Fare per capire: l’ABC dell’operatore socio sanitario è tutto nella pratica

Sei interessato a una carriera da OSS? Scopri in cosa consiste veramente e indossa la tua divisa

Costituiscono la forza trainante della sanità italiana, rappresentano un supporto valido e affidabile in contesti spesso difficili, sono l’anello invisibile tra infermieri e paziente e sono in grado di lavorare nei più diversi contesti, dalle strutture pubbliche a quelle private, dalle case di riposo alle RSA, dalle case famiglia alle comunità terapeutiche di tutta Italia: sono gli operatori socio sanitari, i cosiddetti OSS, professionisti che scelgono di dedicarsi, con il proprio lavoro, ai pazienti, non ottenendo magari la “gloria” raggiunta da dottoroni e chirurghi super-star, ma impegnandosi quotidianamente e costantemente per mandare avanti con serietà la grande macchina della sanità pubblica e privata.

Questo, però, è ciò che gli OSS rappresentano per gli addetti del settore. Ma cosa vuol dire veramente essere un operatore socio sanitario? Chi si nasconde dietro quella divisa? Essere un OSS significa fare una scelta precisa di vita, significa studiare, esercitarsi e prepararsi a una carriera a contatto con persone, i pazienti, che si appoggeranno a te per tutto, significa duro lavoro e tanto impegno, ma significa anche donare il conforto di un sorriso quando serve, di un braccio a cui appoggiarsi quando si crede di non farcela, di una parola di comprensione anche al più rassegnato dei pazienti. Lo sa bene Concetta, ormai OSS da diversi anni, quando ci rivela in un’intervista, che “Il nostro lavoro non è un lavoro facile, lavoriamo con persone fragili e non possiamo improvvisare”.

E cosa si ottiene in cambio? Oltre all’ovvia retribuzione economica, si ha la possibilità di entrare realmente in contatto con le persone: per ogni sorriso si otterrà un ringraziamento sincero, per ogni parola detta si conoscerà una storia di vita sempre diversa, per ogni braccio messo a sostegno dell’altro si vivrà un’esperienza nuova e sconosciuta. Questi sono i regali che, senza neanche rendersene conto, fanno i pazienti a chi si prende cura di loro con impegno e professionalità.

Il Centro di Formazione Professionale Scuola e Lavoro, da sempre impegnato nel dare alle persone una formazione professionale e umana, ha istituito un corso dedicato a chi, 17 anni compiuti e in possesso del diploma della scuola dell’obbligo, è interessato a intraprendere la carriera di Operatore Socio Sanitario. Al grido di “fare per capire”, la scuola si distingue dalle altre strutture concorrenti per l’elevata attenzione che pone sulla parte pratica della professione. Il corso infatti dura 1000 ore, suddivise in 450 ore di lezioni in aula e formazione a distanza, 450 ore di tirocinio e altre 100 ore di esercitazioni pratiche. Gli stage e i tirocini vengono svolti in strutture sanitarie pubbliche, strutture socio assistenziali private e ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) convenzionate, site in Abruzzo, Molise e Puglia.

Autorizzato dalla Regione Molise, il corso prevede il rilascio dell’attestato di qualifica professionale di Operatore Socio Sanitario riconosciuto dalla legge 854/78 e valido su tutto il territorio nazionale. Un efficace lavoro di placement, poi, supportato dalla forte collaborazione di Scuola e Lavoro con le aziende e i professionisti del territorio, favorisce gli studenti in un rapido ingresso nel mondo del lavoro, non solo nel periodo di formazione con l’attivazione di tirocini e stage, ma anche e soprattutto una volta terminato il corso.

Maria Teresa, ex studentessa e oggi OSS a tutti gli effetti, conferma le aspettative con le quali si era iscritta al corso: “A 50 anni avevo deciso di rimettermi in gioco per provare a riqualificarmi, per questo ho scelto il corso di OSS di Scuola e Lavoro. Il corso mi ha permesso di reinserirmi da subito.

Quello dell’OSS è un lavoro prettamente pratico e, come tale, serve tanta esperienza che solamente ore e ore di esercitazione e lavoro sul campo possono garantire. Il corso organizzato da Scuola e Lavoro - come quello in partenza il 24 ottobre - punta proprio a questo: formare OSS di esperienza, che possano offrire un valido ed efficace contributo tra le corsie di qualunque struttura sanitaria.

Ed è ancora Maria Teresa a darci la giusta motivazione per una scelta di questo tipo: “La formazione, fatta bene, fa la differenza e ci rende competitivi.

Se anche tu sei pronto a metterti in gioco in prima persona per imparare facendo, non ti resta che visitare il sito, iscriverti al corso e… indossare la tua divisa.

In Evidenza

I più letti della settimana

  • Zona gialla in Puglia ipotesi "elevata". Verso il ritorno dell'autosegnalazione: "Magari con la prenotazione del tampone"

  • La nuova ordinanza di Emiliano sulle scuole in Puglia: "Quella che sto per emanare rinnova le disposizioni in vigore"

  • La Puglia diventa gialla: da domenica riaprono bar e ristoranti (fino alle 18) e via libera agli spostamenti tra comuni

  • Choc a Foggia, ragazza aggredita senza motivo in zona Sacro Cuore: "Ho avuto paura, sono scossa"

  • Tragedia sul lavoro in provincia di Foggia: agricoltore travolto e ucciso da un muletto

  • Tragedia sulla A14: uomo si toglie la vita lanciandosi da un ponte

Torna su
FoggiaToday è in caricamento