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Scene da matrimonio, Landella si 'Lega' a Salvini: il sì tra gli applausi ma la città non gradisce: "Foggia ai foggiani"

Il sindaco Franco Landella dopo 26 anni lascia Forza Italia. Con lui se ne vanno anche Consalvo Di Pasqua, Pasquale Rignanese e Dario Iacovangelo. "Non c'è nessun accordo per poltrone", garantisce Salvini

 

"Dopo 26 anni di militanza in Forza Italia, purtroppo, sono costretto a lasciare questo partito perché dopo l'ennesima umiliazione non posso continuare a subire le angherie di una classe dirigente che antepone interessi particolari ai valori della coerenza, della militanza e del consenso". È una domenica caldissima. L'area attorno al Comune di Foggia da Piazza XX Settembre è transennata e blindata, come quando Salvini arrivava in città da ministro. Il copione prevede prima l'intervento del sindaco di Foggia Franco Landella, nell'aula consiliare di Palazzo di Città, questa volta deputata a comunicazioni non proprio istituzionali, particolare non trascurabile che ha già sollevato un vespaio di polemiche. Alla sua destra c'è la cognata, Michaela Di Donna. 

Confessa di nutrire sentimenti contrastanti, gioia e dolore. Ringrazia i consiglieri comunali che gli sono stati accanto in "questi giorni drammatici". Uno su tutti: Consalvo Di Pasqua. E poi i due coordinatori cittadini Pasquale Rignanese e Dario Iacovangelo. Avevano inviato una nota al partito per sollecitare la candidatura di Michaela Di Donna ("anche loro sono stati umiliati perché non hanno ricevuto alcuna risposta"). Il coordinatore regionale di Forza Italia Mauro D'Attis si è fatto sentire solo ieri - lo mette tra le recriminazioni - ha chiamato il capogruppo di Forza Italia e attraverso Francesco Paolo Sisto ha fatto arrivare il suo messaggio anche i coordinatori cittadini. Fine delle trasmissioni. "Se ne va la storia del partito", dirà Landella. Con loro passerannno alla Lega anche "altri rappresentanti delle varie liste".

"Non è un problema personale è uno schiaffo all'intera classe dirigente locale", chiarisce, prima di togliersi tutti i sassolini dalla scarpa. "Forza Italia ha favorito l'ingresso dei campioni del trasformismo, di cui uno è noto che vive anche una situazione giudiziaria particolare. Hanno scelto i campioni del trasformismo rispetto alla militanza e al consenso, perché abbiamo constatato che in Forza Italia il consenso fa paura, essere uomini liberi di esprimere il proprio pensiero e il proprio dissenso nel confronto democratico non fa parte del partito, di una classe dirigente che ha macchiato anche l'immagine di Berlusconi, che povero uomo a 84 anni ritengo che sia anche condizionato dal cerchio magico da donnine che vivono di luce riflessa e vogliono condizionare il partito. Penso che sia una vergogna politica, un'offesa a chi ha militato per tanti anni, che ha anche un pizzico di sessismo, perché probabilmente per Forza Italia le donne servono soltanto per dare la spintarella ai maschietti, questi maschietti che hanno paura delle donne". Sull'altro convitato di pietra, Fratelli d'Italia, Franco Landella non proferisce parola ("non mi interessa").

Finita la filippica, con fare teatrale lascia per pochi istanti l'aula e ritorna con Matteo Salvini: "Vi presento la mia gioia, il leader indiscusso del centrodestra. Oggi su questo campanile svetterà la bandiera della Lega". Questa scelta è maturata perché ho apprezzato Salvini la prima volta che l'ho incontrato in una manifestazione a Firenze, quando c'era il governo Renzi. Non ha dato spazio ai parlamentari, agli amici degli amici, ma ai sindaci".

Dopo il vessillo, un'altra frase farà infuriare opposizioni e detrattori e scatenerà più tardi il vento del dissenso: "Matteo, io consegno questa amministrazione comunale nelle tue mani". Sui social le reazioni veementi dei cittadini: "Foggia ai foggiani, Foggia non si Lega"​. 

Poi tocca al Capitano che, con una nota a margine, appena prende la parola, non si trattiene sull'annullamento dell'evento in Confindustria: "Io sto incontrando imprenditori e Confindustria in tutta Italia. È bizzarro che a Foggia invece qualcuno da fuori, da sinistra, decida chi si può incontrare e chi no. È un elemento in più per vincere le elezioni, perché fare impresa a Foggia e in Puglia possa essere una libera scelta e chiunque possa aprire le porte della sua azienda a chi vuole, senza dover chiedere il permesso a Emiliano".

A proposito del governatore uscente dirà che è "arrivato a contare a sostegno di Emiliano circa 77 liste, alcune delle quali prese dall'album delle figurine. Hanno dimostrato una fantasia notevolissima però è sintomo di paura". Brinda anzitempo a un sindaco leghista, Primiano Di Mauro, unico candidato nel feudo dell'europarlamentare Massimo Casanova: "Ieri col deposito delle liste abbiamo già eletto il primo sindaco della Lega in Puglia a Lesina, ancor prima del confronto elettorale".

Arrivato con un'oretta d'anticipo, riferisce i contenuti dell'incontro con Franco Landella: "Abbiamo parlato non di poltrone, non di incarichi ma di Foggia, di lavoro, infrastrutture, sanità e futuro". E sul suo libro degli ospiti Salvini ha scritto: "Quello di oggi non è un punto di arrivo ma un punto di partenza". Ma perché, a questo punto, la Lega non ha candidato Michaela Di Donna? "Non ce l'ha chiesto". A bassa voce il sindaco ripeterà "mai chiesto". A sentire  i diretti interessati, l'operazione - orchestrata da Raimondo Ursitti, vice segretario regionale - non prevederebbe particolari benefit: "Non c'è nessun accordo, c'è il sindaco che con tanti amministratori locali aderisce alla Lega senza aver chiesto niente e senza aver ottenuto niente". Però in un passaggio lascia intendere che ci sono margini per incarichi: "Dal 22 ci sarà bisogno non di un uomo solo al comando e ci sarà necessità di rafforzare una squadra che per non cinque ma almeno dieci anni si prenderà cura di questa terra, sicuramente di fianco a me e alle mie spalle ci sarà qualcuno che rappresenterà Foggia e i foggiani in Consiglio regionale sia eletto direttamente dai cittadini che con incarichi per governare questa terra". Il sindaco annuisce. 

"Sono un uomo della Lega e ne sono orgoglioso", dirà Franco Landella indossando la spilletta per sfoderare poi il suo solito gesto della vittoria nelle foto di rito. Scatta l'ultima istantanea della giornata davanti al portone monumentale del Comune di Foggia. Scene da un matrimonio.

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