Piove nei container del Campo degli Ulivi, Cislaghi: "Sciatteria politica e mancate manutenzioni"

Il segretario del circolo CheGuevara: "Oggi ci chiediamo se quei container sono ancora adatti a ospitare nuclei familiari, se hanno ancora i requisiti di idoneità abitativa”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Si sono aperte le ‘porte di Carcassonne’ e piove dentro i container del Campo degli Ulivi. Non sono tracce di umidità ma vere e proprie infiltrazioni d’acqua piovana, che va raccolta con secchi e bacinelle, che passano tra le fessurazioni del tetto e delle pareti. Quelle stesse fessurazioni che, durante il periodo estivo, lasciano passare le blatte ospitate nelle intercapedini dei container”.

A farsi portavoce della situazione patita da tempo nei container del Campo degli Ulivi, alla periferia della città, è Giorgio Cislaghi, segretario del circolo “CheGuevara” (Rifondazione Comunista) che sottolinea come questa situazione non sia emergenziale, imprevista e imprevedibile, “ma è la conseguenza di mancate manutenzioni protratte per molti anni, molti più dell’attuale consigliatura Mongelli”.

La situazione di questo ‘campo dell’emergenza abitativa’ è il paradigma della scarsa efficienza dell’amministrazione comunale, della sua incapacità ad acquisire ‘case popolari’ al patrimonio pubblico anche quando queste sono dovute e pagate. Nel caso del Campo degli Ulivi c’è più che una scarsa efficienza, c’è stata una ripetuta dimenticanza nel far eseguire le manutenzioni regolarmente pagate, sia quando le strutture erano in affitto (500.000 euro ogni anno dal crollo di viale Giotto sino al 2009), sia quando sono state riscattate con impegno di esecuzione di tute le opere di manutenzione straordinaria necessarie”.

A distanza di anni, però, la situazione non è cambiata, tanto meno migliorata. “Ripetiamo oggi la domanda che abbiamo posto nel 2010. Perché non sono state fatte le manutenzioni necessarie, prontamente segnalate dagli assegnatari dei container, quando queste erano a carico del venditore? – continua Cislaghi - Sta di fatto che neanche dopo l‘acquisizione al patrimonio comunale sono state fatte le operazioni di manutenzione indispensabili per la cura e valorizzazione del bene comunale. Oggi ci chiediamo se quei container sono ancora adatti a ospitare nuclei familiari, se hanno ancora i requisiti di idoneità abitativa”.

Preoccupazioni che evidenziano anche la carenza di assistenza data ad un bambino ospitato in un container, insieme alla madre, dopo l’affidamento disposto dal tribunale dei minori ai servizi sociali comunali. “Come può essere tutelata la salute di un minore in queste condizioni? Si sono mai preoccupati di andare a verificare se l’unità abitativa è occupata solo da chi ne ha diritto o se è diventata una dependance del campo nomadi di Borgo? Molte sono le segnalazioni fatte dai residenti del Campo degli Ulivi che denunciano il degrado in cui è allevato il piccolo oltre ai rischi insiti nell’uso di bombole di gas per cucinare. E’ della scorsa settimana l’intervento dei carabinieri in seguito a un principio d’incendio prontamente domato dai residenti”.

"Mancate manutenzioni, carente sorveglianza dei servizi sociali che fanno urlare per l’indignazione ogni volta che è fatta la pronta manutenzione dell’area destinata a ospitare le partite di calcio ogni sabato e domenica. Mentre chiediamo alla Giunta Comunale di disporre gli interventi necessari per tutelare un patrimonio comunale dal degrado, ci domandiamo – conclude - quando la Corte dei Conti chiederà spiegazioni sulle mancate manutenzioni pagate e sui costi sostenuti per questi container, quando Asl si deciderà a verificare la salubrità degli immobili comunali, quando il tribunale dei minori si ricorderà di un bimbo affetto da problemi gravi che vive nel degrado ambientale".

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