Cgil: “No aumento Tarsu, avviare gestione integrata ciclo rifiuti”

“Un aumento indiscriminato colpisce tutti i cittadini, senza logiche premiali. Che ovviamente non sono immaginabili fin quando non si procederà ad un serio piano di gestione integrata del ciclo dei rifiuti a cominciare dalla raccolta differenziata”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Ancora una volta la manovra economica varata del governo colpisce gravemente gli enti locali con ulteriori tagli ai trasferimenti, con i Comuni che nella maggior parte dei casi si vedranno costretti o a tagliare i servizi per la collettività o ricorrere alla leva fiscale a carico dei cittadini". E’ quanto denuncia la segreteria provinciale della Cgil di Capitanata. Un esempio concreto viene dal Comune di Foggia “che ha deciso di aumentare la Tarsu”.  Ma se da un lato “comprendiamo le difficoltà di bilancio cui il Comune deve far fronte”, il piano paventato dall’amministrazione comunale di Foggia di aumento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, “per diversi ordini di motivi – che riguardano sia la tempistica che il merito del provvedimento – ci trova in disaccordo”.

Per la Camera del Lavoro di Foggia infatti “non è pensabile che con la sola Tarsu si possa coprire l’intero costo del servizio pubblico per la città capoluogo. Un aggravio che colpirebbe le famiglie in un periodo in cui redditi e pensioni sono colpiti così duramente dalla crisi, dall’emorragia di posti di lavoro, dalla diffusa cassa integrazione, dall’aumento generalizzati dei prezzi e di altre tariffe”. Va detto anche che “chiedere un ulteriore contributo così oneroso ai cittadini in un momento in cui non si riesce in maniera organica e continuata a far fronte al servizio di raccolta dei rifiuti nella città, è scelta impopolare che non può trovare ragione in mere logiche di bilancio”.

Inoltre, sottolineano al sindacato di via della Repubblica, “la legge – in attesa dell’applicazione della TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale - da tempo prevedrebbe la Tarsu come tariffa, modulata sull’effettiva produzione di rifiuti in termini sia quantitativi che qualitativi. Un aumento indiscriminato colpisce invece tutti i cittadini, senza logiche premiali. Che ovviamente sono inimmaginabili fin quando non si procederà ad un serio piano di gestione integrata del ciclo dei rifiuti per la città di Foggia”.

Emblematici i dati sulla differenziata nella città capoluogo, sostiene la Cgil: “A fronte di una produzione annua pro-capite di 563 kg per abitanti di rifiuti, che posiziona Foggia al 50esimo posto nella graduatoria nazionale, stando ai dati dell’indagine sugli Ecosistemi Urbani di Legambiente la percentuale di differenziata sul totale è di poco superiore al 10%, che ci posiziona al 93esimo posto”. La raccolta differenziata non è solo “uno dei sistemi più efficienti per fronteggiare le emergenze, perché consente di ridurre i rifiuti da conferire in discarica, ma permette anche una valorizzazione economica degli stessi e alimentando anche gli impianti già realizzati con oneri considerevoli. Solo così è immaginabile costruire una tariffa ‘personalizzata”, coprendo integralmente i costi degli investimenti e dell’esercizio del servizio pubblico, e non gravando per intero sulle spalle dei contribuenti”.

A tal proposito, chiede la Cgil di Foggia, “che fine hanno fatto le 30 isole ecologiche interrate, capaci di gestire tre tipologie di rifiuti, che funzionavano con tessere magnetiche inviate ai cittadini, che pesavano e valutavano qualitativamente i rifiuti conferiti? Che fine hanno fatto i programmi di sperimentazione di raccolta porta a porta, per i quali sono stati acquistati, con oneri notevoli per la collettività, migliaia di cassonetti che giacciono accatastati nei piazzali dell’azienda di igiene urbana?”.

Nel mentre si avanzano critiche agli amministratori cittadini, “per la Cgil sarebbe però coerente da parte di tutti ricordare sempre come il Governo nazionale continui nell’opera di impoverimento dei territori con la sottrazione di risorse agli enti locali, previste anche nell’ultima manovra economica. Nella quale addirittura si prevedono risorse speciali da assegnare ad una città come Palermo proprio per l’emergenza rifiuti: viene facile pensare solo perché quel Comune è amministrato da una giunta di centrodestra. Crediamo che così come non possono e non devono esistere cittadini di serie A e serie B, non dovremmo fare due pesi e due misure nel giudicare chi amministra e governa nel nostro Paese”.
 

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