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Immagine di repertorio

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Il "caso" del depuratore di Foggia: per Aqp funziona bene, per Arpa e provincia no...

Le analisi rivelano dei valori superiori al limite consentito dalla legge. Sciagura, Gentile, Rizzi e Cislaghi vogliono vederci chiaro: "Sindaco, come si intende procedere?"

Chi gestisce la comunicazione per Acquedotto Pugliese è a conoscenza delle contestazioni che sono state fatte per il funzionamento del depuratore di Foggia? Se lo chiedono Marcello Sciagura, Francesco P. Gentile, Vincenzo Rizzi e Giorgio Cislaghi in una nota stampa congiunta.

“Diversamente - spiegano - è difficile spiegarsi l’affermazione fatta -“Il depuratore di Foggia è un impianto efficiente ed adeguato alla normativa vigente, anche grazie ai lavori di ampliamento e potenziamento, per un investimento pari a 9 milioni di euro, ultimati nell’aprile 2015” - Purtroppo, come un vecchio disco rotto, questa frase viene continuamente ripetuta da AqP e a loro, come lo scorso anno al Governo in seguito alla risposta data a un’interrogazione parlamentare, rispondiamo che la verità è diversa perché, almeno fino a febbraio 2016 in base ai rilievi mensili dell'ARPA presso l’impianto di via Castiglione, questo non rispetta la normativa vigente e in particolare si contesta prevalentemente “il valore del parametro Eschirichia coli superiore al limite consigliato”, ribattono.

LA DICHIARAZIONE DELL'AQP SU DEPURATORE FOGGIA

“Quelle esposte sono solo le ultime contestazioni di cui abbiamo avuto conoscenza, ma che testimoniano che il depuratore continua ad avere problemi di funzionamento, problemi che sono segnalati da molti anni, problemi che continuano nonostante i lavori terminati nel 2015 anche se il colore dell’acqua di scarico risulta più pulito con “qualche eccezione” come quella che abbiamo documentato la scorsa settimana. Inoltre non capiamo, per quale ragione, malgrado i cospicui investimenti, i valori dei parametri che non rispettano la legge in uscita oggi sono identici a quelli che si avevano precedentemente gli investimenti effettuati. Questo aspetto i nostri parlamentari avranno modo di evidenziarlo alla Commissione europea in relazione all'attuale procedura d'Infrazione comunitaria in corso”.

Continuano ancora i quattro: “Vogliamo ricordare al gestore dell’impianto di depurazione di Foggia che l’attività di depurazione è parte integrante del “Piano di Tutela delle Acque” di regione Puglia e che la qualità delle acque reflue dei depuratori può influenzare lo stato dei corsi d’acqua in cui queste sono immesse. Purtroppo la qualità delle acque del corso d’acqua “Candelaro-Canale della Contessa”, corso d’acqua su cui sono convogliate le acque del depuratore tramite il canale Faraniello, risulta cattiva sia nel periodo 2011-2012 che in quella successiva pubblicata sul BURP 149 del 17/11/2015. Che dire, poi, dell’impianto di affinamento delle acque reflue mai messo in uso?"

"I piani Regionali di riferimento vanno letti e quello ancora in vigore a pagina 48 delle “linee guida” recita: “Fermo restando che non è compito delle presenti linee guida definire tali dettagli gestionali, si ritiene comunque opportuno raccomandare la coincidenza del gestore dell’impianto di depurazione con quello dell’impianto di recupero nel caso in cui la sezione di affinamento ricada all’interno dell’impianto di depurazione”. E questa è la situazione dell’impianto di Foggia progettato come impianto unico per la depurazione e l’affinamento delle acque. Soldi spesi male visto il non utilizzo dell’impianto di affinamento delle acque".

Eppure la legge Regionale è chiara perché sia nel corpo della legge che nelle linee guida prevede impianti di affinamento per le acque convogliate in aree SIC, ZPE e SIC mare, riconosce il valore economico e ambientale dell’affinamento delle acque reflue perché con il loro riutilizzo può essere preservata la falda naturale e la loro re immissione in corsi d’acqua vulnerati può migliorarne lo stato. "In merito alla capacità del nostro impianto di catturare tutti i fanghi con la depurazione ci sembra che AqP debba parlare con i documenti che attestano la maggior produzione di fanghi dell’impianto, ossia se si raccolgono più dei 20 mc. che risultano nelle relazioni di ASL del 2013 e 2014, come è opportuno conoscere a quali trattamento sono sottoposti i fanghi e se questi trattamenti sono idonei a neutralizzare la carica batterica degli Eschirichia coli segnalati da ARPA Puglia prime del loro uso in come ammendanti agricol"i.

"Stante la situazione di ripetuto sforamento dei limiti del D.L.gs 152/2006, stante il mancato utilizzo dell’impianto di affinamento presente nell’impianto di Foggia, stante i soldi spesi per l’adeguamento dell’impianto, chiediamo al Presidente della Regione Puglia di intervenire sulla società partecipata per verificare cosa impedisca al nostro depuratore di funzionare correttamente ovvero se gli interventi finanziati sono stati esaustivi o se vi sia la necessità di sostituire chi sovraintende al funzionamento dell’impianto stesso. Chiediamo al Sindaco di Foggia di farci sapere cosa intenda fare, visto le numerose e ripetute segnalazioni di ARPA al Servizio Ambiente del Comune, per garantire la salubrità dei corsi d’acqua usati a fini irrigui".

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