Bilancio: colpaccio di Mongelli, al voto la maggioranza è compatta

In mattinata Lambresa ha protocollato le dimissioni. Al consuntivo 2010 incassati 24 voti, 22 al previsionale 2011 dove si sono astenuti gli esponenti di Io Sud Laccetti e Leone

Gianni Mongelli

E sì che chi aveva già provveduto ad intonare il “de profundis” per l’amministrazione Mongelli dovrà ricredersi eccome. Certo, il vicesindaco Lucia Lambresa non si è smossa di un millimetro dalle sue posizioni e in mattinata, come  annunciato, ha protocollato le sue dimissioni decretando l’ufficialità della crisi politica al Comune di Foggia.  Ma il sindaco riesce ad incassare, sorpresa delle sorprese, al termine di una seduta di consiglio fiume durata quasi dieci ore, l’insperato colpaccio: erano sufficienti 14 voti trattandosi di seconda convocazione ma la maggioranza serra le fila e i due bilanci - consuntivo 2010 e previsionale 2011 (quest’ultimo il più ostico, non foss’altro perché contenente il famigerato aumento Tarsu) - incassano rispettivamente 24 e 22 voti a favore (sull’ultimo si astengono i consiglieri Io Sud, Laccetti e Leone, nel tentativo di lasciare aperto un margine di dialogo per il recupero della Lambresa).

Numeri importanti, insomma, la maggioranza politica ‘delle grandi occasioni’ si potrebbe affermare. Ma (perché tutto si gioca su ‘ma’) non si tratta di un voto che promuove in toto la manovra, al contrario. Quello di oggi rappresenta piuttosto un atto “di fiducia”  nei confronti del primo cittadino, un voto vincolato alla promessa di una verifica politica e “programmatico-gestionale” da tenersi in tempi brevissimi (termine: fine settembre, riequilibrio di bilancio).

Emblematica a tal proposito la dichiarazione di voto del socialista Angelo Benvenuto: “Il mio voto è condizionato da quello che accadrà da domani mattina” ( tra le richieste del consigliere, in primis, la fine della gestione commissariale nelle ex municipalizzate ed il ritorno dei cda). Ancora non è dato sapere, tuttavia,  se l’atteso restyling si risolverà in un azzeramento della giunta come richiesto al sindaco dai ‘cespugli’ o, piuttosto, in un rimpasto, come invece vorrebbe Mongelli (che in ogni caso tratterrebbe nelle sue mani la delega al bilancio).

Ma tanto è bastato per far cadere, al momento del voto, le riserve dei Moderati e Popolari di Sottile e De Vito e di De Santis (Sel), tra i consiglieri più recalcitranti. Fuori dall’Unione di Capitanata,invece, e in procinto di lasciare la maggioranza, il consigliere Mennuno, il cui apporto è stato  davvero minimo in questi due anni di consiliatura. Tagliando superato? E’ necessario attendere i giorni a venire per comprenderlo. Ma il risultato rinfranca il sindaco, che ai “numeri” teneva oltremodo e chiama a raccolta le forze politiche: “Parte oggi una seconda fase per questa amministrazione. E’ necessario un  cambio di passo, un rilancio dell’azione programmatica”. Rivendica il risultato del risanamento il sindaco e promette: “Ripartiremo subito da 10 obiettivi contenuti nelle linee programmatiche e che saranno i protagonisti del percorso di fine mandato: attività produttive, piano del commercio, sicurezza, sviluppo del territorio, qualità della vita, investimenti”. “Foggia sta attraversando la sua fase peggiore, lo dico da cittadino che la vive da 53anni. Ma, credetemi: se avessi avuto la certezza di un’alternativa possibile al percorso fin qui compiuto, sarei stato il primo a dimettermi”. Spiega ancora una volta l’aumento TARSU: “l’unico possibile – dice - di fronte ai tagli ministeriali.

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Bloccate le uscite, abbiamo dovuto agire sulle entrate. E con le altre aliquote già al massimo, l’imposta sui rifiuti solidi urbana rappresentava l’unica strada possibile. Avremmo potuto tagliare sul Piano sociale di Zona ma ci sembrava il minimo poter garantire una piccola parte di servizi essenziali alle categorie più svantaggiate”. E la mano, sempre tesa, alla Lambresa: “le ho scritto una lettera in cui le ho espresso la volontà di respingere le sue dimissioni. Il suo apporto è importante. Ora tocca a lei”.

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