Lunedì, 2 Agosto 2021
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Pesce tracina: come riconoscerlo e cosa fare in caso di puntura

Cos'è il pesce tracina, come riconoscerlo e cosa fare in caso di puntura. Ecco tutti i consigli per prestare attenzione se si è al mare

Credits: @Wikipedia

Il pesce tracina vive sui fondali sabbiosi ed è un tipico abitante dei nostri mari. Ha delle spine sulla pinna dorsale e in caso di puntura bisogna sapere come intervenire, per riuscire a lenire e calmare il dolore.

Il pesce tracina noto anche come pesce ragno, si mimetizza ed è difficile da individuare quando si è in acqua. 

Pesce tracina: caratteristiche

Il pesce tracina è lungo e con degli aculei dietro alla testa e prima della pinna dorsale, possiede circa 5-7 spine. La pinna con i pericolosi aculei si riconosce perché è di colore nero.

Quando è a riposo la spina velenifera è sempre abbassata, ma se ci si avvicina troppo il pesce avverte il pericolo e fa fatta scattare la pinna che si apre come un ventaglio. Le tracine possono usare la spina velenifera anche per colpire le prede, rendendo più agevole la cattura.

Cosa fare in caso di puntura da tracina

Se si cammina in acqua e malauguratamente ci si imbatte nella puntura da tracina, gli aculei penetrano nella pelle e rilasciano una tossina responsabile del dolore intenso. Nel punto dove è avvenuto il contatto con l'aculeo si verifica l'arrossamento e il gonfiore.

Il dolore si irradia velocemente dalla zona colpita a tutto l'arto interessato; in più, l'intensità del dolore è tanto maggiore quanta è la quantità di veleno iniettato e il numero di spine penetrate.

Il picco del dolore si raggiunge dopo circa mezz'ora dalla puntura e può perdurare anche fino a qualche ora, se non giorni. Il veleno, però, non è tra quelli considerati come pericolosi per la vita dell'uomo, anche se la sua intensità può causare spiacevoli inconvenienti come:

  • vomito
  • nausea,
  • febbre.

Cosa fare in caso di puntura? La prima cosa da fare è pulire tutta la zona colpita; un altro consiglio è immergere la parte, di solito il piede, in acqua molto calda perché le molecole tossiche si disgregano con il calore.

Ricordati di evitare l'uso di ghiaccio e ammoniaca, e in caso di dolore molto forte è opportuno consultare il proprio medico curante.

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