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Mobilità sostenibile, Prc: “Fallito il piano di ridurre il traffico in centro”

Il segretario del circolo "Che Guevara" propone una serie di soluzioni a costo zero: "Da parte delle amministrazioni pubbliche non c'è la volontà di avviare politiche per la "mobilità sostenibile"

L’Ataf è andata vicina alla dichiarazione di fallimento a causa dei debiti dell’amministrazione comunale verso la società partecipata, circa 10 milioni di euro. Debito ridotto con il trasferimento di proprietà immobiliari (due parcheggi scoperti). Modalità questa - che secondo Giorgio Cislaghi - non permette all’azienda che gestisce il trasporto pubblico di avere liquidità ma le rende ugualmente più agevole la ristrutturazione del debito.

“Nonostante gli introiti derivanti dal piano di sosta tariffata, quello della mobilità sostenibile ha fallito l’obiettivo di ridurre il traffico in centro, non ha portato all’avvio del “Park and Ride”, non ha incrementato le piste ciclabili e non ha invogliato all’uso del mezzo di pubblico trasporto” dichiara l’esponente del Prc

Anche per ATAF, purtroppo, viene da dire che “non mancano le risorse, mancano le idee” tuona Cislaghi – che aggiunge – “Se per motivi economici non si possono fare gli investimenti promessi, come l’acquisto degli autobus ricondizionati, o se bisogna aspettare tempi migliori per incrementare le piste ciclabili e fare la manutenzione necessaria, si poteva elaborare il “piano per la mobilità sostenibile” e rendere pubblici i motivi che ne impediscono l’immediata realizzazione.

Nonostante le ristrettezze economiche, per i componenti del circolo “Che Guevara” è possibile avviare iniziative utili a ridurre la pressione del traffico sulle zone centrali con l’istituzione di un mini “Park and Ride” nel parcheggio di viale Fortore, 300 posti auto, che andrebbe collegato a piazza Cavour con un servizio navetta, come sarebbe altrettanto possibile promuovere l’uso del mini parcheggio di via Manfredi, 60 posti, includendo il biglietto dell’autobus nel costo e a tariffa agevolata della sosta. “Questo permetterebbe l’ingresso in centro di centinaia di persone decongestionando il traffico” aggiungono.

Sarebbe auspicabile altresì permettere la circolazione delle biciclette nelle corsie riservate agli autobus, che agevolerebbe gli spostamenti dei ciclisti. Istituire le zone di parcheggio per le motociclette, peraltro previste dal regolamento della sosta al punto 5 dell’articolo 2, invoglierebbe l’utilizzo di questo mezzo.

“Queste sono proposte a costo zero e subito realizzabili. Non siamo più disposti a tollerare un eloquente silenzio. Resta solo da constatare anche che è miseramente fallito il “bike sharing” promosso dalla provincia e delle biciclette sotto le pensiline restano ormai solo pochi esemplari usabili.

Questo rimarca la convinzione che non vi sia la volontà di avviare politiche per la “mobilità sostenibile” da parte delle amministrazioni pubbliche locali e che i piani, se calati dall’alto senza il coinvolgimento della popolazione, siano destinati a fallire miseramente”

 

          

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