il tanto vituperato bilancio di previsione, che è ormai un consuntivo quando manca pochissimo alla scadenza dell’anno finanziario, è stato licenziato oggi dall’aula al termine di una seduta fiume, la seconda dopo quella andata in scena la settimana scorsa sull’aumento dell’Imu, e iniziata anche questa volta con le forti contestazioni oltre la balaustra da parte della cooperative del verde in attesa del bando di gara per l’affidamento del servizio che con questo bilancio troverà finalmente copertura economica.

22 voti favorevoli e 10 contrari l’esito di 8 ore di una discussione aspra ma a tratti anche molto stanca (fare i conti senza euri non entusiasma nessuno), Mongelli alla fine incassa una larghissima maggioranza nonostante la seconda convocazione che però non sana le spaccature ormai evidentissime nella coalizione di centrosinistra. La fotografia numerica, infatti, non trova corrispondenza in quella politica.

Pesa l’abbandono dell’aula da parte dei Moderati e Popolari Sottile e De Vito mentre perde pezzi l’Udcap, seconda grande forza che sostiene Mongelli dopo il Pd. L’ex capogruppo Alfredo Grassi diserta anche questa seduta di consiglio, l’ennesima, dopo quelle dedicate al consuntivo e all’incremento Imu, e si avvia a proclamarsi indipendente.

Raggiunto telefonicamente spara a pallettoni contro l’amministrazione: “Non condivido nulla di questi atti, come non ho mai condiviso la scelta di nominare una giunta fatta di tecnici che non rispondono a nessuno.   Questa amministrazione era al capolinea già un anno fa. La città è nello sfascio totale. Addirittura ci stanno facendo rimpiangere Ciliberti, almeno lì c’era un altro modo di gestire la cosa pubblica.

Qui invece, in questi tre anni, ho visto solo lo sblocco di grandi interessi, di grandi partite e null’altro. E come me la pensano in molti lì dentro. Il sindaco ha preso a schiaffi i partiti. Ma tutti restano incollati alla poltrona”. Siluri anche dalla minoranza che parla di bilancio strutturalmente deficitario e ha annunciato in aula di aver di inviato un documento al Prefetto in cui si chiede l’avvio delle procedure per la dichiarazione di dissesto. Al vetriolo la replica di D’Urso: “Se dopo tre anni siete il centrodestra resta fossilizzato sul dissesto, vuol dire che non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta elettorale”.

CERIGNOLA | Ma se Sparta piange, Atene non ride. Se nel comune capoluogo governato dal centrosinistra è battaglia campale sul bilancio, a Cerignola il centrodestra non se la cava meglio. La riunione di ieri con le cooperative che da anni si occupano di servizi comunali, non pagate da mesi, si è risolta con un nulla di fatto.

Il tavolo è stato aggiornato a venerdì prossimo. Parteciperanno anche le sigle sindacali confederali. Il Comune non ha soldi. Il crack Gema, causa di un ammanco da oltre 8 milioni di euro, e l’ultimo taglio ai trasferimenti ministeriali hanno prosciugato le casse comunali, costringendo l’amministrazione Giannatempo alla svendita del patrimonio comunale, a  robusti ritocchi fiscali su Imu (prima casa quasi al massimo, 5,5 per mille e Tarsu al 100 % di copertura del servizio) e a tagli a raffica sui servizi.

La cooperativa San Francesco è quella più sul piede di guerra: 80 lavoratori impiegati nel trasporto scolastico, della cura del verde, della pulizia e gestione di immobili comunali che non percepiscono lo stipendio da maggio. Stando a dati filtrati dal Palazzo, la creditoria sarebbe lievitata ad oltre 350mila euro.

Ma a rischio è anche il servizio mensa nelle scuole, che una delibera garantirebbe ad oggi solo per 12 giorni scolastici (in attesa di trovare ulteriori risorse, si legge ) mentre è di questa mattina un fax che comunica finanche la chiusura dei bagni pubblici di cui da anni si occupa la Pulisan. “Il punto è che l’amministrazione non ha alcuna difficoltà a risolvere anticipatamente contratti e convenzioni, le cooperative lavorano da tempo in regime di proroga” tuona allarmato dai banchi dell’opposizione Franco Metta, leader del movimento La Cicogna, tra i pochi a far sentire la sua voce in consiglio in un clima di attonimento generale dell’opposizione, Partito Democratico in testa.

“La cosa che più sconcerta – aggiunge Metta - è che si sta facendo cassa colpendo i servizi minimi e le fasce deboli della popolazione, scuola e welfare,  mentre basterebbe far tornare i 6 dirigenti facenti funzioni ai propri ruoli per risparmiare subito qualcosa come 250mila euro  alle casse dell’ente.

 

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