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"La legge non esclude la criminalità dalle assegnazioni". Landella ribatte a Cavaliere. "Il centrosinistra solleciti una modifica"

Il sindaco di Foggia replica al consigliere comunale di opposizione sugli alloggi in uso a famiglie di pregiudicati: "Argomentazioni astruse nella speranza di screditare i suoi avversari politici"

"Sarebbe utile sia da parte di Pippo Cavaliere che di tutti gli esponenti del centrosinistra locale, compresi i parlamentari foggiani, sollecitare il governo a guida Partito Democratico-Movimento 5 Stelle per modificare una legge che attualmente non esclude queste famiglie dalle assegnazioni". Così il sindaco di Foggia Franco Landella ribatte al leader dell'opposizione che, in una nota, rilancia la sua denuncia presentata tempo fa sugli alloggi popolari nella disponibilità di noti esponenti della criminalità o di soggetti ad essa riconducibili.

“Mi meraviglio che il consigliere comunale Pippo Cavaliere, con una lunga esperienza politica alle spalle, prima in qualità di vicesindaco di Foggia nella Prima Repubblica, e poi come assessore nella Giunta Mongelli, possa meravigliarsi di un problema che proviene da lontano e che è largamente diffuso su tutto il territorio nazionale. Appena qualche anno fa, infatti, Federcasa calcolava in 48 mila le case popolari occupate abusivamente su un totale di oltre 750 mila alloggi pubblici a livello nazionale. Un problema che riguarda tanto il nord d'Italia quanto il meridione. Le norme vigenti, tra l'altro, non vietano alle famiglie di pregiudicati di poter partecipare alle procedure di assegnazione di alloggi popolari. Condivido, in ogni caso, lo sdegno per questa situazione, in cui gli uffici preposti, una volta accertati i requisiti previsti per legge, non possono fare altro che assegnare case anche alle famiglie di affiliati ad organizzazioni criminali".

Il consigliere di opposizione, però, faceva rilevare, piuttosto, come nell'ordinanza di custodia cautelare relativa all’operazione "Decima azione bis" si contestava l’interessamento della criminalità all’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, nonché una diffusa pratica di esborso di denaro, tra gli assegnatari e gli aspiranti tali, per garantirsi l’uso di detti alloggi e, a seguito di questa denuncia, non ci fosse stata una sola reazione, né un’inchiesta amministrativa, né un approfondimento della questione o una richiesta di chiarimenti, tantomeno una contestazione alla denuncia. 

Ma, a detta del primo cittadino, Cavaliere polemizza con "argomentazioni astruse nella speranza di screditare i suoi avversari politici e ormai non riconosce più il confine tra insinuazione e diffamazione. Se avesse chiesto al sottoscritto o agli uffici comunali prima di diramare il suo comunicato, così come ha già fatto recentemente per segnalare il problema di una famiglia con uno sfratto esecutivo in cui c’era una persona agli arresti domiciliari, avrebbe scoperto che sin dal mio insediamento nel 2014, mi sono occupato del problema delle occupazioni abusive: infatti si sono susseguite le denunce della Polizia Locale di Foggia nei confronti di chi si rendeva protagonista di questa tipologia di reato, con numerosi incontri presso la Prefettura, alla presenza dei vertici dell’Arca Capitanata, finalizzati agli sgomberi definitivi degli occupanti. Così come dovrebbe sapere che se nei nuclei familiari di occupanti abusivi ci sono minori, anziani, disabili o persone con problemi di salute, la procedura per lo sgombero diventa molto più complessa perché prevede che vi sia un'altra allocazione temporanea disponibile prima che gli occupanti lascino l'immobile. L’Amministrazione comunale di Foggia non solo non è stata mai silente rispetto a questa tematica, ma ha effettuato numerosi sgomberi di alloggi in questi anni. Ed è in corso in Prefettura un tavolo tecnico permanente al fine di procedere allo sgombero definitivo per quelle famiglie che non hanno situazioni di vulnerabilità all’interno dei nuclei familiari che occupano abusivamente case popolari destinate agli aventi diritto”. 

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