Masseria Giardino: da patrimonio storico-agricolo a parco fotovoltaico

Cresce il fronte dei "no". Il Comune incasserà 1mln e 200mila euro all'anno per 20 anni. In molti speravano in un progetto di recupero ambientale, storico e culturale dei 300 ettari tra terreni e caseggiati

A Palazzo di Città non preoccupa soltanto la questione rifiuti, ma anche le divergenti vedute legate alla questione di Masseria Giardino, l’antica abitazione costruita dal marchese D’Avolos o Federico II di Svevia che si appresta a diventare, per circa il 70% dei suoi 300 ettari (tra caseggiati e terreni agricoli), un Parco fotovoltaico.

Masseria Giardino è frutto di una donazione fatta al Comune di Foggia. Un gioiello di famiglia appunto, il cui diritto di superficie ventennale è stato assegnato alla ditta barese Trade Management Energia. Operazione per la quale le casse comunali incasseranno circa 1mln e 200mila euro l’anno; che però ha provocato la rabbia delle forze politiche di opposizione, ma anche il dissenso di qualche componente della maggioranza (D’Urso, Clemente, D’Agnone e Mennuno più di tutti). Politicamente, e forse anche giuridicamente, il problema nasce dal fatto che non si è proceduto all’individuazione dell’aggiudicatario del diritto di superficie  con un regolare bando ad evidenza pubblica, ma con un bando cosiddetto esplorativo (indagine di mercato). Bruno Longo è tra i più perplessi.

220 ettari di terreni agricoli saranno soggetti a cambio di destinazione d’uso e verranno convertiti in terreni industriali. Per la società civile e per il mondo dell’associazionismo il primo problema da scongiurare sarebbe quello delle ripercussioni future dovute ai 220mq di silicio, che negli anni rischierebbe di sterilizzare i terreni. In parecchi avrebbero preferito che l’area fosse stata soggetta a un’operazione di recupero ambientale, storico e culturale, piuttosto che a un progetto di carattere industriale, anche se a favore delle energie rinnovabili. Certo è, che nessuno o quasi, sembra puntare il dito contro il fattore “energie rinnovabili”.

La Flai Cgil ha criticato fortemente il progetto dell’impianto fotovoltaico approvato dalla giunta Mongelli. “Al di là del valore storico dell’immobile, che potrebbe essere recuperato e destinato a fini sociali – commenta Daniele Calamita, segretario generale della Federazione dei Lavoratori Agroalimentari – già in passato abbiamo denunciato il rischio che corre l’agricoltura dauna, colpita da una forte crisi e che trova molti proprietari disposti a fittare terreni coltivabili, spesso in maniera selvaggia, per far spazio a impianti eolici e fotovoltaici. Una continua erosione del patrimonio agrario che rischia di affondare un settore vitale per la nostra economia”.

Legambiente: "Masseria Giardino" è un complesso monumentale, posto al centro di un'area agricola di proprietà comunale che si estende per oltre 400 ettari, costruito nel 1600 dal marchese d'Avolos e donato al comune, all'inizio degli anni '20. Esso è uno dei pochi esempi ancora esistenti di struttura fortificata della Daunia, fra l'altro è inserita nel Parco Regionale dell'Incoronata, che invece di essere utilizzata per scopi non propri va salvaguardata per essere valorizzata per la sua reale funzione, che ha avuto nel passato e per quello che può e deve rappresentare oggi per tutti i cittadini foggiani".

Per il capogruppo del Pdl a Palazzo di Città, Francesco D’Emilio, “La realizzazione del parco fotovoltaico di 200 ettari Masseria Giardino, approvata qualche giorno fa dall'amministrazione Mongelli, configurerebbe una vera e propria violenza all’intero complesso monumentale inserito nel Parco Regionale dell’Incoronata, convertendo la destinazione del terreno da agricola ad industriale ed intaccando irreversibilmente il grande valore storico dell’immobile risalente al diciassettesimo secolo, inserito in un’area pregiata dal punto di vista agricolo, archeologico, naturalistico e paesaggistico

Circolo Sel "Peppino Impastato": "Premesso che il "Circolo Impastato" ritiene sacrosanto lo sviluppo delle energie rinnovabili come unico scenario possibile per uno sviluppo energetico ecosostenibile, è inammissibile che mostri come quello destinato ai 200 ettari di Masseria Giardino vadano ad inficiare il patrimonio storico, culturale e naturalistico che la stessa rappresenta. Ancor più grave quando una scelta scellerata di queste dimensioni è fatta da un’amministrazione comunale”.

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