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Alluvione, assessori e consiglieri regionali sul Gargano. Rizzi: "Scenario tragico"

Visita di Domenico Rizzi e degli assessori regionali Nardoni e Giannini a Cagnano Varano, Carpino, Peschici, Rignano Garganico, San Marco In Lamis, Vico del Gargano e Vieste,

Ieri mattina, insieme agli assessori regionali Fabrizio Nardoni (Risorse agricole), Giovanni Giannini (Infrastrutture, Mobilità e Lavori Pubblici) e ai consiglieri regionali Pino Lonigro (Socialismo Dauno) e Giuseppe Di Pumpo (SEL), abbiamo effettuato un sopralluogo presso le aree garganiche maggiormente interessate dai danni dell’eccezionale ondata di maltempo che ha, purtroppo, provocato una vittima: il 24enne carpinese Antonio Facenna, allevatore di bestiame, travolto dal fango dopo essere uscito per verificare le condizioni della sua masseria.

Alcune centinaia di evacuati, strade interrotte, colline franate, flagellate, devastate dalla furia degli elementi che hanno furiosamente imperversato su quei terreni dove le mani operose e pazienti dei contadini avevano costruito solidissimi terrazzamenti in pietra, efficaci come nessun'altra opera dell'ingegneria di contenimento. Questo è lo scenario drammaticamente tragico che ci è passato davanti nel corso della nostra visita tra Cagnano Varano, Carpino, Peschici, Rignano Garganico, San Marco In Lamis, Vico del Gargano e Vieste.

ALLUVIONE DEL GARGANO: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Innumerevoli i danni riportati dalle infrastrutture turistiche (molti i campeggiatori tra gli evacuati) così come dalle aziende zootecniche ed agroalimentari che rappresentano una delle ricchezze primarie di questo territorio. Una terra aspra, forte eppure delicata, costretta a piegarsi, a sviscerarsi di fronte all'irruenza con cui la natura si è ripresa quella libertà che l'uomo, sconsideratamente, gli aveva levato.

Adesso più che mai il Gargano necessita di essere ricostruito: con la messa in sicurezza dei luoghi travolti dall'alluvione e con il ripristino delle infrastrutture civili e produttive danneggiate o completamente distrutte. La Regione Puglia dovrà mettere subito in campo tutte le risorse di cui dispone e - soprattutto – garantire alle popolazioni garganiche così duramente colpite tutti gli strumenti atti a prevenire future emergenze idrogeologiche ed a tutelare una volta per tutte questo territorio così ricco e nello stesso tempo così fragile.

Affinché questo tragico momento possa rappresentare l’occasione di rinascita, ricostruzione, rifondazione di una nuova ‘alleanza’ tra natura ed uomo che renda questa terra - il Gargano – e le comunità che la abitano e la arricchiscono con il loro lavoro, la loro tradizione ed il loro desiderio di sviluppo sostenibile, più sicura e viva.

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