Abolire le commissioni circoscrizionali? Poliseno: "Propaganda populista e dannosa"

Per il consigliere della II Circoscrizione "Centro" Mario Poliseno, la proposta di Piemontese "è riflesso di un centrosinistra comunale allo sbaraglio"

Mario Poliseno

La proposta del presidente del Consiglio comunale Raffaele Piemontese di abolire le commissioni circoscrizionali e consentire un solo consiglio al mese non può essere accettata in quanto priva di senso ed iniqua, oltre che lesiva del dibattito politico cittadino. Il tutto è molto strano se si pensa che tale proposta deriva addirittura da uno dei maggiori esponenti locali di un partito che si definisce, stando a quello che dice il proprio simbolo, "democratico".

Ci tengo a sottolineare, innanzitutto, che i consiglieri circoscrizionali effettuano le commissioni per mettere a punto i progetti da portare in Consiglio, dove saranno approvati. Eliminarle, quindi, impedirebbe alle circoscrizioni di poter funzionare rendendo così, grazie alla proposta di Piemontese, gli enti davvero inutili con tanto di costi relativi al personale dipendente che rimarranno comunque a carico di tutta la cittadinanza.

Le circoscrizioni inoltre, non dimentichiamolo, sono quel luogo dove il cittadino può recarsi per segnalare una qualsiasi disfunzione: dalla presenza di fossi sul manto stradale alla richiesta di potatura, passando per la segnalazione di mancanze di rampe per diversamente abili, senza bisogno di avere santi in paradiso.

Sono davvero innumerevoli le richieste di questo tipo che le tre circoscrizioni hanno inoltrato al Comune in questi ultimi anni e parecchie di queste sono state accolte positivamente e senza fare troppi proclami. Da ultimo non dimentichiamo che i consiglieri circoscrizionali assolvono al proprio compito gratuitamente, senza percepire alcun gettone di presenza e forti di un mandato popolare che la città ha voluto affidare loro liberamente. Passione allo stato puro, non assolvono certo a tale compito per fare un piacere al presidente Piemontese!

La motivazione da lui addotta, sarebbe quindi di ordine economico: tagliare le commissioni consentirebbe di avere un risparmio di circa 100 mila euro all'anno: se l'obiettivo è questo, devo eccepire che la stessa cifra la si potrebbe recuperare molto più velocemente se i consiglieri comunali e gli assessori rinunciassero ad una sola delle loro mensilità, senza dover ricorrere alla soppressione di enti eletti democraticamente che alimentano vivacemente il dibattito politico della città.

Al Piemontese, inoltre, credo che sfugga che la cittadinanza non è indignata per i costi marginali delle circoscrizioni, bensì per costi ben maggiori, come ad esempio i lauti compensi che percepiscono i nostri dirigenti comunali. Inoltre, la proposta di Piemontese parla di tagli ma non specifica quali sarebbero i benefici che si potrebbero raggiungere: se accettassimo di rinunciare al dibattito ed al confronto politico, impedendo ai consiglieri circoscrizionali di potersi esprimere, quale sarebbe il beneficio che la città ne ricaverebbe? Come sarebbero impiegati i fondi recuperati? E soprattutto come saranno prese in considerazione le nostre opinioni a riguardo? Il sospetto è che stiamo parlando con persone che sostengono che quello che è mio non si tocca mentre su quello che spetta agli altri si può trattare.

Il timore più "sinistro" è invece che questa proposta sia una trovata da campagna elettorale per evitare la fuga di voti che il centrosinistra sta subendo, giorno dopo giorno, a favore di movimenti attivisti che cavalcano l'onda dell'antipolitica. Se così fosse devo asserire che è ridicolo il tentativo della politica di somigliare a quella che è dichiaratamente l'anti-politica.

La politica deve nobilitare se stessa con progetti di ampio respiro che permettano a chi ha voglia di impegnarsi e di poter assolvere il proprio compito negli interessi dell'intera comunità cittadina e che possano così crescere in un contesto in cui varie correnti di pensiero si confrontino continuamente al fine di giungere ad una soluzione ottimale; non di certo imitando movimenti improvvisati che si illudono di risolvere ogni problema tagliando a destra e manca in maniera schizofrenica, lasciando così intere popolazioni nelle mani di poche persone.

Sia ben chiaro: la politica deve programmare, l'anti-politica esiste, invece, per improvvisare, cogliendo quelle che sono le emozioni del momento. Quindi, il  nostro obiettivo comune deve essere quello di trasformare la politica in buona politica e non in anti-politica, imbavagliandoci a vicenda!

La mia proposta è di salvare le commissioni circoscrizionali impegnandomi ad un confronto aperto e trasparente che possa portare ad una rivisitazione degli orari in cui queste possano essere svolte, in maniera tale da ridurre al minimo i costi per i permessi lavorativi, perché credo anch'io che in questo periodo difficile sia giusto fare ognuno la propria parte: è l'esempio migliore da dare.

Sono invece assolutamente contrario alla loro soppressione, che è pur sempre una rinuncia e una perdita per tutti quanti. Colgo l'occasione per rilanciare dicendo che è mia ferma intenzione impegnarmi per salvare le circoscrizioni anche nella prossima legislatura, dove non sarà più possibile effettuare rimborsi di qualunque tipo, in maniera tale da dare ai tanti giovani attivisti della nostra città una chanche per mettere in gioco le loro idee e poter includere anche loro nel futuro confronto politico cittadino arricchendolo di entusiasmo e vivacità, istituzionalizzando, così, il loro impegno, che è già da oggi gratuito e dettato esclusivamente dalla passione e dal loro amore per il futuro della città.

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Concludo dicendo che chi scrive non è un lavoratore dipendente, né tantomeno mira ad esserlo. Non ho quindi mai usufruito dei permessi lavorativi a carico del Comune che permettono ai consiglieri-lavoratori dipendenti di poter assolvere al compito istituzionale che la popolazione ha affidato loro.

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