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VIDEO | Pizze fritte e ciammaruchelle (poche) a Sant'Anna, la festa simbolo dei crocesi che resiste ma ha perso tanto

E' da sempre una delle feste più attese dell’anno. Un momento in cui la tradizione e il folklore richiamano in massa la cittadinanza foggiana per celebrare una delle sante più amate e venerate.

 

La festa di Sant’Anna, che ricorre ogni 26 luglio, è senz’altro la festa simbolo dei crocesi, che da sempre celebrano Anna, come protettrice delle partorienti, essendo quest’ultima la madre della Madonna, generata in tarda grazie età nonostante la sterilità. Il culto di Sant’Anna risale già ai primi anni dell’800, quando la santa veniva venerata in una cappellina allestita nel vecchio convento dei Cappuccini.

Quando i frati furono costretti ad abbandonare il convento durante le guerre d’Indipendenza, acquistarono una piccola casa che fu trasformata presto in un convento, dove poter nuovamente offrire ai foggiani un luogo per poter venerare la Santa. Nel 1891 fu dunque realizzata la Chiesa di Sant’Anna, al cui interno risiede la statua proveniente dalla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Diversi decenni fa, durante la processione del 26 luglio, la statua della Santa transitava dinanzi all’ingresso dell’Ospedale Maternità di via Arpi (dove ora è situata la sede del Dipartimento di Studi Umanistici, ndr). Un rito propiziatorio per le partorienti, molte delle quali erano solite sventolare dei fazzoletti dalle finestre in segno di ringraziamento.

Una delle peculiarità di questa festa, oltre alla musica, i fuochi pirotecnici, e le giostre, è l’usanza di consumare le lumache o ciammaruchelle, frutto di una lunga ed elaborata preparazione (si tengono in acqua per un giorno, e poi si cucinano a fuoco lento), le pizze fritte, dal sapore identico alle celeberrime pettole natalizie, ma che si differenziano da esse per la forma. Mentre le pettole hanno una forma allungata, le pizze fritte sono piatte, e si usa versare su di esse della salsa di pomodoro con una spolverata di formaggio.

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