PD, polemiche in vista del congresso provinciale. Marino: “Tesseramento senza regole”

Dino Marino denuncia l’anomalia di Lucera: “Iscritte circa 700 persone in una tabaccheria”. In vista del congresso provinciale che si terrà a marzo restano calde le piste di Azzarone, Rauseo e Ruotolo

Nella foto Dino Marino

Prime scaramucce tra i democratici di Capitanata in vista del congresso provinciale e quindi del dopo Raffaele Piemontese. La corsa alla guida della segreteria provinciale si infiamma. A gettare benzina sul fuoco ci pensa Dino Marino di ‘Azione PD’: “Mi pare che il tesseramento stia procedendo senza regole”. Un esempio su tutti è quello di Lucera, dove risulterebbero “iscritte circa 700 persone in una tabaccheria”.

Aggiunge l’ex consigliere regionale: “Numeri sproporzionati che il partito di Lucera non poteva vantare neanche ai tempi del PCI. Numeri che sono figli di quell'Opa lanciata sul congresso provinciale del PD da parte dei Popolari che hanno lasciato Mauro e sono pronti ad ingrossare le file di Emiliano” spiega Marino, secondo il quale, invece, “c'è bisogno di recuperare lo spirito costituente del Pd. Pensieri lunghi, elaborazione progettuale, più peso degli iscritti e dei militanti democraticamente eletti; più spazi di partecipazione e interazione".

A Lucera i primi malumori risalgono a settembre, così come da verbale del circolo dei democratici redatto il 30 dello stesso mese, giorno di chiusura dell’attività di raccolta delle richieste d’iscrizione al partito. Si legge: “Infine, si riporta che qualche giorno dopo, solo tre giorni dopo l'avvio delle attività, precisamente il 22 settembre, il compagno Antonio Di Matto, componente del comitato per seguire le attività di richiesta d'iscrizione al Pd, si è dimesso con lettera diventata di pubblico dominio, evidenziando “incresciosi accadimenti delle ultime ore, connessi alle operazioni di tesseramento e di operazioni inquinate condizionate da fattori esterni che nulla hanno a che fare con il bene e la condivisione di ideali del Partito democratico”.

Anche a Foggia c’è un episodio che in questi giorni ha fatto discutere. Leonardo De Santis, ex consigliere comunale ed esponente dell’associazione ‘Changes’ presieduta dallo scalfarottiano Lorenzo Frattarolo, ha denunciato il “congelamento” della sua tessera (fatta il 16 ottobre scorso) disposto – a suo dire - da Mariano Rauseo: “Penso si tratti solo di malcelata supponenza e di un uso personale dell’incarico di segretario” ha aggiunto.

Bordate all’indirizzo dei vertici del partito arrivano ancora da Dino Marino, che da San Severo fa sapere di non voler morire damoniano: “C’è bisogno di regole e controlli. Un conto è aprire le porte del partito a tutti; altro discorso è che chi apre le porte finisca per ritrovarsi in una condizione di pesante subalternità rispetto ai nuovi possibili arrivi”. Per il consigliere comunale d’opposizione della città dell’Alto Tavoliere “il caso di Lucera non è affatto isolato. Ce ne sono parecchi in Capitanata. Ragion per cui, possiamo pensare ad una vera e propria OPA del Pd provinciale. In ogni caso non staremo a guardare. Per il momento, dell'operazione politica è stato già avvisato l'onorevole Luca Lotti, responsabile organizzativo di Matteo Renzi” ha concluso l’esponente di ‘Azione PD’.

Posto che il congresso provinciale si terrà a marzo, per quanto riguarda i candidati alla successione di Raffaele Piemontese, restano calde le piste che portano a Lia Azzarone, Mariano Rauseo e Gianluca Ruotolo. Tommaso Pasqua, Franco Ognissanti e Tommaso Sgarro altri nomi su cui le cordate stanno discutendo. Ridotte al lumicino, salvo clamorosi ripensamenti o colpi di scena, le possibilità di vedere in cima ai democratici di Capitanata, Iaia Calvio, Patrizia Lusi e Lorenzo Frattarolo.

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