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Sel, congresso provinciale annullato. Sfiorata la rissa, rischio commissariamento

Alessandro Rendina: "La nostra attività partitica è azzerata e dobbiamo attendere il commissariamento". Sel città di Foggia: "Evidente logica spartitoria, figlia più di rapporti di forza che di convincimenti politici"

Foto da Facebook di Giovanni Vigliotti

Il tumultuoso congresso provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà che si è tenuto ieri alla Sala International di Foggia, ha consegnato, com’era nelle previsioni, un partito diviso e lacerato. In Capitanata l’implosione avvenuta all’interno di Sel ha assunto i crismi dell’ufficialità in tarda serata, all’annullamento del congresso, dopo una serie di retroscena, colpi bassi, urla e invani tentativi di compromesso, in uno scenario surreale e di divisione, dove si è persino sfiorata la rissa.

I toni accesi, alimentati dal tentativo legittimo della corrente del manfredoniano Matteo La Torre e dell’altro candidato alla segreteria, il sangiovannese Alessandro Rendina - di prendere le redini del partito in provincia di Foggia e di sconfessare l’operato del coordinatore provinciale, Domenico Rizzi - ha sortito l’effetto contrario di acuire una frattura che potrebbe determinare la fine e l’inizio di un nuovo percorso politico nel partito di Capitanata del governatore regionale, Nichi Vendola.

Per uscire da questo impasse, il partito rischia di essere commissariato: “La nostra attività partitica è azzerata e dobbiamo attendere il commissariamento” ha dichiarato Rendina. “Evidente logica spartitoria, figlia più di rapporti di forza che di convincimenti politici” hanno affermato i componenti di Sel città di Foggia.

DOMENICO RIZZI: "ECCO COME SONO ANDATI I FATTI"

ALESSANDRO RENDINA, CANDIDATO ALLA SEGRETERIA PROVINCIALE DI SEL: “L'obiettivo della nostra opposizione politica era dimostrare che la dirigenza degli ultimi tre anni era inadeguata. Non sapevamo di avere talmente tanta ragione da ritrovarci in un congresso organizzato talmente male da diventare ingestibile.

Quando è stato deciso di opporre la mia candidatura a quella di Rizzi, la critica centrale era l'abbandono dei circoli da parte del livello provinciale. Ma che venisse abbandonata anche la gestione del congresso, questo non ce lo aspettavamo proprio. E allora più che delle risposte mi passano davanti delle domande, tipo:

Perché scegliere come data del congresso un giorno lavorativo? Perché un solo giorno, quando in altre città pugliesi si è svolto in due? Perché comunicare il numero di tessere annullate (per vizi di forma?) il giorno del congresso, quando il tesseramento è fermo dal 15 ottobre? Perché la sala non era attrezzata per il voto con delle urne?

Il programma del congresso prevedeva: la mattina gli interventi esterni e nel pomeriggio il congresso vero e proprio, con chiusura delle votazioni alle 18.30. Cioè... veramente si pensava di ricomporre una frattura che durava da qualche anno in un'ora? Veramente si pensava che non sarebbero esplose le contraddizioni di circoli che non si incontravano da almeno sei mesi?

Quando dicevamo che la politica era ferma, che questa dirigenza non era capace di comporre un nuovo coordinamento federale perché non comunicava, parlavamo di questo. E nonostante la nostra continua disponibilità a colloquiare siamo stati contattati solamente durante il pomeriggio del congresso.

Nonostante la nostra disponibilità all'accordo in nome dell'unità del Partito, questo è stato costretto lo stesso a subire l'onta dell'annullamento del congresso.  Annullamento provocato da discussioni esterne alla mozione che intendevamo presentare. Adesso, la logica conseguenza è che non abbiamo più un coordinamento provinciale, non abbiamo delegati regionali, non abbiamo delegati nazionali. Cioè la nostra attività partitica è azzerata e dobbiamo attendere il commissariamento.

Rifiuto di pensare che per evitare questo, avrei dovuto lasciare nel cassetto le nostre istanze e il nostro democratico diritto di rappresentanza. Penso che il congresso andava preparato e che chi doveva occuparsene, cioè la segreteria uscente, abbia sottovalutato la voglia di rinnovamento che agitava il Partito. Se qualcuno avesse ascoltato il nostro grido di dolore, se le dirigenze avessero aperto porte e finestre,oggi avremmo avuto un bel congresso.

Ringrazio tutti i compagni che si sono impegnati in questa sfida, abbiamo fatto del nostro meglio. Mi dispiace che la situazione fosse già troppo compromessa per essere risollevata. Mi auguro che il livello regionale faccia una valutazione lucida e ci aiuti a uscire da questo impasse.

IL COMUNICATO STAMPA DI SEL FOGGIA CITTA’ | La comunità dei compagni e le compagne di Sinistra Ecologia e Libertà di Foggia città esprime tutta la sua amarezza per un congresso che non l'ha vista schierarsi per alcuna fazione.

Sel Foggia Città avrebbe voluto un congresso aperto e inclusivo in cui si parlasse solo  ed esclusivamente di un'idea di società, che avesse posto al centro del dibattito la persona umana ed il suo rispetto in un 'Italia e un Mondo che declina tali attenzione alla sola passione associativa.

Sel Foggia Città avrebbe preferito che in questa disputa si potesse scegliere una terza opzione che non fosse generata dalle tessere ma dalla volontà di donne e uomini, soprattutto giovani, che si stanno prodigando sul territorio con il lavoro continuo e silenzioso di chi opera solo ed esclusivamente per l'interesse comune.

Una terza opzione che non è stata messa in campo, nell'agone congressuale, per l'evidente logica spartitoria, figlia più di rapporti di forza che di convincimenti politici, che si stava delineando. Sel Foggia città auspica che il probabile commissariamento del partito regionale restituisca al territorio la voglia di fare politica per il territorio e comprenda le ragioni di chi ritiene che Sinistra Ecologia e Libertà possa ancora dire e fare molto per questa terra e affidi la guida a chi realmente vuole il cambiamento.

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