Nervi tesi nel centrodestra al Comune di Foggia: tradimenti, accuse e minacce di espulsioni

Nicola Russo a rischio espulsione. Di Giuseppe vuole vederci chiaro sulla mancata elezione di Pertosa. Di Mauro (Forza Italia): “Diverse sono state le certezze disattese”, ma Rignanese: “Fossi in lui mi dimetterei”

Di Mauro, Di Giuseppe, Russo, Fusco, Rignanese

All'indomani del voto provinciale, la tensione si taglia a fette nel centrodestra al Comune di Foggia. Il far parte di una fascia a se stante (scheda viola, quella che, peraltro, con i suoi 712 voti ha segnato le sorti degli eletti), ha reso visibili tutte le sbavature della maggioranza Landella, che consegna al centrosinistra ben quattro voti in più rispetto ai numeri detenuti dall'opposizione (13 consiglieri contro i 17 voti confluiti sui candidati). Di contro, i candidati di centrodestra prendono meno voti della cifra che compone la maggioranza. Con tutto ciò che ne consegue in termini di mancati eletti e di amarezze. E di rese dei conti. 

Il primo redde rationem è probabilmente quello che già giovedì pomeriggio avverrà in Ncd, il partito che ha corso con la lista ‘Capitanata popolare’. Qui l'unico eletto è stato l'ospite: Gaetano Cusenza, consigliere uscente di San Giovanni Rotondo e vicino all'ex dem Sergio Clemente, che non solo riceve il voto, appunto, di Clemente, ma riesce ad attrarre su di lui un secondo voto, decisivo. Esattamente quel voto che è mancato a Giuseppe Pertosa, consigliere foggiano, candidato di punta di Franco di Giuseppe e Giannicola De Leonardis, che da 4 voti preventivati (la cifra del gruppo consiliare) se ne ritrova con soli tre.

Chi ha tradito? "È accaduto un fatto gravissimo - dichiara a Foggiatoday Franco Di Giuseppe che annuncia, per giovedì pomeriggio, un incontro chiarificatore. "Chi ha tradito dovrà assumersi la responsabilità piena delle sue azioni, che faremo valutare ai provi viri per una eventuale espulsione dal partito".

E come si fa a comprenderlo? "Ci sono diversi modalità per appurare la lealtà del voto. E poi mi auguro che chi ha preferito dare il voto altrove, abbia la correttezza di dirlo e di assumersi la paternità dei suoi comportamenti". I sospetti di Di Giuseppe paiono ricondurre al capogruppo, Luigi Fusco. "È evidente che, ove fosse acclarato, non potrà più rappresentare il gruppo".

Il silurato Pertosa, dal canto suo, preferisce non commentare. Ex eletto in Forza Italia, Pertosa, raccontano, sarebbe passato a rimpinguare il gruppo Ncd proprio in virtù di un accordo che lo vedeva candidato (ed eletto) alle elezioni provinciali. Ora cosa farà? "Smentisco questa ricostruzione - si limita a dichiarare il consigliere a Foggiatoday -. Parlerò tra qualche giorno. Posso dire però, sin d'ora, che resto nel gruppo". 

Amarezza anche in Forza Italia. "Ma più per il comportamento dei nostri esponenti sul territorio che al Comune di Foggia" ci tiene a precisare il coordinatore azzurro Raffaele Di Mauro per il quale "chi gongola sulla distruzione del centrodestra, vedasi il consigliere Giuseppe Mainiero, non sta  muovendo un solo dito per aiutare questa parte dell'emisfero politico a ricomporsi" (Mainiero ha votato Raimondo Ursitti, CoR, portando acqua al mulino dei civici e, dunque, del centrosinistra).

"Dov'è fratelli d'Italia? Dov'è il suo simbolo, la sua attività politica e di partito? Esiste?" sferza Di Mauro. Che fa i conti in casa sua. Tutto come nelle previsioni per il coordinatore provinciale di FI, "si è centrato l'obiettivo dei due eletti. Chi sostiene che sarebbe scattato il terzo seggio, fa una analisi troppo ottimistica".

Forse. Ma come si fa a spiegarlo a Giandiego Gatta che pure contava sulla elezione della sua candidata, la manfredoniana Eliana Clemente? Da Foggia un voto è giunto, quello di Paolo La Torre. Ma poi le sbavature, anche sul territorio, hanno mortificato le aspirazioni. Di Mauro lo sa ed è pronto a fare i conti: presto una riunione alla presenza anche del coordinatore regionale, Luigi Vitali: "Diverse sono state le certezze disattese" continua Di Mauro.

