Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Delinquenti e anche omofobi. Scalfarotto prova "grande pena" sul caso Foggia e avverte: "Urge approvazione legge contro questi reati"

Il commento del sottosegretario di Stato al ministero dell'Interno "foggiano di formazione", l'on. Ivan Scalfarotto sull'aggressione avvenuta tra piazza Mercato e via Arpi la notte tra sabato e domenica

Ha difeso un giovane oggetto di insulti omofobi frapponendosi tra il ragazzo e il branco. Per questo motivo Carlos, nella notte tra sabato e domenica scorsi, tra piazza Mercato e via Arpi, è stato aggredito da un branco di almeno cinque ragazzi che gli hanno sferrato una serie di calci e pugni. Per le ferite riportate il ragazzo è stato costretto a far ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso di Foggia. 

Ivan Scalfarotto ha espresso "grande preoccupazione e grande pena" e "gratitudine per il senso civico e per il coraggio dimostrato - alla vittima. L'amica che era con lui è stata derubata dei suoi effetti personali. "L’episodio dimostra ancora una volta l’urgenza dell’approvazione di una legge contro i reati a sfondo o movente omofobico e transfobico che, come ben dimostra l’evento di Foggia, deve proteggere anche le persone che non sono fatte oggetto di violenza per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità di genere - come prevede il testo approvato dalla Camera - ma per essere state casualmente o consapevolmente, come in questo caso, coinvolte in un reato scaturito dall’odio omofobico o transfobico degli aggressori: proprio in questa direzione di ampliamento della tutela vanno gli emendamenti al testo presentati in aula da Italia Viva"

Il sottosegretario di Stato al ministero dell'Interno "foggiano di formazione" conclude: "L’auspicio è che alla ripresa dei lavori del Senato si possa giungere alla rapida approvazione di una legge che goda di un ampio consenso e che costituisca prima di ogni altra cosa lo strumento, più ampio ed efficace possibile, per reprimere i reati di odio di stampo omofobico e transfobico che sempre più spesso siamo costretti a registrare. Bisogna evitare a tutti i costi che la tentazione di combattere una pur condivisibile battaglia identitaria, lasci alla fine le vittime di questi reati ancora una volta, e chissà ancora per quanti anni, prive di qualsiasi tutela giuridica"

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