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Alloggi popolari nelle mani di esponenti della criminalità. Cavaliere: "Alla mia denuncia nessuna reazione ma silenzio"

"Se accettiamo questo stato di cose, tutto il resto è solo parvenza, ipocrisia, finzione. In questo modo, oltre al rischio di indebolire la lodevole e penetrante azione che la squadra stato/comunità sta portando avanti, lasceremo che in qualcuno si radichi l'errato convincimento che l'illegalità paga”

Pippo Cavaliere

'Il contrasto alla criminalità tra impegno ed acquiescenza', questa la sintesi del contenuto della nota stampa inviata questa mattina dall'ex candidato sindaco e attuale consigliere comunale d'opposizione, Pippo Cavaliere.

L'emergenza abitativa e l'assegnazione degli alloggi popolari, l'oggetto del comunicato in cui Cavaliere ricorda la visita fatta ad un cittadino "che vive con la sua famiglia in ambienti fatiscenti e malsani, in condizioni inaccettabili e che reclamava semplicemente il riconoscimento di un diritto umano, il rispetto della propria dignità".

L'ingegnere foggiano sottolinea di avere già denunciato come gli alloggi popolari risultino “nella disponibilità di noti esponenti della criminalità o di soggetti ad essa riconducibili, in qualche caso condannati con l’aggravante del metodo mafioso”. E sottolinea come la questione abbia “trovato riscontro nell'ordinanza di custodia cautelare relativa all’operazione 'Decima azione bis' in cui si contesta l’interessamento della criminalità all’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, nonché una diffusa pratica di esborso di denaro, tra gli assegnatari e gli aspiranti tali, per garantirsi l’uso di detti alloggi”.

Prosegue Cavaliere: “Un fatto di per se grave, ma l’aspetto che mi ha maggiormente colpito è che, a seguito di questa denuncia, non c’è stata una sola reazione, non un’inchiesta amministrativa, non un approfondimento della questione o una richiesta di chiarimenti, tantomeno una contestazione alla denuncia. Niente, silenzio assoluto”.

Il consigliere comunale aggiunge: “Al di là delle considerazioni che espressi in quell’occasione e cioè che è forse ipocrisia dichiarare di voler combattere il crimine se poi lasciamo che l'antistato alberghi in casa nostra, c’è un aspetto che, da un certo punto di vista, assume, a mio parere, rilevanza ancora maggiore e che la nostra coscienza non può sottacere: la rinuncia a battersi per la supremazia dei principi di giustizia e di solidarietà, equivale ad una resa”.

Quindi, sottolinea, “è inaccettabile che gli ultimi siano sempre più ultimi, che gli invisibili restino invisibili e che invece prepotenti, estorsori ed usurai beneficino di alloggi popolari costruiti con i soldi dei contribuenti, semmai vittime degli stessi delinquenti”.

Pippo Cavaliere conclude: “Se accettiamo questo stato di cose, tutto il resto è solo parvenza, ipocrisia, finzione. In questo modo, oltre al rischio di indebolire la lodevole e penetrante azione che la squadra stato/comunità sta portando avanti, lasceremo che in qualcuno si radichi l'errato convincimento che l'illegalità paga”

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