Domenico Rizzi
Politica

Sel, rischio rissa e congresso annullato: i fatti secondo Domenico Rizzi

Il coordinatore provinciale spiega le ragioni che hanno portato la presidenza del Congresso ad interrompere i lavori. Dito puntato contro i circoli di San Giovanni Rotondo, San Severo ‘L’Alternativa’, San Nicandro Garganico e Manfredonia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Si è tenuto sabato 7 dicembre il 2° Congresso di SEL Capitanata. L’appuntamento, particolarmente atteso, è stato caratterizzato da un’alta partecipazione di compagni e di simpatizzanti con la presenza dell’ On. Donatella Duranti come garante del Congresso, dell’onorevole Arcangelo Sannicandro, dei compagni Gerardo De Letteriis e Lea Durante (della commissione di Garanzia regionale per il Congresso) insieme al coordinatore regionale, Gaetano Cataldo.

Duecentosette gli iscritti presenti aventi diritto a comporre la platea congressuale su 511 tesserati riconosciuti (come da indicazione degli uffici del tesseramento nazionale che evidenziava, inoltre, l’invalidamento di 148 iscrizioni nei circoli di Manfredonia, San Nicandro Garganico, Cerignola e Torremaggiore).

Dopo i saluti di rito, in cui prendevano la parola molti degli illustri ospiti presenti, tra cui il Sindaco di Foggia, l’ing. Gianni Mongelli, i segretari provinciali e cittadino del Partito Democratico, Mauriano Rauseo e Raffaele Piemontese, i segretari di Capitanata dell’Italia dei Valori, di Rifondazione Comunista, il consigliere regionale Pino Lonigro di Socialismo Dauno, la consigliera regionale Anna Nuzziello de ‘La Puglia per Vendola’, insieme a rappresentanti delle più attive realtà sindacali territoriali (il segretario provinciale Daniele Calamita della FLAI CGIL insieme a Loredana Olivieri della FLC CGIL) e del mondo del Terzo Settore (CE.SE.VO.CA. rappresentata dal presidente Pasquale Marchese, Libera rappresentata da Mimmo Di Gioia, le Acli rappresentate da Francesco Tella, Arciragazzi rappresentata dal presidente Alessio Marino) - il coordinatore Rizzi introduceva i lavori con la relazione su questi due anni e mezzo di attività del coordinamento provinciale e della segreteria del partito. Al documento politico del coordinatore uscente non veniva contrapposto alcun documento alternativo.

Nonostante la segreteria ed il coordinamento uscente operassero da tempo per dar vita ad un congresso che fosse sereno ed unitario, accettando anche le differenze e le critiche costruttive, si manifestava nell’ambito dei lavori congressuali la persistenza di polemiche e contrapposizioni con i circoli di San Giovanni Rotondo, San Severo ‘L’Alternativa’, San Nicandro Garganico e Manfredonia.

Sebbene fosse evidente che su 207 presenti con diritto di voto, questi circoli potessero contare su un massimo 70 delegati, concordemente - con una decisione condivisa ad ogni livello del partito - si riteneva necessario operare una mediazione per evitare uno ‘scontro diretto’, ossia il mero conteggio dei tesserati dell’una e dell’altra parte, che avrebbe visto prevalere nettamente la linea della continuità dato che gli altri circoli erano in minoranza.

In particolare, la commissione elettorale si faceva carico e proponeva alla platea congressuale un coordinamento provinciale costituito da 81 membri ed un collegio di garanzia che rappresentassero più ampiamente possibile i quattro circoli, giungendo quindi ad elaborare una proposta di coordinamento con una ‘quota’ di quasi il 50% dei compagni dei circoli in minoranza.

Il Congresso aveva infatti il compito (oltre che discutere del documento politico che è stato quello proposto nel corso dell’assemblea di Roma, “La Strada Giusta”: infatti nessun’altro documento è stato presentato nel corso del congresso) di eleggere gli organismi dirigenti: il coordinamento provinciale ed il collegio di garanzia. Ed avrebbe dovuto provvedere anche ad indicare i delegati al congresso regionale e nazionale.

Al momento dell’indicazione dei compagni delegati al congresso regionale e provinciale, però, i componenti degli altri circoli (Monte Sant’Angelo, Lucera, Zapponeta, Stornara, Ordona “Nilde Iotti” di San Severo tra gli altri) si rivolgevano alla presidenza invitando chi dovesse garantire l’imparzialità dei lavori a rigettare il metodo eccessivamente ‘inclusivo’ che aveva caratterizzato la proposta di coordinamento e, purtroppo, la polemica degenerava in rissa perché il metodo da ‘manuale Cencelli’ di spartizione delle deleghe non era più accettabile visto lo stillicidio di polemiche che dalla mattinata ininterrottamente aveva caratterizzato il congresso.

E, purtroppo, lo scontro degenerava dalle parole fino al contatto fisico, interessando particolarmente il gruppo di Manfredonia. Preso atto dell’impossibilità a procedere in un clima che garantisse condizioni di serenità e tranquillità nell’ambito della discussione, la presidenza del Congresso si vedeva costretta ad interrompere i lavori. Sinistra Ecologia e Libertà di Capitanata non potrà essere, pertanto, rappresentata né in ambito regionale né nazionale.

Un risultato che ci lascia con l’amaro in bocca e che dimostra come, nonostante lo strenuo sforzo di portare correttamente avanti una politica fatta di proposte, di passioni, di progetti - nonostante tutta la disponibilità delle commissioni di includere ogni idea, anche in disaccordo con quelle della maggioranza – non sia stato possibile mettere d’accordo circoli e compagni che, evidentemente, non condividono lo stesso concetto di Politica. Di quella Politica che costruisce e che non distrugge di cui - in questi due anni e mezzo - il coordinamento provinciale e la segreteria si è sempre fatta promotrice.


 

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