"Ad esempio San Giovanni Rotondo, comune dal quale ci aspettavamo un voto che non è arrivato". Certo, è evidente che gli amministratori hanno preferito più accordarsi con un centrosinistra che è forza di governo (e di risorse), facendo racimolare al partito azzurro un misero bottino. Ma è chiaro che queste situazioni andranno scandagliate, con tanto di "determinazioni partitiche" fa sapere Di Mauro.

Espulsioni? "Forse" aggiunge. Ed il provvedimento estremo potrebbe raggiungere anche quei consiglieri foggiani che avrebbero dato forfait: Nicola Russo, ad esempio, non recatosi proprio alle urne nonostante fosse candidato, e sospetti sembrano nutrirsi anche nei confronti di Pasquale Rignanese, con il quale i rapporti sono tesi ultimamente.

E volano gli stracci. "Respingo qualsivoglia illazione - fa sapere il consigliere -. Io ho votato Forza Italia. Piuttosto - aggiunge duro - chiederei a Di Mauro dove erano altri consiglieri a lui vicini, vedasi Ilaria Mari, che non hanno proprio votato. E – aggiunge - gli chiederei anche come ci si sente da coordinatore di fronte alla elezione sì di due consiglieri, ma ambedue non del nostro partito. Pasquale Cataneo, candidato azzurro di punta, si è sempre candidato contro Forza Italia. Fossi in Di Mauro mi dimetterei" affonda Rignanese che ci tiene a far sapere di "non avere sottoscritto neanche la lista dei candidati perché nessuno ha pensato di sottoporla al gruppo". Insomma, il clima è pesante in casa FI. 

A trarre vantaggio da tutto questo sono gli "ospiti": Civica per la CapitAmata, ad esempio, che elegge Joseph Splendido. E si prepara a battere cassa.  Siamo la seconda forza di maggioranza - dichiara il capogruppo Alfonso Fiore -. Presto incontreremo il sindaco per sottoporgli una revisione della giunta in cui, malgrado i nostri numeri, non siamo presenti".

Mentre Lucio Ventura, rimasto con un solo voto dei due che gli si attribuivano alla vigilia delle elezioni, ci tiene a rettificare quanto apparso ieri su Foggiatoday: "Non è il consigliere Bruno Longo ad aver disatteso le mie aspettative. Con Bruno c'è un rapporto di stima e di amicizia ma non è lui la persona dalla quale mi aspettavo il contributo. Piuttosto da un altro esponente della maggioranza" chiarisce Ventura. Il che, ovviamente, non gli attenua l'amarezza.

Gongola, invece, il centrosinistra per aver fatto man bassa (di amministratori ovviamente. Perché, ricordiamo, l'elezione di secondo livello ha coinvolto non i cittadini, bensì i consiglieri comunali). In particolare gongola il Pd, giunto primo e, dunque, uscito vincente nella sfida coi civici di Leonardo Di Gioia e Rosario Cusmai (che resta, tuttavia, il consigliere più suffragato).

A spegnere gli entusiasmi del Pd ci pensa però il foggiano Leonardo Iaccarino, Udc, il cui voto è confluito sul dem Angelo Riccardi. "Ho letto della conferenza stampa di ieri del segretario provinciale del Pd Raffaele Piemontese. Giova sottolineare - dichiara Iaccarino - che se il Pd può vantare questo risultato oggi sui civici è proprio grazie al mio voto: basta guardare lo scarto di misura tra le due liste, è esattamente pari al mio voto ponderato".

Della serie, senza di me saremmo qui a raccontare un'altra storia. E perché Iaccarino ha votato Riccardi? Eppure poteva dare il suo voto al suo partito. O a Cusmai, al quale lo lega un lungo percorso comune. "Semplice. L'Udc non aveva alcun candidato suo, nessun tesserato – spiega -. Cusmai fa parte di un progetto nel quale oggi non mi riconosco più. Il mio è un voto a sostegno del centrosinistra. I civici devono ancora chiarire chi sono e da che parte stanno" sferza il consigliere dello scudocrociato. Che rivendica il suo ruolo decisivo sul Pd. E non si preoccupa di Angelo Cera: "ma quale espulsione. Ieri ci siamo incontrati e mi ha abbraccio" assicura.

Insomma, vincitori e sconfitti, come in ogni tornata. Stracci che volano e redde rationem annunciati. I partiti sapranno fare analisi serie, traendo linfa per rilanciarsi soprattutto agli occhi di un elettorato che questa competizione non l'ha proprio compresa, restandone escluso? Questo il pensiero di Bruno Longo, politico di lungo corso, che a Foggiatoday dichiara: "Ma quali rese dei conti! Pochi giorni ancora. Poi tutto tornerà come prima".

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