Al via “Zapoj World One Way”, la rassegna Sound e birre da tutto il mondo (o quasi)

Un piccolo giro del mondo attraverso sette sonorità distinte, ciascuna abbinata ad una birra artigianale a seconda del territorio. È Zapoj World One Way: un viaggio di solo andata dal locale di via Grecia 36, in direzione di sound e sapori dal mondo, sintetizzando ciò che contraddistingue da anni il risto-pub foggiano: la musica live a ingresso libero, le birre artigianali italiane e straniere e una proposta gastronomica diversa dal solito modo di “fare pub”. Un treno di serate che parte venerdì 1 febbraio, alle ore 22, all’insegna del be-bop targato Joe Cafaro Quartet: formazione di jazzisti pugliesi più che conosciuti sulla scena nazionale, composta dal sassofono-tenore di Giovanni Cafaro, la chitarra di Francesco Palmitessa, l’organo Hammond di Bruno Montrone e la batteria di Giovanni Scasciamacchia. Un’immersione nell’età dell’oro del jazz americano, riproponendo i grandi interpreti di quella scena indimenticabile a cavallo tra gli anni ’40 e ’50 – K. Weill, B. Golson, C. Potter, D. Gillespie, H. Silver e altri. In abbinamento a questa prima serata, con protagonista il jazz a stelle strisce omaggiato da musicisti italiani, lo Zapoj propone una birra in stile “American IPA” pescandola tra l’ormai ampia proposta birraria italiana: la Ritualville vol. 2 del birrificio Ritual Lab di Formello (Roma).

Ma il viaggio Zapoj-mondo continua fino ad aprile, proponendo già venerdì 15 febbraio la prima di due interessanti anteprime nazionali, con il Pasta Nera Jazz Project che, per l’occasione, presenterà un originalissimo lavoro discografico, incentrato sul repertorio tradizionale delle musiche del Gargano e dei Monti Dauni riproposte in chiave jazz. Venerdì 1 marzo, poi, tocca al nome più importante della rassegna, intercettato a Foggia dalla Lizard School di Gaetano Scarpiello durante il suo tour italiano, autore già di due album: Alexandr Misko. Direttamente dalla Russia, star di youtube con oltre 17 milioni di visualizzazioni, il chitarrista ventenne proporrà – in versione “solo” – il suo straordinario repertorio in fingerstyle, tecnica che gli ha consentito di vincere il premio come miglior chitarrista acustico europeo secondo Takemine Guitars London 2018. Dalla Daunia alla Russia, quindi, passando per l’Irlanda e i Balcani: domenica 17 marzo e venerdì 22 marzo, infatti, saranno di scena rispettivamente Clan Banlieue (in occasione del Saint Patrick’s Day) e Ziganamama Balkan Trio, due band del territorio che faranno virare la rassegna in direzione folk, tra irish sound e sonorità slave. Due variazioni sul tema prima del Mediterranean Essential Quartet, in programma venerdì 29 marzo: neonata formazione proveniente da Salerno, orientata su un sound mediterraneo arricchito dai sassofoni e da una sezione ritmica che comprende anche un vibrafono. In chiusura, la seconda anteprima assoluta: Mephitis Ensemble. Quattro giovani musicisti – tre di Roma, uno di Foggia – che, attraverso il crowdfunding, proponendo un progetto ispirato alla tradizione poetica latina, sono riusciti ad incidere il loro primo album, dal titolo Piccola raccolta di brani mortali. Venerdì 19 aprile, lo suoneranno allo Zapoj.

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