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Alfonso De Pellegrino

Alfonso De Pellegrino

Differenziata, Foggia ferma al 10%. De Pellegrino: "Landella ha fallito gli obiettivi del piano Tari”

Il capogruppo del Partito Democratico Alfonso De Pellegrino non fa giri di parole: "Cittadini costretti a farsi carico di un fallimento amministrativo e politico; imposta l'aliquota più alta di ecotassa"

“L'Amministrazione Landella fallisce l'obiettivo della raccolta differenziata, ferma ad un misero 10%, costringe i cittadini a farsi carico del proprio fallimento amministrativo e politico imponendo l'aliquota più alta di ecotassa”. Non usa giri di parole il capogruppo del Partito Democratico, Alfonso De Pellegrino.

Nell'aprile del 2016, Landella e la maggioranza di centrodestra approvarono in Consiglio comunale il piano Tari per finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, riversando sui foggiani il peso dei 28 milioni di euro necessari alla sua attuazione. “Lo stesso piano prevedeva - continua De Pellegrino - di raggiungere il 13% di raccolta differenziata a giugno 2016, due mesi dopo l'approvazione, con un incremento del 5% necessario a scongiurare l'aumento dell'ecotassa. A fine 2016 l'obbiettivo fissato era il 14%”.

LA REPLICA DELL'ASSESSORE FRANCESCO MORESE

“Oggi, i dati diffusi sulla differenziata in Puglia indicano il 10% per Foggia e certificano il fallimento di Landella, incapace di rispettare gli impegni assunti con la città. Ancora una volta, agli annunci propagandistici seguono risultati di gestione drammatici e ci consegnano tutto il senso della precarietà e dell'emergenza a cui la nostra città è condannata nello strategico settore della raccolta differenziata. Landella ha il dovere di spiegare alla città le cause del suo fallimento, evitando di scaricare responsabilità su altri”.

Continua ancora il capogruppo: “E, se mai vorrà ammettere gli errori fatti, spieghi innanzitutto perché il contratto di servizio provvisorio per la raccolta dei rifiuti è stato prorogato per ben 9 volte in due anni e mezzo. Perché è ancora operativo il contratto sottoscritto in piena emergenza rifiuti che doveva essere sostituito con un contratto definitivo: meno oneroso per i cittadini, orientato al miglioramento degli standard qualitativi del servizio e capace di portare la raccolta differenziata al 65% come previsto dalla legge. Ma la gestione del ciclo dei rifiuti secondo Landella è fondata su discariche colabrodo, differenziata che a stento raggiunge le due cifre e imposte salatissime a carico dei cittadini”.

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