Parcheggi: Pdl: “Multe ingiustificate”. Prc: “Mobilità sostenibile”

Un ausiliare del traffico aveva denunciato sul profilo del sindaco di aver ottenuto il rinnovo contrattuale di un solo mese a causa del quantitativo troppo esiguo di contravvenzioni elevate

Ausiliari del traffico

Pdl e Prc non ci stanno e replicano al comunicato stampa dell'Ataf, ente gestore del piano parcheggi sulla questione degli ausiliari del traffico che - secondo alcuni - sarebbero costretti a comminare più multe per assicurarsi il proseguio del rapporto lavorativo.

D'EMILIO E CUSMAI - "Quella di esprimere opinioni non equilibrate o, peggio, senza cognizione di causa è una prassi che non ci è mai appartenuta, ragion per cui ci appare opportuno replicare a quanto dichiarato dall'ing. Mazzamurro sulla produttività degli ausiliari del traffico e sui relativi rinnovi contrattuali.

La nostra scelta di prendere posizione sulla questione, a mezzo stampa, non è stata altro che una scelta legittima, equilibrata ed oculata, concorde al nostro dovere istituzionale di rappresentare le istanze dei cittadini e “girarle” al primo cittadino.

Una scelta peraltro non campata in aria ma conseguente ad una denuncia pervenutaci privatamente in data 17 febbraio da un ausiliare del traffico attraverso un messaggio privato (tuttora verificabile) di un notissimo social network.

Sempre attraverso il medesimo social network, lo stesso ausiliare del traffico aveva peraltro già denunciato pubblicamente, sul profilo del sindaco, di aver ottenuto il rinnovo contrattuale di un solo mese a causa del quantitativo troppo esiguo di contravvenzioni elevate durante le sue ore di lavoro.

Di qui le nostre perplessità sui criteri di produttività collegati ad un quantitativo di contravvenzioni ed il successivo equilibrato invito al primo cittadino di fare chiarezza sulla questione sollevata dall’operatore, in modo tale da verificare la veridicità della denuncia e, solo in caso di riscontro positivo, intervenire presso la dirigenza dell’Ataf per indurla ad invertire la tendenza.

Come ampiamente dimostrabile da tutti gli organi di stampa, infatti, il nostro monito cominciava con questa doverosa premessa ipotetica: "se questa infelice circostanza dovesse trovare conferma”. Nessun commento o valutazione, da parte nostra, sull'efficienza e sull'inappuntabilità della gestione aziendale Ataf.

Detto questo e prescindendo dalle varie campane più o meno faziose, resta il disappunto dei cittadini che lamentano quotidianamente contravvenzioni ingiustificate anche in presenza di tagliandi di pagamento o di permessi per residenti.

Segno che, evidentemente, gli ausiliari del traffico sono in qualche modo sottoposti a pressioni psicologiche in merito al quantitativo di multe da elevare per fare cassa. Altrimenti, a rigor di logica, non si spiegherebbero le centinaia di multe comminate anche in assenza di infrazioni regolamentari.

A tal proposito, al fine di evitare le valanghe di ricorsi che, oltre al controproducente appesantimento burocratico, comportano spese inutili sia per i cittadini che per il Comune, suggeriamo all’Ataf di configurare un sistema che permetta di inserire le targhe dei residenti muniti di permesso in un database generale in modo tale da annullare in automatico le contravvenzioni elevate erroneamente alle autovetture abilitate al parcheggio gratuito. Chiediamo, altresì, quali sono stati i vantaggi, in termini di ricavi, ottenuti in questi primi quattro mesi di piano sosta tariffata"

CIRCOLO PRC - "Gli esponenti del PDL hanno memoria corta, il pareggio dei conti, per le aziende partecipate, è un obbligo di legge voluto dal governo Berlusconi e mai, da loro, criticato. Il pareggio dei conti, per ATAF, si poteva conseguire in due modi: aumentando le tariffe del biglietto e degli abbonamenti o introducendo altri servizi nelle competenze dell’azienda.

Si è preferito scegliere la seconda ipotesi, con l’affidamento della riscossione della sosta tariffata, affidando ad ATAF il compito di occuparsi della “mobilità sostenibile”, cioè di scoraggiare l’uso dell’auto privata per spostarsi in città, e l’estensione delle aree di sosta a pagamento è la prima misura adottata. I benefici ottenuti, la diminuzione del traffico in centro e l’inquinamento dell’aria, sono verificabili da chiunque, come vi è stato un significativo aumento dell’uso dei mezzi di trasporto pubblico.

L’altro beneficio ottenuto dall’affidamento ad ATAF della riscossione della sosta è stato l’assunzione del personale impiegato dalle cooperative cui erano affidatarie del servizio, dipendenti precari e, per questo, ricattabili il cui unico mandato era riscuotere quanti più soldi possibili.

L’affermazione da parte della direzione di ATAF che “i controlli che ATAF effettua sull'operato degli ausiliari del traffico attengono esclusivamente alla verifica del giusto svolgimento in termini di assiduità, correttezza, attenzione ed efficacia delle attività di controllo della regolarità della sosta a pagamento e di sanzionamento delle irregolarità nei termini previsti dalla legge e dal contratto collettivo nazionale di lavoro” ci lascia esterrefatti perché il mandato degli ausiliari del traffico non può essere solo repressivo ma, anzi, deve svolgere la funzione di promuovere la mobilità sostenibile scoraggiando la sosta abusiva.

Per questi motivi chiediamo ad ATAF di rivedere i metri di valutazione del personale addetto al controllo della sosta chiedendo loro più impegno nello scoraggiare, e reprimere se il caso, la sosta in doppia fila, sui marciapiedi o strisce pedonali, in altre parole di attenersi più scrupolosamente al mandato, promuovere la mobilità sostenibile, ricevuto dai suoi proprietari: la comunità foggiana.

A questo riguardo, rivendicando la primogenitura del piano per la mobilità sostenibile, chiediamo ad ATAF di rendere pubblica la tempistica per l’avvio del “Park and ride” con l’istituzione dei posteggi di scambio, per l’implementazione e la manutenzione delle piste ciclabili perché, in mancanza di questi ulteriori investimenti, non ha senso parlare di mobilità sostenibile e la sosta tariffata diventa solo un mezzo per ripianare i debiti di ATAF e venderla, in parte ai privati, come ha stabilito il governo Berlusconi in disprezzo della volontà popolare espressa anche dal risultato referendario."

FABRIZIO TATARELLA - "Comunque la si guardi, è una storiaccia, quella dei parcheggiatori a cui si chiede di “produrre multe”.

La denuncia di Francesco D’Emilio, ripresa dalla Cisl, non ha ricevuto risposte convincenti. Il riferimento fatto dall’Ataf (l’azienda pubblica titolare del servizio) a presunti comportamenti scorretti attuati in passato, più che negare, sembra confermare che gli ausiliari sono visti come procacciatori di reddito, e che l’elevazione di un numero di sanzioni elevato è considerato una benemerenza. In realtà, come sempre, il difetto sta nel manico. Il Comune ha usato in modo selvaggio ed indiscriminato lo strumento delle strisce blu (ed oggi, alla luce della sentenza del Tar ligure, rischia di aver fatto i conti senza l’oste); la possibilità per gli ausiliari della sosta di elevare ammende solo per scadenza o assenza del tagliando e non per le infrazioni al codice della strada, fa sì che gli automobilisti si parcheggino dappertutto tranne che negli stalli, confidando nella scarsa presenza dei vigili urbani. È possibile che questo fenomeno, unitamente a quello della contraffazione dei tagliandi, abbia creato un flusso di risorse inferiore al previsto, che determina una più forte pressione sanzionatoria. A noi sembra che Ataf e Comune debbano piuttosto prendersela con la “mano invisibile” di Adamo Smith: un rincaro spropositato delle tariffe (salite repentinamente del 60% senza distinzione di zona) ha determinato un minore afflusso di auto (perché la gente si organizza con i mezzi pubblici, condivide le auto ecc.). D’altronde è visibile a occhio nudo la maggiore disponibilità di parcheggi: è inutile quindi prendersela con l’ultimo anello della catena se si sono sbagliate le previsioni".

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